Teatro

Festival d’estate, appuntamenti da Milano a Roma, da Forlì a Palermo

A Forlì teatro per giovani a “Colpi di scena”. A Milano il cartellone del Teatro La Cucina: da Giorgina Pi a Gemma Hansson Carbone. Al Piccolo le marionette dei Colla. A Palermo c’è “ConFormazioni” e a Roma dalla danza al cinema per “Sorgenti” di Dominio Pubblico.

15 Giugno 2026

MILANO _ Teatri d’estate. Da Milano a Roma, da Palermo a Forlì è partita la nuova stagione dei festival e degli appuntamenti da segnare sul taccuino per gli appassionati di teatro e danza. In Romagna, a Forlì dal 23 al 16 giugno ecco la quattordicesima edizione di “Colpi di Scena” organizzata da Accademia Perduta e Romagna Teatri con la vetrina biennale dedicata alle nuove produzioni dedicate in modo particolare alle nuove generazioni. Diretta da Claudio Casadio e Ruggero Sintoni, la rassegna, in quattro giorni presenterà sedici spettacoli con ben tredici prime nazionali. Si tratta in diversi casi di adattamenti di fiabe e leggende popolari o riletture di miti. Tutti i generi dell’antica arte teatrale sono benvenuti: dal teatro di figura alla danza, dall’animazione al circo contemporaneo. Presenti, oltre all’Accademia Perduta con cinque nuove produzioni (Compagnia del Buco, Nadia Milani, Tcp, Tanti Così progetti, Teatro Città Murata e Factory Transadriatica) anche le nuove creazioni di Altri Posti in Piedi, Castaldo/Sintucci, Cranpi -Fondazione TRG, Divisoperzero, Elsinor, Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, Teatro Koreja, La Baracca Testoni Ragazzi, Solares Fondazione delle Arti – Teatro delle Briciole, Sosta Palmizi / Dadodans e Teatro Gioco Vita.

Si apre martedì 23 giugno (ore 16,30) al Teatro Testori con il Teatro Gioco Vita che si rapporta per la prima volta al teatro d’ombre in “Contro il sole. Il mito di Icaro e Dedalo”, scritto e diretto da Emanuele Aldovrandi è “una storia di trasformazione in cui vita e rischio sono inseparabili e in cui la caduta (come per Icaro) non è sconfitta ma il prezzo, forse necessario, per aver provato a volare da soli”. Alle 18 all’ex Atr, la Compagnia del Buco (ore 18) presenta “Magma un’avventura claustrofobica”: due clown spinti dal desiderio di esplorare e conoscere, si ritrovano bloccati nel sottosuolo. Danza al teatro Diego Fabbri, alle 19,30 con “Il Mondo dei Quasi” a cura di Aterballetto: attraverso un linguaggio fisico “esplora il profondo bisogno umano di avvicinarsi agli altri, incoraggiando i più piccoli a riflettere sulla gioia di comprendere ed essere compresi, con curiosità, pazienza e gioco”.

La compagnia Transadriatica al festival “Colpi di Scena” di Forlì dedicato alle giovani compagnie presenta lo spettacolo “Pinocchio. Un bambino come gli altri” di Tonio De Nitto (Fotografia Eliana Manca)

Mercoledì 24 giugno. Sosta Palmizi e Dadodans propongono alle 10,30 (Teatro Felix Guattari) con “Tubi”: attraverso la “costruzione” di un mondo fatto di tubi di cartone, due danzatrici propongono una “performance visiva, musicale e non verbale, sul confronto, la solidarietà, l’essere presenti l’uno per l’altro”. Cranpi e Fondazione Trg al Teatro Testori (ore 14,30) mettono in scena “Giraffe” o “L’incredibile storia della zoologa Ann Innis Dagg”. Intrecciando racconto biografico e teatro di narrazione, la storia “ricrea lo stupore e l’entusiasmo della giovanissima pioniera della zoologia osservativa che, attraverso la cura e il rispetto per la natura, invita a guardare oltre e ad osservare il rapporto uomo-natura in chiave etica”. Al Piccolo (ore 16) in prima nazionale l’Accademia Perduta presenta “Notturna” di Nadia Milani “un racconto che ha il sapore delle fiabe popolari, quelle nate nelle campagne e tramandate a voce, spesso attorno a un fuoco, dove il mistero convive con la meraviglia”. Alle 17,30 all’Ex Atr Divisoperzero rievoca il viaggio di Ulisse in “Odissea” che diventa “quello di ciascuno di noi, di ciascun bambino che ogni giorno vive l’avventura di scoprire il mondo e di misurarsi con l’ignoto”.  Al teatro Diego Fabbri, il Teatro Koreja (alle ore 19) si ispira al celebre personaggio di Lewis Carroll “per affrontare un grande enigma: come salvare la poesia, la meraviglia e l’incanto della fanciullezza nell’inevitabile processo del diventare adulti?”

