Letteratura
Antigone
Mani innocenti e mani assassine

Vedi che ho – per pietà – le mani sporche
‒ di pietà – insabbiate, le unghie nere, Creonte sire
severo, duro vate, suocero altero. Vedo
le tue bianche pasciute che sanno
proibire, sanno ammazzare (regali mani):
ma io non tremo. E voi vedete
(voi che tradite) (voi che sapete più di tutto tradire)
che io non tremo e che non temo.
Vili di tanto incapaci, di poco. Di un gesto
timorosi – di un cenno.
Giustizia
invocata da troppi, da lontano implorata da troppi;
e nessuno si muove. Ah, giustizia.
Io qui sola.
Sanno tutti cos’era da fare,
fanno finta di niente.
Da “Classiche”, in Rosa Rosse Rosa – Bertani, Verona 1986
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