Carlo Messina, a.d. Intesa Sanpaolo

Finanza

Intesa Sanpaolo, utile netto a 8,2 miliardi nei primi nove mesi. Rivista al rialzo la guidance per il 2026

Il gruppo guidato da Carlo Messina archivia il periodo con il miglior risultato netto di sempre e un utile superiore a 2,6 miliardi nel terzo trimestre. Attese per l’intero esercizio oltre quota 10 miliardi. Nel 2026 previsti 9,4 miliardi di distribuzioni agli azionisti

3 Novembre 2026

Intesa Sanpaolo archivia i primi nove mesi del 2026 con il miglior risultato netto della propria storia, pari a 8,2 miliardi di euro. Un andamento positivo confermato anche dalla performance del terzo trimestre, che ha registrato un utile netto superiore a 2,6 miliardi, il migliore di sempre per il periodo. Risultati che, secondo quanto sottolineato dall’amministratore delegato Carlo Messina, confermano la solidità del modello di business della banca e la capacità di dare piena attuazione al Piano d’impresa 2026-2029.

Il gruppo ha inoltre raggiunto ricavi ai massimi storici, in crescita in tutte le componenti grazie alla diversificazione delle attività. Le attività finanziarie della clientela hanno superato i 1.500 miliardi di euro, confermando il continuo slancio commerciale. Sul fronte della redditività, il ROE annualizzato si è attestato al 21% e il ROTE annualizzato al 26%, valori che collocano Intesa Sanpaolo ai vertici del settore bancario europeo. In aumento anche l’utile per azione, cresciuto del 10% rispetto ai primi nove mesi del 2025.

Alla luce dei risultati conseguiti, la banca ha deciso di rivedere al rialzo le previsioni sull’utile netto per il 2026, portando la guidance a un livello ben superiore ai 10 miliardi di euro, nonostante l’impatto fiscale di quasi un miliardo riconducibile alla Legge di Bilancio 2026.

Prosegue intanto la politica di remunerazione degli azionisti. Intesa Sanpaolo continua infatti a offrire uno dei rendimenti da dividendo più elevati e sostenibili nel panorama bancario europeo. Per il 2026 sono previste distribuzioni complessive per 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e operazioni di buyback. Nell’importo è compreso un acconto sul dividendo da 3,8 miliardi, il cui pagamento è previsto nelle prossime settimane.

Credito a famiglie e imprese

Nei primi nove mesi dell’anno il gruppo ha erogato 66,4 miliardi di euro di nuovo credito a famiglie e imprese. Di questi, circa 15,1 miliardi sono stati destinati a finanziamenti a medio-lungo termine per sostenere la transizione sostenibile, mentre 4,4 miliardi hanno riguardato nuove erogazioni di credito sociale. I prestiti alla clientela hanno registrato una crescita del 4% su base annua.

La disciplina nell’esecuzione del Piano d’impresa e nel controllo dei costi continua a rappresentare uno dei principali fattori di sostegno all’efficienza operativa. Al 30 settembre 2026 il cost/income ratio si è attestato al 36,7%, il livello più basso mai registrato nei primi nove mesi dell’anno e tra i migliori in Europa. Il risultato è stato raggiunto grazie a un’ulteriore riduzione dei costi operativi.

Si rafforza anche il posizionamento della banca come istituto «Zero-NPL». Il net NPL ratio si attesta allo 0,8%, mentre i flussi di nuovi crediti deteriorati continuano a mantenersi sui minimi storici. È aumentata in misura significativa anche la copertura dei crediti deteriorati. La qualità del portafoglio crediti, ampiamente diversificato, si conferma ai vertici del settore e non evidenzia segnali di deterioramento. Il costo del rischio annualizzato è pari a 19 punti base.

Resta estremamente solida anche la posizione patrimoniale, con un CET1 ratio pari a circa il 13,1%.

L’operazione con Monte dei Paschi di Siena

Nel quadro delle strategie di crescita del gruppo si inserisce anche l’operazione su Monte dei Paschi di Siena. L’offerta di Intesa Sanpaolo, secondo quanto dichiarato da Messina, consente agli azionisti della banca senese di entrare a far parte del principale gruppo bancario italiano e di uno dei maggiori gruppi bancari europei. Il management si dichiara convinto della solidità del progetto industriale e del valore che potrà generare per azionisti, dipendenti, clienti e territori.

La banca ha inoltre ottenuto rapidamente tutte le autorizzazioni regolamentari settoriali necessarie per acquisire il controllo di Mps, comprese quelle della Banca centrale europea e delle autorità internazionali competenti.

Il progetto poggia su una precisa logica industriale: rafforzare la capacità del gruppo di valorizzare il risparmio delle famiglie, accompagnare le imprese italiane nei percorsi di crescita sul mercato nazionale e all’estero e consolidare la competitività in Europa, mantenendo al tempo stesso un forte radicamento territoriale.

Il percorso di crescita viene definito solido e l’operazione permetterà di anticipare di tre anni il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano d’impresa. Per Siena e la Toscana sono inoltre previsti un incremento del credito erogato e la creazione di un polo tecnologico, di una direzione commerciale e di strutture centrali. L’integrazione, secondo le attese del gruppo, genererà benefici per tutti gli stakeholder, rafforzando ulteriormente la capacità di creare e distribuire valore in modo più ampio e sostenibile.

Le prospettive economiche dell’aggregazione sono significative: il nuovo gruppo potrà raggiungere un utile netto superiore a 16 miliardi di euro nel 2029. Le distribuzioni complessive agli azionisti sono invece stimate in circa 61 miliardi nel periodo 2025-2029, vale a dire 11 miliardi in più rispetto a quanto previsto dal Piano d’impresa presentato a febbraio.

Il contributo di Intesa Sanpaolo al paese

La solidità del gruppo si traduce anche in un contributo rilevante all’economia italiana. Nei primi nove mesi del 2026 Intesa Sanpaolo ha generato 5,2 miliardi di euro di imposte e registrato un impatto di 900 milioni riconducibile agli effetti della Legge di Bilancio 2026, in base agli accordi triennali sottoscritti lo scorso anno. Parallelamente, la banca ha continuato a sostenere l’occupazione e il finanziamento di famiglie e imprese.

Un ruolo significativo nel finanziamento del debito pubblico italiano è svolto anche dal settore finanziario nel suo complesso. Banche, compagnie assicurative e altri intermediari finanziari italiani detengono infatti complessivamente quasi 780 miliardi di euro di titoli di Stato nazionali.

La leadership di Intesa Sanpaolo si conferma anche sul fronte dell’impatto sociale. Nei primi nove mesi dell’anno il gruppo ha destinato oltre 210 milioni di euro a iniziative e progetti a favore delle comunità, con l’obiettivo di contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze. Prosegue inoltre l’impegno a sostegno della transizione sostenibile, accompagnando famiglie e imprese negli investimenti necessari all’evoluzione del sistema economico.

A chiudere la dichiarazione dell’amministratore delegato è il riconoscimento del ruolo svolto dalle persone del gruppo, considerate il fondamento dei risultati raggiunti e della capacità della banca di creare valore sostenibile nel tempo. Messina ha rivolto loro un ringraziamento per la professionalità, la dedizione e il contributo assicurato quotidianamente al successo di Intesa Sanpaolo.

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