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Partiti e politici

Campo largo alla prova del governo, alla festa AVS

L’evento più atteso della festa nazionale dell’Alleanza Verdi Sinistra, è il confronto tra i leader del campo largo, che hanno provato a tratteggiare un futuro governo alternativo a Giorgia Meloni.

9 Settembre 2026

L’evento più atteso di Terra!, festa nazionale dell’Alleanza Verdi Sinistra, è l’ormai consueto confronto tra i leader del campo largo. Mercoledì 8 settembre si sono incontrati Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni ed Elly Schlein, moderati dalla giornalista di Domani Daniela Preziosi, in un dibattito che ha provato a tratteggiare un futuro governo alternativo a Giorgia Meloni.

Preziosi apre ricordando che l’8 settembre è la data dell’armistizio e dell’inizio della lotta partigiana, per poi partire dall’attualità: il governo britannico e altri 11 paesi hanno sanzionato le colonie israeliane in Cisgiordania, vietandone le importazioni.

Daniela Preziosi festa AVS Roma

La politica estera

I quattro leader accusano compatti il governo Meloni di complicità con quanto accade a Gaza, non esitando a usare la parola “genocidio”. Una volta al governo, promettono di riconoscere lo Stato di Palestina, sanzionare i coloni, bloccare gli accordi UE-Israele e sostenere l’azione della Corte Penale Internazionale contro Netanyahu.

Conte allarga il discorso al diritto internazionale, condannando insieme l’aggressione di Putin in Ucraina e quelle in Venezuela e Iran, senza doppi standard. Fratoianni ricorda invece la recente scomparsa di Fabio Mussi: di fronte all’ultima notizia su Gaza, lo avrebbe chiamato subito, senza neanche salutarlo, per parlarne animatamente, sempre con grande profondità e intelligenza.

Non è possibile evitare la domanda sull’Ucraina, dalla quale emergono le divergenze reali della coalizione. Bonelli e Fratoianni rivendicano di aver sempre condannato l’invasione, ma respingono l’accusa di “putinismo” verso chi propone soluzioni diverse dalla vittoria sul campo. Tendendo una mano a Conte, Fratoianni indica nell’estrema destra interna, e non nella Russia, la minaccia principale per l’Europa.

Elly Schlein festa AVS Roma

Conte ricorda di aver votato inizialmente gli aiuti militari a Kiev, condizionandoli però a una svolta negoziale. Nella sua ottica, oggi la via negoziale rimane il vero strumento di sostegno all’Ucraina: proprio per questo l’Italia dovrebbe puntare sulla sua tradizione diplomatica invece che sulla guerra. Una volta raggiunto l’accordo, si potrà ricomprare il gas russo.

Schlein sintetizza: il campo largo è unito su migliaia di punti, ma diviso su tre. Se si insiste sulle divisioni, si fa il gioco della destra, che accusa la sinistra di non essere unita mentre vota anch’essa in tre modi diversi al parlamento europeo. Sull’Ucraina, uno dei nodi aperti nel campo largo riguarda proprio se interrompere subito l’invio di armi o attendere l’accordo. Ma Schlein promette che la coalizione dimostrerà la maturità necessaria per arrivare a una linea condivisa.

Giuseppe Conte festa AVS Roma

Tra primarie e programma

Quando Preziosi solleva il tema delle primarie, il pubblico mostra chiaro disappunto: la base del centrosinistra vuole sentire parlare di programmi, non di leadership, e resta scettica sul coinvolgimento di Matteo Renzi. I leader raccolgono il segnale, riconoscendo l’urgenza di costruire un programma condiviso — anche di fronte all’avanzata della destra radicale — e di sapere quando si voterà, mentre la maggioranza tiene in ostaggio il paese senza fissare la data delle elezioni e discute intanto di una nuova legge elettorale cucita sui sondaggi.

In questo contesto, Bonelli anticipa che a breve il campo largo proporrà una norma per abbassare i costi dell’energia. Fratoianni afferma che il centrosinistra dovrà soprattutto fare un’alleanza con gli italiani, per aumentare i salari, ricostruire il diritto alla salute, ripristinare l’intervento pubblico in economia, ridistribuire la ricchezza, anche avendo il coraggio di reintrodurre la scala mobile.

