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Finanza

Monte dei Paschi, conti in accelerazione: utile a 1,66 miliardi e costi sotto controllo

Monte dei Paschi di Siena consolida il percorso di crescita, sostenuto dalla diversificazione del modello di business e dalla solidità della gestione operativa. In aumento ricavi, commissioni e margine di interesse, mentre il cost/income scende al 43 per cento

6 Novembre 2026

Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2026, che confermano il percorso di crescita redditizia del gruppo, sostenuto da una solida performance operativa e commerciale e da un elevato livello di efficienza.

Nei primi nove mesi dell’anno l’utile netto ha raggiunto 1.657 milioni di euro, in aumento del 21,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie alla maggiore diversificazione del modello di business e alla dinamica positiva delle attività operative. Nel solo terzo trimestre il risultato netto si è attestato a 543 milioni di euro, registrando un’accelerazione del 14,6 per cento su base annua. Sul fronte patrimoniale, il Cet1 ratio fully loaded si è attestato al 16,4 per cento, con un buffer di capitale di 680 punti base rispetto ai nuovi requisiti regolamentari.

Ricavi in crescita e costi sotto controllo

Il risultato operativo lordo dei primi nove mesi ha raggiunto 3.461 milioni di euro, in crescita del 10,2 per cento su base annua. A sostenere la performance è stata soprattutto la qualità e la composizione dei ricavi, aumentati complessivamente del 5,6 per cento. In particolare, il margine di interesse ha registrato una progressione del 3 per cento, mentre le commissioni sono cresciute del 3,5 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2025.

Sul fronte dei costi operativi, il gruppo ha mantenuto una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente. L’effetto combinato della crescita dei ricavi e del controllo della spesa ha permesso al cost/income ratio di scendere al 43 per cento, con un miglioramento di due punti percentuali su base annua. Nel terzo trimestre il risultato operativo lordo è stato pari a 1.161 milioni di euro, in significativa accelerazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+14,8 per cento). Il confronto con il trimestre precedente evidenzia invece una flessione del 3,1 per cento, riconducibile alla tipica stagionalità di alcune componenti dei ricavi, parzialmente compensata dalla crescita del margine di interesse, salito del 4,4 per cento su base trimestrale.

Impieghi e raccolta in aumento

Nei primi nove mesi del 2026 Mps ha registrato un andamento positivo dei volumi, sostenuto dall’attività commerciale della rete. Gli impieghi hanno superato i 133 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4 per cento rispetto al trimestre precedente e del 6,8 per cento su base annua.

A contribuire alla crescita è stato il ruolo della banca nelle erogazioni di mutui ipotecari alle famiglie, che hanno raggiunto 5,3 miliardi di euro nei nove mesi, e nel credito al consumo, con finanziamenti per 8,1 miliardi di euro nello stesso periodo.

La raccolta totale si è attestata a circa 300 miliardi di euro, accompagnata da una crescita costante della raccolta indiretta. Quest’ultima ha beneficiato dei flussi lordi generati dalle attività di wealth management, che nei primi nove mesi dell’anno hanno raggiunto 18 miliardi di euro.

Qualità del credito e liquidità

Sul fronte del rischio di credito, il costo del credito si è attestato a 38 punti base nei primi nove mesi del 2026, con un livello di 36 punti base nel terzo trimestre. La dinamica risulta in linea con la guidance del gruppo. Lo stock dei crediti deteriorati lordi è rimasto stabile a 3,7 miliardi di euro. L’NPE ratio lordo si è attestato al 2,4 per cento, mentre quello netto è risultato pari all’1,2 per cento. La copertura complessiva dei crediti deteriorati ha raggiunto il 51 per cento.

Si conferma solida anche la posizione di liquidità. La counterbalancing capacity non impegnata ammonta a 47 miliardi di euro, mentre il liquidity coverage ratio (LCR) si attesta al 149 per cento e il net stable funding ratio (NSFR) al 120 per cento.

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