Letteratura
Battiato tra sublime e trash nella visione di Labranca
Un confronto tra Labranca e Battiato a partire dal libro appena uscito per Oscar Mondadori. “Dal pop al popolo”.
LABRANCA E BATTIATO, un confronto
C’รจ nei libri di Labranca (quelli raccolti da Claudio Giunta nel recentissimo ๐๐ข๐ญ ๐ฑ๐ฐ๐ฑ ๐ข๐ญ ๐ฑ๐ฐ๐ฑ๐ฐ๐ญ๐ฐ) un singolare corpo a corpo con i testi e la figura di Franco Battiato. Si vede che Tommaso subisce una forte fascinazione del magnetismo canoro di Franco e tuttavia non riesce ad annetterlo nel proprio Olimpo estetico dove regnano intronizzati in alto i parolieri Pace-Panzeri-Pilat, il bravo presentatore Gerry Scotti e la cantante emiliana Orietta Berti. Costoro appaiono ai suoi occhi come una sorta di trash consapevole e senza pretese, inservienti dello Spettacolo senza conati verso l’Alto, senza bovarismi estetici e proiezioni verso il Sublime, insomma rappresentano l’ideale nella sua teoresi estetica del trash consapevole. Gente che non se la tira e non rischia lo slancio verso il tono sostenuto e grave che possa suggerire una qualche profonditร noumenica.
Chiosa Giunta, il suo piรน accreditato critico nella appassionata e molto bella biografia di Labranca ๐๐ฆ ๐ข๐ญ๐ต๐ฆ๐ณ๐ฏ๐ข๐ต๐ช๐ท๐ฆ ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ฆ๐ด๐ช๐ด๐ต๐ฐ๐ฏ๐ฐ: ยซNella sfera dellโarte, come nella sfera sociale, Labranca detesta i simulatori e ammira gli autentici, e sia Zero sia Orietta Berti lo sonoยป. E ancora: ยซIn primo luogo, la Berti รจ lโemblema di virtรน che lui apprezzava in modo particolare: la sobrietร , la modestiaยป. Insomma per Orietta Labranca stravede, pare che se ne fosse anche innamorato.
Insomma, per lui Orietta รจ il ยซ๐ด๐ถ๐ฃ๐ญ๐ช๐ฎ๐ฆ ๐ฅ’๐ฆ๐ฏ ๐ฃ๐ข๐ดยป il Sublime rovesciato di Flaubert.
Franco Battiato pone invece alcuni problemi a Labranca. Nel suo giochicchiare e rimestare nei territori tra il Basso e l’Alto mimetico, secondo me, Battiato conserva uno slancio verso l’Alto, il Sublime inattingibile. O anche, come nel verso di Gozzano sembra voler coniugare “Nietzsche e camicie”, far cozzare l’aulico e l’ordinario, abbassare il sublime filosofico alla prosaicitร della vita quotidiana, portare l’assoluto come nell’immagine famosa di Cรฉline, al livello del barboncino, e questo porta invece Labranca a un corpo a corpo con la poetica di Battiato e a un cortocircuito teoretico.
Che fare verso un soggetto cosรฌ sfuggente?
Labranca รจ combattuto: ยซFranco Battiato รจ al tempo stesso cialtrone e non-cialtrone e forse รจ in questo la sua grandezzaยป.
Il Battiato ๐ฏ๐ฐ๐ฏ-๐ค๐ช๐ข๐ญ๐ต๐ณ๐ฐ๐ฏ๐ฆ รจ quello delle suggestioni mistiche, dei deserti e dei sufi, quello che ha scritto, secondo Labranca, ยซil piรน bel verso mai compostoยป sull’irruzione della guerra nella pace quotidiana: ยซStrano come il rombo degli aerei da caccia un tempo / stonasse con il ritmo delle piante al sole sui balconiยป. ร anche il Battiato che affida i propri testi a Manlio Sgalambro.
