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Finanza

Banco Bpm, utile record a 1,53 miliardi nei nove mesi. Dividendo 2026 oltre un euro per azione

La banca guidata da Giuseppe Castagna conferma la guidance di un utile netto superiore a 1,95 miliardi e anticipa al primo semestre 2027 il nuovo piano strategico. Sale a 0,50 euro l’acconto sul dividendo, per una distribuzione complessiva di circa 750 milioni

6 Novembre 2026

Banco Bpm archivia i primi nove mesi dell’anno con un utile netto di 1,53 miliardi di euro, in crescita del 2,6 per cento su base annua. Un risultato che rappresenta il massimo storico per l’istituto e che porterà anche a una revisione al rialzo del dividendo.

La conference call con gli analisti è stata l’occasione per il management di tornare a fare il punto sui rapporti con Crédit Agricole, primo azionista della banca con una partecipazione del 29,6 per cento. Sul fronte di una possibile aggregazione, l’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha ribadito che, al momento, non sono arrivate proposte da parte del gruppo francese: «Non vediamo alcun tipo di proposta in questo momento per un’aggregazione da parte del Credit Agricole, ma se ci sarà è un’opportunità che esamineremo senza alcun problema. Francamente non siamo noi che faremo la prima mossa – ha aggiunto -, dipende da loro decidere la migliore strada per andare avanti, se decideranno di procedere». Castagna ha quindi precisato che, in questa fase, il compito del management di Banco Bpm è «rendere questa transazione conveniente per i nostri azionisti». Un passaggio che tiene conto della composizione dell’azionariato e del peso del gruppo francese: «c’è un azionista industriale molto importante», la Banque Verte, ma anche «un altro 70 per cento di azioni che deve essere soddisfatto della transazione».

L’ad ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti, ringraziando manager e collaboratori per i conti particolarmente positivi, caratterizzati da livelli record di redditività e remunerazione degli azionisti, nonostante un contesto esterno complesso. «Ovviamente le tensioni geopolitiche, ma anche un paio di Ops che abbiamo dovuto gestire», ha ricordato nel commentare l’andamento dei nove mesi.

Il risultato assume ancora maggiore rilevanza se confrontato con i primi nove mesi del 2025, quando la rivalutazione al fair value della partecipazione in Anima Holding, prima dell’acquisizione del controllo, aveva contribuito all’utile per 201,8 milioni di euro.

La performance si rifletterà sulla remunerazione degli azionisti. Per l’esercizio 2026 la cedola complessiva è attesa in crescita a oltre un euro per azione, rispetto all’euro distribuito per il 2025. Sale anche l’acconto sul dividendo, che passa da 0,46 a 0,50 euro per azione, per una distribuzione complessiva di circa 750 milioni di euro. Alla luce dei risultati conseguiti, Banco Bpm conferma inoltre la guidance di un utile netto superiore a 1,95 miliardi di euro. La banca ha annunciato che presenterà il nuovo piano strategico nel primo semestre del prossimo anno. Il precedente aggiornamento, varato nel febbraio 2025 nel contesto dell’Ops di Unicredit, prevedeva una remunerazione degli azionisti superiore a 6 miliardi di euro, a fronte dei circa 7 miliardi complessivamente distribuiti nel periodo 2024-2027. «Abbiamo raggiunto quasi tutti gli obiettivi del piano industriale con un anno di anticipo», ha spiegato Castagna. Fanno eccezione i «ricavi diversi dal margine di interesse in cui abbiamo ancora novanta milioni, 100 milioni da incrementare», un obiettivo che, ha precisato il manager, segue «esattamente il ritmo di crescita che abbiamo sperimentato negli ultimi anni».

Sul fronte della redditività, il margine di interesse potrebbe registrare un andamento migliore rispetto alle previsioni del piano industriale.  Più articolato il quadro relativo all’utile netto, il cui andamento dipenderà anche dalle misure fiscali contenute nella prossima manovra. Una questione che, secondo Castagna, risulta «piuttosto complessa da affrontare a causa della mancanza di trasparenza che attualmente caratterizza la nuova legge di bilancio». L’ad ha comunque espresso fiducia sulla capacità della banca di conseguire i propri obiettivi anche nel prossimo esercizio, ricordando come Banco Bpm sia riuscita a centrare i target nel 2026 nonostante le nuove imposte introdotte con la manovra dell’anno precedente. «Siamo fiduciosi di poter fare lo stesso anche il prossimo anno».

Nei primi nove mesi del 2026 Banco Bpm ha beneficiato della diversificazione delle fonti di ricavo, del contenimento dei costi operativi e della riduzione delle rettifiche su crediti. I proventi operativi hanno raggiunto 4,67 miliardi di euro, in crescita del 2,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il margine di interesse si è mantenuto sostanzialmente stabile a 2,33 miliardi di euro (+0,2 per cento), mostrando tuttavia segnali di ripresa nel terzo trimestre, con un incremento del 4,6 per cento su base annua. Positivo anche l’andamento delle commissioni nette, salite del 2,3 per cento a 2,07 miliardi di euro.

Sul fronte dei costi, la disciplina operativa ha consentito una riduzione dell’1,8 per cento, a 2,04 miliardi di euro. Un andamento che ha favorito il miglioramento dell’indicatore di efficienza: il cost/income ratio è sceso infatti dal 46 per cento al 44 per cento.

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