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Energia

Il recovery fund e le “rinnovabili” nel Paese dei no. 5 domande al Pres. Conte

di Fabio Cavallari
28 Maggio 2020

Sarà un percorso lungo ma la proposta della Commissione europea per un Recovery Fund, ribattezzato “Next Generation Eu”, da 750 miliardi di euro, è di certo una buona notizia. All’Italia dovrebbero arrivare 172 miliardi di euro. Per accedere al fondo i Paesi Ue dovranno far approvare dalla Commissione un piano di spesa che rifletta alcune delle priorità europee, come il Green New Deal, il grande piano europeo per affrontare il cambiamento climatico che prevede, tra le varie cose, massicci investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Insomma, gli Stati membri non potranno spendere i soldi come gli pare e piace.
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha giustamente esultato, dichiarando che “In molti, anche sul piano interno, mi invitavano ad essere cauto e a non espormi dicendo che avrei sicuramente rimediato una cocente sconfitta politica. Ma sono stato sempre consapevole che una reazione europea forte e unitaria era assolutamente necessaria non solo per l’Italia ma anche per il futuro stesso dell’Europa”.
Si dà per assodato quindi che egli abbia un’idea ben precisa sulla necessità di dare una vera svolta green al Paese. A questo proposito però non pochi dubbi si palesano all’orizzonte. Alcune domande si pongono d’obbligo.
E quindi, caro Presidente:
1) Come pensa di veicolare i denari in questo settore, visto che esistono, già ad oggi, moltissimi progetti relativi a parchi eolici e fotovoltaici, bloccati per vincoli preistorici, opposizioni delle regioni, gangli burocratici? 2)Come pensa di giungere alla de-carbonizzazione del sistema energetico, se fotovoltaico ed eolico vengono considerati modelli che deturpano il paesaggio, l’idroelettrico è bloccato da anni e le centrali a biomassa producono comunque emissioni? 3) La svolta green del governo italiano è rappresentata davvero dai monopattini? 4) Cosa pensa di dire alle società italiane che investono in progetti rinnovabili da anni e ricevano dei “no” che inceneriscono davvero la volontà e il desiderio di fare impresa? 5) Chiederà a tutti di diventare produttori di biciclette a pedalata assistita?
Se le domande le appaiono retoriche, chiami i suoi tecnici e chieda la visione di tutti i progetti relativi ai parchi “rinnovabili” bocciati, anche solo negli ultimi due anni.
Siamo certi che lei “avvocato, difensore del popolo italiano” non deluderà le aspettative.

Giuseppe Conte governo recovery fund
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