Accademia Perduta presenta a “Colpi di scena” di Forlì. il festival  per giovani emergenti “Notturna” di Nadia Milani, “un racconto che ha il sapore delle fiabe popolari. Quelle nate nelle campagne e tramandate a voce…”

 

Giovedì 25 giugno. La giornata inizia alle 10 al teatro Felix Guattari con Elsinor in “Di querce, di nubi, di stelle…” con il teatro e danza affronta il tema dell’esplorazione invitando i piccolissimi “all’ascolto e all’osservazione, un rito in cui sono centrali il corpo e i sensi, nello spazio di incontro tra i bambini e il loro desiderio di conoscere”. Un’ora dopo al Piccolo Tcp, Tanti Così Progetti presenta “Il vestito nuovo dell’imperatopo” in cui viene ripresa la celebre fiaba di Andersen, ancora di forte attualità. Al Teatro Testori (ore 14,30) è la volta di Altri Posti in piedi e la loro rilettura della celebre fiaba di Charles Perrault, “Barbablù”. Il Teatro Città Murata è protagonista all’ex Atr (ore 16) di “Charlie”, spettacolo in cui viene affrontato il tema delle difficoltà del comunicare, spesso presente in età evolutiva. Escursione al Teatro Masini di Faenza dove alle 18 la Factory Transadriatica mette in scena “Pinocchio. Un bambino come gli altri” di Tonio De Nitto in cui si indaga sul desiderio di inclusione e “normalità”.

Venerdì 26 giugno. “Gli stupidi sogni di Morgan” (al Piccolo, ore 10) della coppia Castaldo/Sintucci è la storia di un pupazzo con un solo obiettivo: salvare la televisione italiana! “Tra parodie televisive, musica, comicità surreale e cruda sincerità, lo spettacolo alterna ironia brillante a momenti di intensa malinconia, offrendo al pubblico un’esperienza che diverte e commuove”. Si chiude al teatro Testori (ore 11,30) con “Il ragazzo volante” della Baracca Testoni Ragazzi. E’ il racconto di Bartolomeo Brocchi, “un ragazzo che fluttua nell’aria”. Maurice Vaccari, l’attore che impersona Bartolomeo, è nato senza braccia. “Le vicende del protagonista si mescolano con le sue esperienze attraverso situazioni che accomunano il personaggio al suo interprete”.

Il tema della difficoltà della comunicazione, spesso presente negli anni dell’età evolutiva è affrontato nel festival  “Colpi di scena” di Forlì nello spettacolo “Charlie” del Teatro Città Murata

MILANO

Rimanendo in tema e spostandoci a Milano, a partire dal 17 giugno, al Piccolo Teatro Grassi di via Rovello, assolutamente imperdibile -a dieci anni dall’ultima messa in scena, e per sole dieci repliche- torna “Excelsior” Grande ballo storico in due tempi e dodici quadri di Luigi Manzotti messo in scena dalla compagnia marionettistica Carlo Colla e Figli. Questa nuova edizione (2015) è di Achille Lualdi e UgoBellio, musica di Romualdo Marenco, regia di Eugenio Monti Colla ripresa da Franco Citterio e Giovanni Schiavolin. Marionettisti: Franco Citterio, Maria Grazia Citterio, Piero Corbella, Camillo Cosulich, Debora Coviello, Cecilia Di Marco, Tiziano Marcolegio, Giovanni Schiavolin, Paolo Sette, Alice Archinti. Voci recitanti: Gianni Quilico e Lisa Mazzotti. Il ballo “Excelsior” fu rappresentato per la prima volta a Milano, al Teatro della Scala l’11 gennaio 1881 (libretto e coreografia di Luigi Mazzotti, musica di Romualdo Marenco). Grande successo, ripreso spesso fino al 1916. Al Teatro Gerolamo di Milano prima rappresentazione a cura della compagnia di Luciano e Rinaldo Zane. Nel 1895 tocca invece a Carlo Colla e Figli che lo misero in scena con il titolo “Civiltà e Progresso”. Con quello definitivo “Excelsior” approda al Teatro Gerolamo nel 1906. Nel 1967 venne riproposto in forma di mostra al Maggio fiorentino. Nelle stagioni successive entra in cartellone alla Scala e al Festival dei Due mondi di Spoleto. Repliche in tutto il mondo, da Melbourne a Parigi. Nella scena la lotta Tenebre e luce, tra progresso e oscurantismo. Così afferma Franco Citterio, direttore artistico della compagnia Carlo Colla e Figli: “… marionette si calano con tutto il loro potere epico ed evocativo nella parabola narrativa, che ripercorre le principali scoperte dall’illuminismo all’era moderna, le invenzioni e il trionfo del genio umano in contrapposizione all’oscurità dell’ignominia e dell’ignoranza”. (prenotazioni allo 02-21126116).

