Questioni di genere
Dell’”ottusità oscurantista” di una Legge dello Stato che premia l’ignoranza delle differenze
Una legge che divide adolescenti e giovani su basi valoriali e culturali verso uno Stato Etico ?
Alle medie e superiori i nostri ragazzi potranno seguire lezioni di sesso – affettività (perché questo è l’ oggetto) solo con il permesso dei genitori. In questo modo si chiede alla scuola di rinunciare alle proprie funzioni educative che ha al centro quella di superare le differenze educative e culturali delle famiglie come scolpito nella nostra Costituzione. Una scuola che vuole educare alla conoscenza aperta e al senso critico per una “testa ben fatta” ( per dirla con Edgar Morin) che deve essere libera, indipendente e curiosa e non condizionata dalle scelte delle famiglie che ne possono distorcere direzione e profondità, conformando e non formando. Tanto meno la scuola deve essere influenzata dalla politica e dalle ideologie, ma procedere con ragionevole senso pratico, esplorativo e sperimentale partendo dalla realtà e sue dinamiche. Comunque, partendo anche dalle elementari con la conoscenza del proprio corpo e della sua igiene fisica, mentale e comportamentale per valorizzare i potenziali cognitivi, come in UK. La contraddittorietà di un tale orientamento oscurantista e ideologico di affidare una responsabilità (dis)educativa e distrattiva alle famiglie è poi nell’ assenza di controlli sugli altri canali ai quali i nostri ragazzi si abbeverano quotidianamente e con disinvoltura che sono i mondi digitali, dove il controllo è spesso scarso o inesistente nell’irresponsabilità educativa e formativa delle piattaforme che isola e abbandona questi ragazzi ai venti ideologici del “free speech”. Il contributo delle famiglie in via “consultiva” potrebbe essere non quello del “se educare o no” alla sesso-affettività ma eventualmente al come possa configurarsi una educazione alle differenze. Questo si – eventualmente – quale “consenso informato” ma del tutto informale, senza potere intervenire sull’ indipendenza delle scelte della scuola su materiali, contenuti ed esperti coinvolti e sul dialogo tra discenti. Strada di coinvolgimento informato delle famiglie per contrastare discriminazioni di genere (e non solo) e decostruire stereotipi e pregiudizi. Soprattutto da realizzare attraverso una didattica attiva e dialogica e non passiva e frontale con pacchetti di slides nozionistiche, ma con giochi interattivi, dialogo, discussione tra discenti per gemmare esperienza collettiva e superamento di tradizionali barriere comunicative come esperienza sperimentale-laboratoriale che produca consapevolezza, comprensione e creatività nella varietà. Viatico per abbattere ataviche violenze di genere incistate in un paternalismo antistorico gerarchico e anti civico.
Allora, Piani di Offerta Formativa ( POF) che “guidino” l’intero processo educativo con il coinvolgimento delle famiglie e delle associazioni nella scuola per la sua messa a terra concreta con verifiche periodiche sui risultati raggiunti e sulle correzioni eventuali da apportare. Nella consapevolezza che questo percorso sia di effettiva e fattiva prevenzione di comportamenti devianti e violenti nel rispetto della dignità umana e della convivenza. Una Legge dello Stato che va in senso opposto, in contrasto con l’ Europa che innanzitutto impone un obbligo di educazione sessuale a scuola suggerito da OMS e Unesco, mentre tragicamente l’accesso alla pornografia online è scesa a 9 anni (9 anni!). Non considerando che le malattie sessualmente trasmissibili sono in veloce e preoccupante aumento proprio tra gli adolescenti (dal 20 al 50% ), mentre assistiamo all’ esplosione di comportamenti sessisti sui social tra i ragazzi 14-16 anni con gravi violenze psicologiche di cyberbullismo e body-shame ( e oltre). Non serve certo ricordare la serie tragica di femminicidi che sembrano aumentare invece che ridursi (16 solo da inizio d’ anno) e una donna su tre denuncia di aver subito violenza almeno una volta nella vita. L’ educazione sesso-affettiva è stata bloccata. Il medioevo è calato sulle nostre scuole tornando tra noi anche con un messaggio trasversale sulla “paura dell’indipendenza della scuola e del suo pluralismo” e questa è la vera tragica ottusità di questa irresponsabile legge verso uno Stato Etico. Irresponsabilità che toccherà alle scuole “smontare” vista anche l’ assenza di fondi per le “attività alternative” e che rischia di isolare molti nostri ragazzi, “proteggendoli” da una Legge diseducativa, iniqua, dell’ignoranza e del non senso. Perché la scuola non ha il compito di trasmettere i valori delle famiglie ma esplorare il nuovo o emergente con menti aperte per guardare al futuro unendo i giovani italiani che dovranno costruirlo come scritto nella Costituzione. Con la magnitudo di una prospettiva inclusiva e non discriminatoria che prova a realizzare la parità dei sessi nella conoscenza e rispetto e dignità di ogni persona, e possibilmente prima dei 130 anni stimati che sono ritenuti ancora necessari. Perché la mancata parità dei sessi è un freno peraltro sulla crescita del Pil e sulla produttività. Ma con questa Legge dello Stato rischiamo di arrivare a 150 o 180 anni quando forse saremo estinti. Perché è leva di diseducazione al rispetto e frattura della prevenzione culturale come barriera contro tutte le violenze. Purtroppo, la politica ne porterà la tragica responsabilità e al governo che verrà di sanarne le conseguenze.
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