Il Battiato ๐ค๐ช๐ข๐ญ๐ต๐ณ๐ฐ๐ฏ๐ฆ, invece, รจ quello delle opere troppo debitrici di Philip Glass, di ๐๐ญ๐ฆ๐น๐ข๐ฏ๐ฅ๐ฆ๐ณ๐ฑ๐ญ๐ข๐ต๐ป, con il suo repertorio di malinconie berlinesi, e soprattutto di ๐๐ณ๐ฐ๐ด๐ฑ๐ฆ๐ต๐ต๐ช๐ท๐ข ๐๐ฆ๐ท๐ด๐ฌ๐ช๐ซ.
Su quest’ultima canzone Labranca si accanisce con una puntigliositร quasi poliziesca. Contesta la traslitterazione di ๐๐ฆ๐ท๐ด๐ฌ๐ช๐ซ ๐ฑ๐ณ๐ฐ๐ด๐ฑ๐ฆ๐ฌ๐ต, l’improbabilitร dei trenta gradi sotto zero a Pietroburgo e, soprattutto, l’accumulo di stereotipi russi: le Guardie rosse, i lupi, le vecchie coi rosari, i campanili, le piazze deserte. Ne ricava una divertita requisitoria contro quella che definisce ยซla banalitร geofolcloristicaยป, un campionario di cartoline esotiche assemblate senza alcuna preoccupazione di coerenza geografica o storica.
Il sarcasmo culmina nell’immagine delle vecchie coi rosari, sopravvissute a rivoluzioni, lupi e temperature polari, e nella conclusione fulminante: ยซIntanto, cacciati i lupi e sistemate le vecchie, cosa resta da fare a Battiato? Poco. Se ne sta con altri โseduti sui gradini di una chiesaโ ad aspettare che escano le donne. Tutto il mondo รจ paese: credevamo di essere in Russia e invece siamo nella piazza principale di Ramaccaยป.
L’analisi รจ sapida, talvolta irresistibile, ma mi sembra che qui Labranca, nel suo zelo demistificatorio, finisca per prendere un abbaglio critico. Le imprecisioni geografiche, le incongruenze storiche e perfino gli stereotipi folkloristici sono sostanzialmente ininfluenti ai fini della resa poetica. Una canzone non รจ un trattato di geografia nรฉ un reportage di viaggio. (Io ho in testa i paesaggi sfumati e onirici de ๐ ๐ต๐ณ๐ฆ๐ฏ๐ช ๐ฅ๐ช ๐๐ฐ๐ป๐ฆ๐ถ๐ณ).
La sua veritร non risiede nell’esattezza dei riferimenti, ma nella capacitร di trasfigurarli in immagini, atmosfere, suggestioni. E ๐๐ณ๐ฐ๐ด๐ฑ๐ฆ๐ต๐ต๐ช๐ท๐ข ๐๐ฆ๐ท๐ด๐ฌ๐ช๐ซ, piaccia o no a Labranca, possiede proprio questa capacitร evocativa. Insomma, Labranca sottopone a una verifica di attendibilitร documentaria ciรฒ che andrebbe giudicato anzitutto per la sua efficacia estetica. Ha forse ragione sui dettagli, ma non รจ detto che abbia ragione sulla poesia, perchรฉ quasi mai o non sempre la poesia coincide con la precisione del referto.
L’analisi procede su questo tono, devo dire con bella e intonata ๐ข๐ญ๐ญ๐ถ๐ณ๐ฆ di prosa critica, ma con il piglio da signor Precisetti e ragionier Filini. Labranca pencola tra attrazione e ripulsa nel giudizio, che poi arriva, in una doppia sentenza sanzionatoria in una nota, in cui ยซlโesoterico musicista, sempre piรน emulazione fallita di Philip Glas, รจ un caro amico di casa Calassoยป. Ossia di essere trash (emulazione fallita) e sodale dello ยซspirito Adelphiยป verso cui Labranca ha aperto un fronte polemico da tempo, da quando ha inventato le sue spassose copertine “Adelphake”. Resto comunque perplesso perchรฉ dare del trash (emulazione fallita) credevo fosse un ๐ข๐ต๐ฐ๐ถ๐ต nella visione di Labranca. Ma forse mancando il pecoreccio non rientra a pieno titolo nei suoi favori teoretici.