Una scena dal sontuoso spettacolo “Excelsior” in scena al Piccolo Teatro di Milano, in via Rovello a partire dal 17 giugno, in replica per dieci sere di seguito a cura della storica compagnia marionettistica di Carlo Colla e Figli

Restando nel capoluogo lombardo, da segnalare il festival curato dal Teatro La Cucina “Da vicino nessuno è normale” presso l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, il 16 e 17 giugno alle ore 20,30 va in scena “Canto per chi vola”, tratto liberamente dal libro “Il ragazzo delle Berte” di Gianluigi Gherzi che ha curato anche la regia dello spettacolo con Maria Vittoria Barrella e Giuseppe Semeraro, riprese video di Marcella Foccardi. Lo spettacolo racconta la storia di un posto difficile, ma straordinario per la vita, parla “dei diritti di chi lo abita, di chi vive in luoghi e comunità fuori dalle rotte, di chi vuole spezzare l’isolamento. Un canto di gioventù che resiste e vuole inventare un futuro”. Nella messa in scena curata daGherzi “ il testo s’incontra con il linguaggio delle immagini, attraverso un sistema a più schermi ogni racconto precipita nei paesaggi dell’isola, attraversa acqua e rocce, piante selvatiche e muschi, entra nei nidi delle Berte, ne mostra la vita”. Il 18 giugno (ore 20,30) è la volta di “Lettere dall’aldilà”. Scritto e diretto da Yuri Casagrande Conti conSalvatore Aronica, Yuri Casagrande Conti e Francesca Ziggiotti . Luci di Andrea Violato, scene di Valeria Desa e musiche di Gianluigi Montagnano.

Il giorno successivo. 19 giugno, è il turno di Giorgina Pi con “Nata vicino ai fantasmi. Nata Tempesta”. Questa performance è il diario che l’autrice e regista ha ricostruito a posteriori sulla scoperta di Tiresia nei versi di Kae Tempest. Cura del suono Cristiano De Fabritiis e Andrea Pesce. Con le voci di Gabriele Portoghese, Aurora Peres, Maria Vittoria Tessitore, Vasilis Dramountanis, Christos Stergioglu, Monica Demuru. Scrive nelle note Giorgina Pi: Come tutti i diari è costruito per avvicinamenti, impressioni mai perdute, odori dei luoghi, cosparso di vestiti indossati alla rovescia, di voci sentite lontane da una finestra, di corpi perduti ritrovati nei lineamenti di un nudo ramo. Da quando ho iniziato a camminare tra i versi di Kae Tempest la mia vita si è riempita ulteriormente di suoni. Suoi e i miei”.

Una scena dallo spettacolo “Canto per chi vola” testo e regia di Gianluigi Gherzi con Maria Vittoria Barrella e Giuseppe Semeraro nel cartellone del festival milanese “Da vicino nessuno è normale” del Teatro La Cucina

Il 21 giugno (ore 21) Consuelo Battiston e Gianni Farina di Menoventi Teatro allestiscono una “Veglia”, un cerchio di persone riunite attorno a una fiamma simulata, “una serata che fa leva sul piacere di stare insieme”. In occasione dei venti anni di attività, Menoventi ha elaborato una serata in cui l’ironia filosofica dei racconti condivisi offre alcuni spunti di riflessione sul mondo in cui viviamo; il riferimento narrativo principale è Le cercle des menteurs” di Jean-Claude Carrière, che dispensa fin dal titolo alcuni preziosi suggerimenti per la messa in scena: un cerchio di persone riunite attorno a una fiamma simulata. “Quella fiamma è reale come le storie narrate, come le menzogne della verità e le rivelazioni sconcertanti bisbigliate dalla finzione”.

