Teatro
Ravenna Festival, da Bucci a Montanari
Willem Dafoe riconfermato per due anni alla guida della rassegna di teatro in Laguna. Tra Cervia e Ravenna attesi anche il musicista Massimo Zambon, ex CCCP e CSI con un omaggio a Pasolini e Paolo Nori. Danza e teatro a Inequilibrio festival e a Cagliari.
RAVENNA _ Cala il sipario sulla seconda e ultima parte della Biennale Teatro con l’avvincente spettacolo di Lemi Bonifasio, “Star Returning to Venice”, il concerto soul di Angelique Kidjo, le sorprendenti prove delle compagnie indonesiana Bumi Purnati e indiana Sharmila Biswas e la conferma dell’incarico per il successivo biennio 2027 e 2028 all’attore americano Willem Dafoe. Lo ha comunicato lo stesso presidente del Cda della Biennale veneziana Pietrangelo Buttafuoco che ha avuto parole di apprezzamento per l’attore americano che ha guidato il biennio appena concluso. “Fare teatro, in senso figurato, sta a voler dire esagerare, attirare l’attenzione su di sé – ha detto il Buttafuoco-. Ecco, è tutto quello che non ha fatto Willem Dafoe in questi due anni di lavoro in Biennale. Dafoe ha portato in Laguna la ricerca, la tradizione, il rito e la cura. L’attenzione del suo programma si è concentrata sulla coralità, sul teatro che si fa con la carne umana, con lo spirito e con il sudore”.
Accogliendo la decisione del Cda della Biennale, Willem Dafoe ha ringraziato per l’occasione offerta di continuare come direttore artistico e, dopo aver tracciato un primo bilancio (“questi ultimi due anni di stretto coinvolgimento con la Biennale mi hanno permesso di esplorare il potere e la magia di quell’arte totale che è il teatro”), ha proseguito dichiarando di essere “onorato” di proseguire il suo lavoro con Buttafuoco, l’intera e dedicata squadra della Biennale e con Valentina Alferj e Andrea Porcheddu, partendo “dalle basi gettate in questi primi due anni. Un’esplorazione appassionata in cui il fare teatro nasce da un impulso creativo e può non avere un obiettivo esplicito, ma è pienamente impegnato e non perde mai di vista la convinzione che sia l’esperienza collettiva a contare”.

Sale sempre piene e oltre diecimila presenze, questo il risultato dell’ultima edizione. L’esplorazione delle culture dei cinque continenti con le diverse personalità coinvolte nel cartellone della Biennale Teatro 2026, sarà raccontato dal documentario di “Save the Date” che Rai 5 trasmetterà il prossimo 10 luglio alle 18 e poi in replica su RaiPlay.
Chiusa la kermesse veneziana gli appassionati di rassegne hanno davanti due mesi di fuoco tra le più svariate proposte. Posto speciale, un evento principe come Ravenna Festival, l’appuntamento forse più ricco e prestigioso tra i cartelloni estivi. Una rassegna attenta a quanto si muove di originale e nuovo in campo artistico, dalla musica classica alla danza, dal jazz al teatro. Con originalissime proposte culturali come quella del 22 giugno ai Chiostri Danteschi (ore 21,30), una serata dedicata ad Elvira Notari, prima regista del cinema in Italia di cui verrà proiettata “E’ Piccerella”, film del 1922 restaurato qualche anno fa dalla Cineteca nazionale in collaborazione con Zdf Arte. La pellicola racconta una storia na storia di femminicidio ambientata a Napoli “osservata con uno sguardo neorealista ante litteram. In una Napoli contesa fra tradizioni e progresso, la vicenda si ispira all’omonima canzone di Libero Bovio per comporre il ritratto di una giovane donna la cui relazione sentimentale presto degenera in dinamiche di possesso, gelosia e violenza. Realizzato dalla Dora Film, fondata dalla stessa Notari con il marito Nicola, “È piccerella”rappresenta “uno degli esiti più maturi di un’esperienza cinematografica unica nel suo genere. A differenza delle grandi produzioni del Nord Italia, Dora Film lavorava a stretto contatto con il tessuto popolare napoletano, traendo ispirazione da fatti di cronaca, canzoni, sceneggiate e melodrammi largamente diffusi nei quartieri cittadini e nelle comunità di emigrati”. Il cinema di Notari nasceva così da un dialogo diretto con il pubblico”. Colonna sonora dal vivo con musica e live electronics a cura di Maurilio Cacciatore.