โคโกโโง
Sul tema Battiato a questo punto faccio autopromozione e riprendo quanto scrivevo nel mio ๐๐ฐ๐ฏ๐ต๐ณ๐ฐ๐ด๐ช๐ค๐ช๐ญ๐ช๐ข alle osservazioni critiche e alle insofferenze del mio amico Massimo Onofri nel suo ๐๐ข๐ด๐ด๐ข๐จ๐จ๐ช๐ฐ ๐ช๐ฏ ๐๐ช๐ค๐ช๐ญ๐ช๐ข.
Scrivevo:
ยซOnofri si lancia in una invettiva, non credo molto giustificata, contro questo cantautore per lui cosรฌ irritante nonostante abbia scritto qualche memorabile canzone come ๐๐ข ๐ค๐ถ๐ณ๐ข, ๐๐ข ๐ด๐ต๐ข๐จ๐ช๐ฐ๐ฏ๐ฆ ๐ฅ๐ฆ๐ญ๐ญโ๐ข๐ฎ๐ฐ๐ณ๐ฆ e ๐๐ช ๐ท๐ฆ๐ฏ๐จ๐ฐ ๐ข ๐ค๐ฆ๐ณ๐ค๐ข๐ณ๐ฆ. Gli rimprovera, sulla scorta di alcune interviste, quel moralismo dozzinale di chi si iscrive dโufficio nel partito degli onesti, tratto che confluirร nella canzone ๐๐ฐ๐ท๐ฆ๐ณ๐ข ๐ฑ๐ข๐ต๐ณ๐ช๐ข, ma anche ยซla simulazione della profonditร [โฆ] ottenuta per disinvolto sincretismo da tutte le religioni e da ogni filosofia orecchiate negli anni. I suoi utenti โ poco importa se delle canzoni o dei film imbarazzanti che sโรจ messo a fare โ possono acquistare cosรฌ a basso prezzo, una patente di spiritualitร , un titolo di esoterica nobiltร ยป. Nel leggere alcune esternazioni di Franco Battiato, invero, ci si mette le mani ai capelli. Ma egli รจ stato sempre cosรฌ: il latore di uno spiritualismo generico e sincretistico, ove il Frate e il Profeta si scambiano la barba. In tarda etร si sono aggiunti anche i filosofemi da pensiero negativo dello sfinito Sgalambro. Perรฒ occorre tornare alla canzone in sรฉ. Nella sua poetica e musicalitร , sia dodecafonico-tedeschizzante, sia mistico-orientale, ricordi etnei e pedemontani, dervisci rotanti e danzatori bulgari, contrabbandieri macedoni, gesuiti euclidei, si mischiano, con un ๐ฏ๐ฐ๐ฏ๐ด๐ฆ๐ฏ๐ด๐ฆ alto di gamma, diciamolo, in un suasivo codice ๐ฎ๐ช๐ฅ๐ค๐ถ๐ญ๐ต che ha senso e sottile fascino solo in quel sinolo (parola e musica, dove dei due non si sa qual รจ la forma e quale il contenuto) che รจ la canzone, meglio se con orchestrazione del Maestro Giusto Pio. Proibito ascoltarlo, dunque, quando parla in prosa come Monsieur Jourdain o lontano dal palco o dalla sala di registrazione, come del resto Antonello Venditti quando esterna lontano dal suo accattivante lirismo rionale (๐๐ช๐ถ๐ญ๐ช๐ฐ ๐๐ฆ๐ด๐ข๐ณ๐ฆ) o Celentano dal suo ecologismo anticipatore.
