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Governo

Un gioco di prestigio mal riuscito

di Filippo Cusumano

Bocciato l’emendamento alla legge elettorale proposto dal governo. Ma era solo un gioco di prestigio mal riuscito. Un coniglio nel cilindro…

15 Luglio 2026

Il problema esiste.
Da decenni chi va a votare può scegliersi il partito, ma non i candidati.
É il sistema delle cosiddette liste bloccate, contro il quale, quando aveva le mani libere perché stava all’opposizione, Meloni si era scagliata ripetutamente.
Oggi, essendo la premier, Meloni aveva deciso di cambiare le cose. Ma non nella maniera radicale che aveva promesso!
Con l’emendamento proposto ieri – bocciato dal parlamento – sarebbe andata in onda solo una modifica illusoria del sistema di scelta degli eletti: i cosiddetti capilista avrebbero avuto la precedenza su tutti gli altri candidati, ai quali sarebbe rimasta la possibilità di essere eletti grazie alle preferenze solo nel caso in cui i voti raccolti dal loro partito fossero abbastanza numerosi da consentire nella circoscrizione di riferimento di poter eleggere anche un secondo o un terzo candidato
Praticamente una chimera se ci riferiamo ai molti partiti destinati a restare sotto le due cifre.
Altro inconveniente della proposta: l’affossamento della parità di genere.
Nessun vincolo infatti era previsto per quanto riguarda l’assegnazione del ruolo di capolista (in teoria nulla impediva che fossero tutti maschi).
Insomma: una proposta che Meloni si affannava a magnificare come innovativa – in grado, a suo dire, di farci uscire dalla “palude” – ma che in realtà era solo un piccolo gioco di prestigio mal riuscito: fingere di cambiare tutto senza cambiare quasi nulla.
“La situazione è grave, ma non è seria”  avrebbe detto Ennio Flaiano.

legge elettorale
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