Spostandosi da Ravenna a Cervia, per la rassegna “Il Trebbo in musica”, l’indomani 23 giugno (Arena dello Stadio, ore 21,30) si tiene il concerto teatrale di Massimo Zambon, “P.P.P. Profezia è predire il presente” omaggio al poeta e cineasta Pier Paolo Pasolini. Massimo Zambon, cantautore e chitarrista tra i fondatori delle band di culto CCCP e CSI, è affiancato sul palco da Erik Montanarie Cristiano Roversi, il Coro Interculturale di Reggio Emilia diretto da Gaetano Nenna, l’attrice Anna Della Rosa che reciterà i versi pasoliniani.
Racconta Massimo Zambon a proposito di questo omaggio di teatro e musica: “Ci pensavo da anni perché è sempre stato uno dei miei autori del cuore, per il cinema, la poesia, gli articoli di giornale e anche una presenza fisica: già la figura di Pasolini ‘parlava’ come un libro stampato”. L’occasione è giunta con la richiesta del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux di Firenze, che custodisce buona parte dell’archivio pasoliniano, di progettare uno spettacolo dedicato al poeta e regista: “Ho riscoperto così la sua produzione poetica che mi ha immediatamente fulminato. Ho costruito un percorso fra suoi testi e mie canzoni che, nel confronto, si sono come rivitalizzate, trovando un altro senso”.

E’ invece una “elegia drammatica per voce parlata e intonata, controtenore, sax, due tromboni e percussioni” commissionata da Ravenna Festival (e realizzata in collaborazione con la compagnia Le Belle Bandiere) che va in scena, in prima assoluta, nel cortile dei Musei Byron e del Risorgimento da martedì 23 a lunedì 29 giugno (sempre alle ore 22), il nuovo spettacolo di Elena Bucci, intitolato “La bambina inglese” e dedicato ad Allegra Byron, figlia naturale di Lord Byron, che proprio in Ravenna, a Palazzo Guiccioli ha trascorso un breve periodo della sua vita, prima di morire a soli cinque anni nel Convento di San Giovanni Battista a Bagnacavallo.
“Immagino l’ombra di una bambina inglese trasportata all’improvviso in Italia – racconta Elena Bucci -, vedo una creatura luminosa e misteriosa che ha attraversato come una breve meteora la storia, e che in questo stesso cortile, affidata alle cure di Teresa Guiccioli, spalanca i grandi occhi azzurri su scimmie freddolose, cani, pavoni e altri bizzarri animali che Byron si porta appresso e che scorrazzano liberi nel palazzo”.
Libretto, drammaturgia e regia della stessa Bucci che si è avvalsa delle musiche originali di Paolo Baloni. In scena con l’attrice il controtenore Elmar Hauser.

Si torna a Cervia il 24 e 25 giugno, nell’Arena dello Stadio dei Pini (ore 21,30) per seguire l’autore e traduttore Paolo Nori nel dittico “Libertà e disperazione”. Il primo episodio (“La Libertà”) incrocia i destini di due scrittori russi, Daniil Charms e Iosif Brodskij con “l’epica della città di Nori, Parma, che nel 1922 resistette ai fascisti di Italo Balbo. Giovedì 25 giugno, stessa ora all’Arena, con il monologo “La disperazione” Nori scandaglia le ragioni intime del proprio scrivere, ricapitola la vita, ironizza sulla morte, persino canta”. A sostenere le riflessioni di Paolo Nori le musiche di Alessandro Nidi che le esegue con il suo ensemble.
Il 25 e 26 infine al Teatro Rasi, va in scena “Lus”, regia di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari in scena in una prova d’attrice straordinaria, tratta dalle poesie di Nevio Spadoni. Uno spettacolo che si presenta a trent’anni dal debutto in una nuova veste. (Ermanna Montanari ha raccontato qui https://www.glistatigenerali.com/cultura/teatro/ravenna-festival-la-nuova-lus-di-ermanna-montanari/qualche giorno fa al nostro giornale il suo spettacolo).

