Milano
Ma il Monastero ambrosiano di Mind è innovativo?
Nell’area di “Milano Innovation District” si costruirà un monastero. Con un progetto innovativo?
«Non c’è pace tra le nazioni, senza pace tra le religioni! Non c’è pace tra le religioni senza dialogo tra le religioni! Non c’è dialogo tra le religioni senza valori etici globali! Il nostro pianeta non può sopravvivere senza un’etica globale, un’etica universale. Condivisa da tutti gli uomini, credenti e non credenti» (Hans Küng)
Nell’area ai margini di Milano che ha ospitato EXPO nel 2015, l’arcivescovo mons. Delpini, ha annunciato in una conferenza stampa l’11 maggio, la costruzione di un Monastero ambrosiano: chiesa, Chiostro e Biblioteca delle religioni. Ne riferisce accuratamente Giulio Scaccianoce proprio su GLI STATI GENERALI.
Terminata l’Expo, quell’area ha cambiato nome: è diventata Mind, acronimo di “Milano Innovation District”. Da allora è diventata casa di realtà come Human Technopole, l’istituto di ricerca per le scienze della vita, il Cnr, il campus scientifico dell’Università Statale, l’Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio e altre ancora.
Tutto bene? Tutto bello? Vien da chiedersi se è rispettata la vocazione “innovativa” dell’area.
Il Monastero ambrosiano per vivere di futuro avrebbe potuto scegliere di esprimere una vocazione ecumenica e interreligiosa, avrebbe potuto essere progettato in altro modo.
In una scena pubblica mondiale sempre più dominata da conflitti e guerre alimentate da ideologie religiose, ogni chiesa che predica la pace ha un impegno in più anche a costruirla nelle relazione tra i suoi membri e con i credenti e gli uomini e le donne spirituali di tutti gli altri ambiti e spazi.
Ne va della credibilità di ogni religione.
Adesso a Milano più o meno ha funzionato così: ottenuta un’area pubblica, la chiesa cattolica si è costruita una casa e in questa invita altri cristiani, uomini religiosi o in ricerca.
Padre Paolo Benanti su Avvenire ha commentato: «Milano costruisce il suo futuro tra brevetti e preghiere. La città dell’innovazione, se è davvero tale, non può permettersi di innovare soltanto le molecole». Ma da teologo fine e intelligente ha chiarito che «il dialogo interreligioso autentico richiede qualcosa di più della contiguità simbolica tra essenze vegetali – richiede istituzioni, processi formativi, presidio intellettuale».
Non basta un giardino e neppure una collezione di libri. Un processo comune bottom up tra credenti e leader religiosi avrebbe potuto dare origine ad una vera Casa della pace.
Con un po’ più di coraggio Milano avrebbe potuto superare Berlino o Abu Dhabi.
A Berlino l’ House of One Drei Religionen Ein Haus presso il Bet-und Lehrhaus (Casa di preghiera e scuola), progettata dallo studio Kuehn Malvezzi di Berlino, inaugurata nel 2018 nell’antica Petriplatz, riunisce, sotto un solo tetto, cristiani, ebrei e musulmani. Ma ognuno con il suo spazio specifico e così ciascuno dei tre spazi sacri riflette le specificità di ciascuna religione mantenendole di fatto separate.
Ad Abu Dhabi l’Abrahamic Family House di David Adjaye, (inaugurata nel marzo 2023) include tre luoghi di culto nella stessa struttura – una moschea, una chiesa e una sinagoga.
Milano avrebbe potuto ispirarsi piuttosto al progetto della Casa delle Religioni di Berna, in Svizzera. Sono otto le comunità di fede che dal 2014 pregano, convivono, dialogano, ed organizzano eventi nel centro che sorge sulla Europaplatz. L’idea è nata intorno al 2000 e ci sono voluti 14 anni per concretizzarla. Un processo faticoso che fin dall’inizio ha richiesto la costruzione di legami, contatti e rapporti di fiducia. Processo che è stato necessario per imparare a convivere ed affrontare problemi e tensioni. La Casa delle religioni accoglie comunità e persone che sono comunque già disposte al dialogo. Otto diverse comunità di fede, pregano e celebrano i loro riti sotto il medesimo tetto e ciascuna ha il suo Dio: aleviti, buddisti, cristiani, indù e musulmani, baha’i, ebrei e sikh. Un vero e proprio laboratorio dove non si vive accanto, ma insieme, dove tutti sono padroni di casa e invitati in unico spirito.
Devi fare login per commentare
Accedi