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Letteratura

Cinque motivi per leggere Jane Austen

di Filippo Cusumano

Le case di produzioni cinematografiche ricorrono spesso ai romanzi di Jane Austen per metterli al centro di film e serie TV. Una scrittrice che “nutre e diverte”. Come la Nutella

16 Agosto 2026

A oltre duecento anni dalla sua morte c’è  una scrittrice che continua ad essere fonte di ispirazione per il cinema, Jane Austen. In autunno uscirà  un film tratto da “Ragione e Sentimento”, mentre su Netflix andrà in onda una serie tratta da “Orgoglio e Pregiudizio”. Perché la scelta di questi testi si rivela sempre vincente? E perché quei romanzi continuano ad essere letti in tutto il mondo? Mark Twain diceva di Jane Austen, un po’ sprezzantemente e forse più per amore di battuta: “La sola assenza dei libri di Jane Austen, di per sé, farebbe di una biblioteca che non contenga alcun libro una biblioteca quasi accettabile”. Non sono d’accordo. Potrei accettare di non avere nella mia biblioteca Mark Twain (che pure ammiro moltissimo) ma non la cara vecchia Jane. Molti sono i motivi che spingono così frequentemente i lettori a trovare rifugio, consolazione e autentico divertimento nei romanzi di questa straordinaria scrittrice. Il primo motivo è molto semplice: nessuno ha la sua leggerezza di scrittura. Attenzione, però, perchè la sua è una semplicità è apparente. Niente, in realtà, è scritto a caso. Aggettivi, sostantivi, verbi, avverbi sono tutti scelti uno per uno, vanno gustati con calma e apprezzati per come stanno bene insieme e per come, insieme, contribuiscono a creare gli effetti desiderati. Il secondo motivo è un po’ più complesso: Jane Austen ha saputo creare un mondo. Ecco cosa diceva di lei Tomasi di Lampedusa : “La Austen è uno dei pochi romanzieri che ha davvero creato un mondo: un mondo ristretto, certamente, che non ha la vastità degli universi di Balzac o di Dostoevskij, ma che può, come estensione, gareggiare con il mondo di Marcel Proust”. Quel mondo, poco alla volta, per chi abbia l’abitudine di frequentarlo, diventa qualcosa di familiare, di ricorrente. Ci puoi contare. Non sai quali sono gli sviluppi che ti proporrà una vicenda, ma conosci così bene i meccanismi che regolano quel mondo da poterli quasi prevedere. Il terzo motivo che fa amare la Austen è il fatto che è “irriverente”. Non ha rispetto per niente. Pensate a come venivano descritti nei romanzi della sua epoca i genitori, gli ecclesiastici, le fanciulle da marito, i giovani cavalieri. E pensate a come sono ritratti spesso questi personaggi nei suoi romanzi: insicuri, cialtroni, a volte scopertamente ridicoli. Pensate a come sono intriganti certe madri, vanesi certi mariti, pronte ad infatuarsi per un mascalzone certe fanciulle. Pensate alla prosopopea di certi piccoli prelati di provincia, al candore e all’invadenza di alcune zitelle costrette a occuparsi della vita degli altri per non vedere il vuoto della propria. E pensate alla leggerezza e insieme alla precisione del bisturi di questa grandissima scrittrice. Che non va letta mai con velocità. Va assaporata con lentezza, per non perdere i toni, le sfumature. Il quarto motivo che mi fa amare Jane Austen è la serenità di fondo che si avverte in lei come persona. Pensate all’epoca in cui ha vissuto e alla sua condizione di donna nubile. E immaginatevi le ristrettezze di vita alle quali può essere stata sottoposta. Non poteva mai andare in giro da sola, attraversare la città in autobus, fare colazione in un pub, non viaggiò quasi per niente. Eppure come annota Virginia Woolf “forse era nella natura stessa di Jane Austen non desiderare ciò che non aveva: il suo genio e le condizioni della sua vita si accordavano completamente”. Ed è questo meraviglioso equilibrio quello che si percepisce leggendo i suoi libri. Ed ecco il quinto ed ultimo motivo che mi fa amare Jane Austen: il suo mondo è ristretto, ma lei lo conosce alla perfezione. E non parla mai, dico mai, di qualcosa che non conosce. E, cosa incredibile, conosce gli uomini meglio di loro! Lo diceva Chesterton, il quale aggiungeva: “Forse Jane Austen è stata protetta dalla verità; ma è davvero ben poca la verità che fu protetta da lei. Spesso leggiamo cose che ci divertono, ma non ci nutrono (e pazienza, la vita è una sola! mai pentirsi di un divertimento) altre volte troviamo cose che ci nutrono, ma non ci divertono (e anche qui pazienza! se si vuole crescere qualche sacrificio tocca farlo). Ma quando incontriamo Jane Austen incontriamo la Nutella: è una delle poche letture che insieme nutrono e divertono.

#letteratura
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