Teatro

Danzando sulla linea d’ombra, il duo Abbondanza/Bertoni in “Replica”

La coppia dei due maestri della coreografia si è fatta dirigere da un altro duo, quello dei giovani Panzetti e Ticconi. Lo spettacolo, al festival “Fuorimargine” di Cagliari, è una bellissima prova dei due danzatori grazie anche all’ottima regia che ha saputo accompagnarli

22 Ottobre 2026

CAGLIARI _ Guardare indietro per scrutare il futuro, restando in quella sottile linea d’ombra conradiana che sfida il presente. Michele Abbondanza e Antonella Bertoni costituiscono il duo per eccellenza della danza contemporanea italiana. Sono arrivati quando ancora la scena nostrana dopo aver balbettato per un po’, stava cercando la propria strada. Grande voglia di osare, ma spesso scarse qualità tecniche e tanta invidia per quello che si agitava da tempo nell’Oltralpe, dove la nouvelle danse era salita in cattedra con autorità e competenza. Difficile trovare originalità e idee anche se forte era l’energia che circolava. Poche, anzi rare le eccellenze – coreografi che, guarda caso, vengono ora considerati dei maestri – che si sono imposti in una scena che non esisteva dando così il via ad un settore ricco e fiorente di proposte come quello attuale. Artisti come Enzo Cosimi, Fabrizio Monteverde, Parco Butterfly e pochi altri avevano aperto la strada, preparato il terreno, per l’arrivo di stelle come appunto il duo Abbondanza/Bertoni presentatosi nel 1996. E già da subito marcando un territorio fatto di passione e professionalità, ingegno e creatività fino a diventare un punto fermo della migliore danza tricolore, in grado di confrontarsi alla pari con la scena internazionale. La loro danza è un terminale preciso di conoscenze del linguaggio del corpo di cui conoscono ogni segreto. E ogni centimetro, è stato costantemente esplorato da loro fino a carpirne i segreti profondi, dispiegando una sintassi fatta di segni e movimenti che hanno una vitale forza magnetica. Sono atti teatrali, passi calibrati, movenze che, imitando ora una natura animalesca e primigenia, hanno, allo stesso tempo, l’eleganza dei grandi uccelli migratori in volo. Così è accaduto in tanti lavori della loro lunga carriera e così continua ad accadere.

Il duo Abbondanza/Bertoni in scena con lo spettacolo “Replica” con la regia e la coreografia di Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi andato in scena al festival “Fuorimargine” di Cagliari (Fotografia di Laura Farneti)

Come nell’ultimo spettacolo  “Replica” che nel titolo sembra sublimare appunto l’atto di raccogliere, essere riconosciuti e, andare oltre. Ancora e ancora. Sfidando sempre se stessi con una straordinaria e forte complicità di etoiles contemporanee che sfrecciano luminose nel palcoscenico davanti a cento occhi che non li abbandonano ma li seguono ogni istante per tutto lo spettacolo. Grandi artisti. Coraggiosi, non si fermano e cercano sempre di andare oltre nel raccontare e leggere il mondo che ci circonda. Questo lo fanno con poesia leggera eppure profonda. Movimenti come versi aerei che lasciano il segno. E generosi anche, al punto di mettersi a disposizione, loro, dei maestri, per farsi dirigere – in un emblematica trasmissione di saperi – da un altro duo di giovani e spesso imprevedibili performer che amano sperimentare come è quello formato dalla coppia Ginevra Pansetti ed Enrico Ticconi che hanno sempre trovate che spiazzano con il marchio della contemporaneità. Da questo incontro ne è venuto fuori un altro gioiello della pregiata ditta di danzatori e coreografi. Due compagni nell’arte e nella vita che non si risparmiano e giocano fino all’ultimo la carta della ricerca e sperimentazione.

“Replica” è così inatteso, sorprendente, romantico e quasi spostato in un tempo tra il primordiale e il distopico. Emerge subito fortissimo con la ripresa di immagini video proiettate su una grande tenda in tulle, impercettibile, praticamente invisibile schermo tra il pubblico e i danzatori. Due figure di yeti con pelliccia e un atto ripetitivo: quello di pettinarsi la fluente capigliatura. Capelli lunghissimi che sono schermo e nascondiglio al volto, un insieme indissolubile con il resto del corpo, quasi un groviglio che dall’immagine video lascia il posto a forme reali, in movimento.