E con tutto ciรฒ si puรฒ restare grandi artisti, come Battiato nella sua arte sicuramente fu. Comโรจ vero che ci sono scrittori/narratori strabilianti ma con una debolissima visione del mondo. Qualcuno mi sa dire qual รจ lโideologia di quel narratore seriale e geniale che รจ Dumas? Occorre dunque chiudere un occhio sulla prosa e aprire lโaltro sulla poesia, sulla canzone in sรฉ, separare lโartista sorgivo dal guru in proiezione pubblica. Di un grande e originale artista sono non solo le composizioni degli anni Ottanta ricordate da Onofri, che credo piacciano a molti e che conservano ancora intatto il loro fascino, ma anche le canzoni in dialetto catanese, meglio dire, ionico (Battiato รจ nato a Ionia infatti, il nome fascista di Giarre-Riposto). Queste composizioni sono di una dolcezza infinita e di stordente bellezza, destinate solo agli ๐ฉ๐ข๐ฑ๐ฑ๐บ ๐ง๐ฆ๐ธ che sanno decifrare le malie linguistiche di โ๐๐ถ๐ฎ๐ช๐ฏ๐ช๐ค๐ข ๐ซ๐ถ๐ณ๐ฏ๐ข๐ต๐ข ๐ฅ๐ช ๐ด๐ค๐ช๐ณ๐ฐ๐ค๐ค๐ถ/๐ง๐ฐ๐ณ๐ข ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ด๐ช ๐ฑรฒ ๐ด๐ต๐ข๐ณ๐ช/๐ฑ๐ฑ๐ช ๐ง๐ข๐ณ๐ช โ๐ฏ๐ฑ๐ฐ๐ค๐ถ ๐ช ๐ง๐ณ๐ช๐ด๐ค๐ถ/๐ค๐ฉ๐ช๐ถ๐ณ๐ถ ๐ข ๐ง๐ช๐ฏ๐ฆ๐ด๐ต๐ณ๐ข ๐ข ๐ท๐ข๐ฏ๐ช๐ฅ๐ฅ๐ถ๐ป๐ป๐ข/ ๐ฆ ๐ฎ๐ช ๐ท๐ข๐ช๐ถ ๐ข ๐ณ๐ช๐ฑ๐ถ๐ด๐ข๐ณ๐ชโ, โ๐ ๐ด๐ข๐ฏ๐ต๐ถ รจ ๐ฅ๐ช ๐ฎ๐ข๐ณ๐ฎ๐ถ๐ณ๐ถ ๐ฆ ๐ฏ๐ฐ๐ฏ ๐ด๐ถ๐ณ๐ขโ, โ๐ฆ ๐ต๐ถ๐ต๐ต๐ช ๐ข๐ณ๐ณ๐ฆ๐ณ๐ช ๐ฐ ๐ด๐ข๐ฏ๐ต๐ถ โ๐ฏ๐ฅ๐ข ๐ท๐ข๐ฏ๐ฆ๐ฅ๐ฅ๐ขโ o โ๐ฏ๐ฐ ๐ฎ๐ฐ ๐ซ๐ข๐ฅ๐ฅ๐ช๐ฏ๐ฆ๐ฅ๐ฅ๐ถ ๐ฎ๐ช ๐ฑ๐ช๐ข๐ค๐ช ๐ด๐ต๐ข๐ณ๐ช ๐ด๐ถ๐ญ๐ขโ
Cito soprattutto da ๐๐ต๐ณ๐ข๐ฅ๐ฆ ๐ฑ๐ข๐ณ๐ข๐ญ๐ญ๐ฆ๐ญ๐ฆ (aria siciliana) cantata insieme allโindimenticabile, solare, mediterranea, Giuni Russo (che รจ autrice del testo, si legge in Rete, mentre la musica รจ della di lei compagna Maria Antonietta Sisini), peraltro sublime interprete dellโultima meravigliosa canzone balneare, scacciapensieri, di bella tradizione italiana che รจ ๐๐ฏโ๐ฆ๐ด๐ต๐ข๐ต๐ฆ ๐ข๐ญ ๐ฎ๐ข๐ณ๐ฆ, scritta da Battiato, la quale per levitร e forza evocativa di estasi balneari โ oggi bombardate da musica psichiatrica tum-tum, da rap dalla versificazione slombata e da latinos generici โ sta alla pari, nel genere, con la deliziosa ๐๐ฃ๐ฃ๐ณ๐ฐ๐ฏ๐ป๐ข๐ต๐ช๐ด๐ด๐ช๐ฎ๐ข di Edoardo Vianello (arrangiamenti di Ennio Morricone) degli anni belli che furono. Gli Anni Sessanta, che come diceva Arbasino erano anni in cui il futuro aveva ancora un avvenire.
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