Il 23 giugno alle ore 20,30 è da seguire “Il Vangelo di Cassandra” , scritto da Dimitris Dimitriadis, di e con Gemma Hansson Carbone è il frutto di quattro anni di lavoro in oltre nove paesi, tra Europa e Asia su “Muoio come un paese”, testo di Dimitriadis e dove Gemma Hansson Carbone prosegue il suo percorso di ricerca sulle orme del poeta greco “esplorando la forza della parola e della voce come strumenti di evocazione e invocazione, in un atto di profonda riflessione sulla nostra identità storica e politica”. In questa performance teatrale la profezia di Cassandra diventa annuncio: “Cassandra non è più portavoce di un futuro inascoltato, ma voce e corpo di un presente radicalmente nuovo. Questo ribaltamento è al cuore della creazione scenica de Il Vangelo di Cassandra, che si propone come esperienza immersiva dove la parola poetica e il movimento si fondono per esplorare temi universali, umani e politici, di trasformazione e desiderio”. I movimenti di Cassandra “si fanno essi stessi “logos”, riflettendo la rivoluzione semantica di Dimitriadis che trasforma la parola profetica, incompresa e incomprensibile, in verbo divino, creatore, erotico”. Luci e scene di Alessandro Panzavolta, movement director Gloria Dorliguzzo, tecnomago Francesco Tedde.

Una scena da “il Vangelo di Cassandra” di e con Gemma Hansson Carbone che prosegue il cammino di ricerca del poeta Dimitris Dimitriatis , in cartellone al festival  del Teatro La Cucina (Fotografia Emma Graziani)

Il 25 e il 26 giugno alle 20,30 va in scena “I Persiani” di Eschilo, adattamento e regia di Giovanni Ortoleva con Enrico Campanati, Pietro Giannini, Valentina Picello e Marco Santi. Musiche di Pietro Guarracino. Luci di Marco Santi. Annota il regista: “La guerra come un male ereditario, che tormenta l’Occidente. Un demone che il testo di Eschilo ci aiuta a guardare negli occhi. Con coraggio”. Altri appuntamenti: il 28 giugno Antonio Tagliarini in “Le stelle se ne stanno dove sono. Performance per un campo” continua la sua ricerca dedicata ai luoghi. “Il titolo è un verso tratto da una poesia di Patrizia Cavalli, che con la sua ironia e leggerezza nell’osservare e nominare le cose del mondo accompagnerà segretamente l’artista in questa esplorazione”. La domanda che guida questa performance è “radicale nella sua semplicità: come può uno spazio anonimo diventare un luogo?” Il 29 e 30 giugno alle ore 20, esito del laboratorio teatrale di adolescenti della Non scuola condotto da Monica Barbato e Mauro Milone del Teatro delle Albe.

PALERMO

Spazio alla danza. “ConFormazioni”, festival di danza e linguaggi contemporanei che si tiene a Palermo dal 17 al 21 giugno, con la direzione del coreografo e danzatore Giuseppe Muscarello, ai Cantieri culturali alla Zisa, per celebrare i primi dieci anni di attività punta su un programma diffuso in luoghi come i musei, spazi culturali con spettacoli, performance e worshop. Privo di risorse ministeriali il festival siciliano che si è guadagnato una seguito e un’attenzione fuori dalla regione, continua con ostinazione a lavorare per rendere permanente una vetrina della danza contemporanea nel Sud. Muscarello  afferma che il tema di “ConFormazioni” di quest’anno è l’interconnessione. “Innanzitutto una interconnessione umana di sensibilità, approcci artistici, di stile e tra danzatori, attori e pubblico. L’interconnessione passa anche per la rete con le realtà e le compagnie del territorio che da sempre ha reso il nostro festival un tassello dell’impresa culturale di questa città”.

Un momento della coreografia “Cuentas Corrientes” dei danzatori spagnoli di Valencia Jessica Castellón e Boris Orihuel tra i protagonisti del festival “ConFormazioni” di Palermo (Fotografia di Sarah Perez Roig)

Tra i protagonisti di questo anno Giorgia Di Giovanni, danzatrice e coreografa, che presenta“I see you, I feel you” (17 giugno, ore 19): indaga “la relazione tra presenza, resistenza e condivisione”. Il dialogo tra individuo e collettivitàsi ritrova anche in “Cuentas Corrientes “ degli spagnoli Jessica Castellón e Boris Orihuela, ( 19 giugno, ore 20.30). La ricerca sul rapporto tra corpo, spazio e paesaggio è al centro di “Studi per M.” – realizzato in collaborazione con “Mercurio Festival” – di Stefania Tansini (19 giugno, ore 21.15) mentre “Unione Colori-Cromie Resistenti”, celebra l’inclusione e il valore delle differenze attraverso il linguaggio del movimento (20 giugno, ore 19). Coreografia e idea di Giorgia di Giovanni. In scena oltre alla stessa Di Giovanni anche: Dario Costa, Viroshan Ganeshamoorthy, Noemi Graziano, Elisa Koy, Alice Morabito, Carmelo Reina, Paolo Tinnirello . Completano il programma “Sulla donna-Cap. III” di Giuseppe Muscarello, una riflessione sull’universo femminile tra memoria e visione (21 giugno, ore 19), e “Pantarhei” di Salvatore Romania e Laura Odierna, spettacolo sul continuo mutamento dell’esistenza ispirata al pensiero di Eraclito (21 giugno, alle 19.30).