Un’altra scena dallo spettacolo “Replica” in cui Michele Abbondanza e Antonella Bertoni si liberano della loro pelliccia grigia e rosso sangue all’interno (Fotografia Laura Farneti)

Seguendo i tempi di un misterioso rituale i danzatori si liberano della pelliccia come fosse armatura di samurai, grigie all’esterno ma rosso sangue nel risvolto: appese su delle grucce salgono lentamente in alto, rimanendo sospese su uno spazio ampio e disadorno. E’ nel prosieguo che si manifesta il cuore dell’ispirazione beckettiana. Quel “Not I” che il grande drammaturgo inglese compose nel 1972. Protagonista una grande bocca, rossa e ammiccante, che nella pièce originale doveva essere illuminata da un riflettore, viene qui proiettata e resa visibile nella trasparente quinta che come una rete evanescente divide i danzatori dal pubblico. Una Bocca che non smette di parlare, un ininterrotto flusso emotivo di frammenti, di parole triturate, un impercettibile borbottìo ammiccante alla solitudine, alle rovine del cuore, alle ferite e alle illusioni perdute. Voce difficile da ascoltare quella della Bocca: non comprende il proprio passato e non è in grado di immaginare il futuro. Come un computer andato in crash. In uno stato di libertà vigilata insomma, mette in atto tutti i possibili passi di una umanità che nel risveglio, prende coscienza di sé. Stabilisce gli atti di lotta e quelli di pace, di conflitto e amore restando sempre con i piedi per terra in un lungo e articolato sentiero di danza che si fa smorfia ironica, gesto inatteso. Anche rapido sfogliare da un archivio ricchissimo di memorie tratte da tanti spettacoli emozionanti, qui citati per sintesi o sottrazione per recuperare replica dopo replica il senso del vivere creando arte ogni giorno. Giorno per giorno. Proprio come la linea che sta tra passato e futuro. Sta dentro il presente ma è invisibile.

“Sí. Si procede. E il tempo pure procede -finché si scorge di fronte a sé una linea d’ombra, che ci avverte che bisogna lasciare alle spalle anche la regione della prima gioventú.” (Dal primo capitolo de “La linea d’ombra” di Joseph Conrad (Einaudi) traduzione di Flavia Marenco).

Sulla grande tela di tulle durante lo spettacolo “Replica” con il duo Abbondanza/Bertoni in scena, regia a cura del duo  Panzetti/Tucconi appare una grande Bocca rossa (Fotografia di Laura Farneti)

 

“Replica è andata in scena il 18 ottobre al Teatro Auditorium di Cagliari, all’interno del Festival di Spaziodanza “Fuorimargine”, trentaduesima edizione. Le musiche elettroniche originali sono di Hrvoje Niksic. Il disegno delle luci è di Michele Piazzi, i video di Valerio Figuccio. Lo spettacolo è coprodotto dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni e Ert. Emilia Romagna Teatro Fondazione. Il festival, con una robusta programmazione di eventi , proseguirà il 23 e 24 ottobre alle ore 20 (Exma) con “SingSpiele” di Maguy Marin con Dada Bene Mambouch. Si prosegue il 30 ottobre con “Shau/Stellen” di Vincent Giampino in scena con Greta Francolini. La stessa sera e in replica anche l’indomani Masako Matsuhita presenta “Undress me now”. Roberta Racis, il 31 e il 1 novembre mostrerà “Nulla dies sine linea”. “Fuorimargine” andrà avanti con altre proposte sino al 5 dicembre quando a chiudere sarà il solo “#Thisibeauty” di Lisi Estaras.

Una straordinaria Antonella Bertoni  in coppia con Michele Abbondanza hanno offerto una grande prova di danza nello spettacolo “Replica” in programma a “Fuorimargine”,  festival di Cagliari (Fotografia di Laura Farneti)
Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.