Per teatro e danza segnarsi l’appuntamento con la ventinovesima edizione di Inequilibrio Festival (ma anche spettacoli teatrali) dal 25 giugno al 4 luglio sulla Costa dei Tirreni. Presenti oltre cento tra artiste e artisti per un totale di cinquanta eventi. La rassegna è allestita da Armunia con la direzione artistica di Angela Fumarola. Si svolgerà tra il Castello Pasquini di Castiglioncello, sede e il borgo antico di Rosignano Marittimo e vedrà come protagonisti, tra gli altri, di questa edizione Roberto Latini con Gianluca Misiti, Claudia Catarzi, Silvio Castiglioni, Sara Sguotti, Marcello Sambati, Alessandro Benvenuti con Roberto Abbiati, Silvia Gribaudi, Chiara Lagani, Nerval Teatro, Simona Bertozzi, Luca Scarlini, Antonella Questa, Davide Tagliavini, Elisa Pol, Simon Le Borgne, Ilaria Drago, Teatro Rebis, Piergiuseppe Di Tanno, Cristina Abati, Gaetano Palermo con Michele Petrosino, Gogmagog, Francesca Santamari.
Debutti. Si parte con “La vita degli animali”, omaggio teatrale a Elizabeth Costello,interpretata dall’attrice e performer Elisa Pol, cofondatrice di Nerval Teatro con Maurizio Lupinelli, su drammaturgia di Chiara Lagani di Fanny e Alexander (3 luglio); “Rossocrepa”, azione performativa della danzatrice Sara Sguotti (28 giugno); “L’imperativo categorico”, ultima opera di Victoria Szpunberg, autrice argentina insignita del Premio Nazionale per la Letteratura Drammatica di Spagna: un’analisi tagliente della precarietà del presente tradotta per la prima volta in Italia dalla compagnia Gogmagog (27 e 28 giugno); “Entering the Bubble”, azione prodotta dal Centro di produzione per la danza Cango di e con Claudia Catarzi (30 giugno e 1 luglio); “Acqua Antica”, in cui il Teatro Rebis rilegge la storia di Joyce Lussu: partigiana, scrittrice, traduttrice e poetessa (3 luglio); “Liturgia delle anime”, rituale di musica e voce di e con l’attrice Ilaria Drago (30 giugno).

Altri lavori. Silvia Gribaudi presenterà “Amazzoni” con le danzatrici Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme e Vittoria Caneva (30 giugno). “Le Palestriti” di Simona Bertozzi (27 giugno). Poi: “Il fiore esploso”, indagine di e con Luca Scarlini e Cristina Abati sulla figura di Florbela Espanca, artista che nelPortogallo della dittatura di Salazar rivendicava il diritto delle donne al desiderio,all’ambizione e alla disperazione (3 luglio), e “Offro io”: Antonella Questa, ospite consueta del festival, in scena con una riflessione ironica e feroce sul valore delle persone in una società che misura tutto in denaro (26 giugno).
Nerval Teatro sarà in prima nazionale con “Beckettiana”(25 giugno). Sempre in prima nazionale “Argonautiche” interpretata da Silvio Castiglioni (4 luglio), e “Re Lear e il suo buffone” di e con Alessandro Benvenuti e Roberto Abbiati (1 luglio). In anteprima“Carta Carbone”, progetto interattivo per spettatore unico pensato da Roberto Latini insieme al compositore Gianluca Misiti (1 e 2 luglio). Il duo presenterà inoltre“Amleto al buio”esperienza immersiva e onirica in cui gli spettatori sono dotati di cuffie. Sarà presente anche Marcello Sambati con “Euridice non può tornare”, opera multidisciplinare tra voce e movimento per ripercorre uno dei miti più antichi su amore e morte (2 luglio), e l’installazione sonora “Il giardino delle lingue”, ascolto visionario per fare esperienza poetica della voce (25,26,27,28 giugno); la drammaturga Federica Cottini con “A volo d’angelo” riporta alla luce una delle pagine più oscure della storia europea: la guerra dei Balcani (25 giugno); Piergiuseppe Di Tanno è in scena con la sinfonia poetica“Malincòmio” (25 giugno).

Danza internazionale a Cagliari dove il 27 e 28 giugno alle 19 al Parco Nervi sono di scena “La prima danza / The butterfly dream”, due coreografie della compagnia di Ahn Aesoon che mettono in relazione Oriente e Occidente. L’evento chiude la quattordicesima edizione di “DanzEstate”, a cura di Asmed ed è una coproduzione tra Fabbrica Europa e Ahn Aesoon Company. In scena: Na-eui Kim, Ji-hyung Kim, Seong-hyeon Park, Hyeon-seok Lee, You-joung Lim.
“La prima danza/ The Butterfly Dream” è un’esperienza immersiva site-specific che “trasforma i luoghi storici in spazi vivi di relazione e immaginazione”. Attraverso il linguaggio del corpo, della voce e della presenza scenica, il pubblico è invitato a “rileggere il patrimonio non come semplice testimonianza del passato, ma come organismo in continua trasformazione, attraversato da memorie, conflitti e stratificazioni culturali”. L’unicità del progetto sta nella sua capacità di adattarsi ai luoghi che lo ospitano: ogni rappresentazione diventa “irripetibile, costruita in dialogo con l’architettura, la storia e l’identità dello spazio”. Le due creazioni coreografiche che compongono l’opera sono firmate da Damiano Ottavio Bigi e Alessandra Paoletti e la coreografa coreana Ahn Aesoon.a “

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