ROMA

Prende il titolo di “Sorgenti” la tredicesima edizione dello Youth Fest di Dominio Pubblico, dal 23 al 28 giugno al Teatro India di Roma. In scena un centinaiodi giovani artisti, sei giorni di programmazione per un totale di venticinque eventi dedicati alla danza ma anche ale arti urbane, la musica, il cinema , artivisive, fumetto e arti digitali rigorosamente under 25. Si parte il 23 giugno con la mostra di arti visive “Coordinate dello sguardo”, coordinamento artistico di Marta Di Meglio / UP Urban Factory e la presentazione del libro “La fine del mondo” realizzato da sei fumettisti emergenti (Andrea Brumat – Coso – Miriam Pancaldi – Mattia Pelusi – Pitaf – Sara Martina) con la supervisione di Stefano Piccoli, direttore del festival del fumetto indipendente ARF! Festival. A seguire BeiRicordi Teatro partendo dall’immaginario dei Roaring Twenties” del Novecento, propone “Whispering Twenties”, un formato innovativo di microteatro con Maria Vittoria Argenti, Andrea Carrieri, Giulia Heathfield Di Renzi, Diego Frisina, Roberta Infantino, Angelica Isenarda Proietti, Claudia Marsicano e la regia di Silvia Ignoto ed Emma Quartullo in cui si indagano gli anni Venti. In chiusura la musica dei Tigernap, un progetto musicale che ruota attorno ai generi indie/jazz/folk.

“One Sunday Morning”, la performance di Yeva Sai e Matteo Marongiu ospiti del Youth Festival “Sorgenti” di Dominio Pubblico a Roma unisce mimica e humour

Il cinema è protagonista del 24 giugno con “Correnti”, rassegna di corti in collaborazione con “24 Frame al Secondo”, concorso organizzato dalla Famiglia Valdiserri/Di Caro eControchiave, Girogirocorto Film Festival, IISS Cine Tv Roberto Rossellini, che si chiuderà con il live dei Gyoza, gruppo pop-rock. Spazio alle arti urbane il 25 giugno con “One Sunday Morning” di Yeva Sai e Matteo Marongiu, performance ”sospesa nel tempo che unisce ricerca su personaggio, mimica e humor a una riflessione sulla fruizione”, e “Contatto” performance di Federica Dauri, Hanna Schaich, Luca Della Corte e Alain Nouchy. Nella stessa serata il duo Perillo-Scarcella presenta “Come essere una persona migliore”. Infine, live di Livrea, cantautrice tra psichedelia, jazz e cantautorato. Nuova drammaturgia il 26 giugno con “Segmentarsi- Dis-integrazione dell’umano” di Chiara Arrigoni, lettura performativa con Stefano Carenza, Silvia Di Cesare, Ion Donà, Pasquale Montemurro e regia di Ivonne Capece e “Salmoni” di Binario 1 per raccontare come i cambiamenti incidono nelle amicizie con le quali siamo cresciuti fin da piccoli. Si prosegue con la danza di “Instructions Unclear” di Fabio Bergaglio, un manifesto contro “la coerenza, urlo maldestro di una generazione cresciuta con internet, promesse e illusioni”. Chiude AI Girlfriend, progetto punk rock con sfumature di folk.

Il 27 giugno appuntamento con la danza di “Lumii” di Francesca Gianelli  e ”Konpira Fune Fune” di Anna Pesetti che esplora la “relazione tra due corpi maschili, dove la struttura diventa mezzo per attraversare distanze, contatti e possibilità”. Complesso Polar presenta “Io sono invisibile”spettacolo multidisciplinare. 28 giugno. Francesca Savoretti presenta “User Confession”. Per “Primi tempi” rassegna di studi di danza: “Ingresso Libero” di Alice D’Urso, “Lupo di mare” di Emilia Quiñones, “Muga” di Francesco Paolino. Spazio al teatro con “Age is feeling diHaley McGee, vincitore del Fringe First e candidato agli Olivier, in Italia con la regia di Marcello Cotugno. In chiusura il live del dj Sueth Greco.

In “Konpira Fune Fune” di Anna Pesetti al festival romano al Teatro India la coreografa esplora la relazione tra due corpi maschili, dove “la struttura diventa mezzo per attraversare distanze, contatti e possibilità”
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