Nicola Fratoianni festa AVS Roma

Schlein usa una frase di forte impatto, ovvero che per realizzare un programma di sinistra progressista serve applicare la Costituzione antifascista. Rivendica il lavoro svolto, per cui il campo largo non parte da zero: alle elezioni locali, le uniche regioni che hanno cambiato maggioranza sono state Sardegna e Umbria, proprio grazie all’unità del centrosinistra, e nessuna giunta è caduta. Per questo insiste che serve prima un programma di sintesi, e solo dopo si deciderà il metodo.

Conte ricorda però che per cambiare paese non basta un anno, per cui servono “garanzie che non ci siano compagni di viaggio che scartano in qualsiasi momento”. Ogni riferimento a Renzi è chiaramente voluto. Imposta poi un discorso concreto, partendo dal governo Conte II, che godeva del 65% di consenso grazie alle misure contro la povertà, al blocco dei licenziamenti, alle garanzie a favore delle PMI, ecc. Conclude con un’affermazione significativa: se fai il progressista, non c’è spazio per la destra.

Angelo Bonelli festa AVS Roma

Lo scarto di Conte sull’immigrazione

Conte introduce un tema non del tutto previsto dal dibattito. Invita a correggere la rotta sull’immigrazione, con una gestione più concreta dei flussi e un welfare ricostruito per gli italiani, insieme a percorsi di garanzia per i migranti. Cerca di essere pragmatico, perché vede una chance di vittoria, ma nessuna garanzia.

Fratoianni appare colto un po’ alla sprovvista, ma si dice d’accordo a patto di intendersi sui contenuti concreti: chiede di non essere subalterni alla destra pur dialogando con chi ha paura, e insiste sull’abolizione della Bossi-Fini, che genera quell’irregolarità che “getta benzina sul fuoco”. Schlein si allinea, criticando gli accordi con la Libia e i centri in Albania, e ribadendo la necessità di puntare sulla prevenzione più che sulla sola repressione.

Schlein coglie l’occasione anche per chiudere ogni ipotesi di accordo con la destra: la coalizione non si dividerà, perché “l’unità non ce la chiede il medico, ma la nostra gente”, e respinge l’idea di un governo di larghe intese, nonostante qualcuno “speri nel pareggio” pur di arrivarci. In questo senso, si schiera al fianco di Conte, contro i quadri del PD che preferirebbero un accordo col centro.

Vendola Grassadonia Grimaldi festa AVS

I primi giorni di un eventuale governo

Nell’ultimo giro di battute, Preziosi chiede cosa farebbe il campo largo non appena formerà un governo. Per Bonelli si deve iniziare dagli extraprofitti delle società energetiche, mentre Conte anticipa che il primo Consiglio dei ministri sarà lunghissimo. Inserisce tra le priorità anche l’abrogazione dei decreti sicurezza che hanno inventato norme per reprimere il dissenso politico. Schlein pone il clima e il salario minimo tra le priorità, oltre alla norma di cui è prima firmataria: il congedo paritario di 5 mesi per entrambi i genitori, compensato al 100%.

Chiude il padrone di casa Fratoianni, che insiste sui salari e sugli stipendi, oltre che sull’importanza di stabilizzare i precari della ricerca e dell’università, che sono il futuro del paese. Infine, accenna timidamente all’importanza di un’imposta patrimoniale, riprendendo il dibattito con cui la festa è cominciata.

Elly Schlein campo largo Roma

La regista e il centravanti

Dal confronto emerge una campo largo che ha le carte per competere con la destra, ma a cui manca un piccolo passo per la completa integrazione. Schlein e Fratoianni si muovono in sintonia, parlando a un elettorato molto simile e con posizioni ravvicinate; insieme riescono a portare i rispettivi gruppi dirigenti verso un’alleanza non ancora del tutto digerita, soprattutto da settori del PD scettici. Schlein gioca da regista, tenendo la squadra dritta verso l’alleanza più ampia possibile, Renzi incluso, se praticabile.

Conte, al contrario, sembra il più a disagio nella coalizione: sa che il suo elettorato è diverso da quello tradizionale di PD e AVS, ma sa anche che da solo non può realizzare la propria agenda. Per questo gioca da centravanti, un po’ isolato nell’area di rigore: mentre gli alleati fanno gioco di squadra, lui resta defilato in attesa dell’occasione buona, consapevole di essere l’unico dei quattro capace di parlare — e potenzialmente sottrarre voti — a un elettorato più ampio, anche di destra.

Foto di Hua WANG

Schlein Conte Bonelli Fratoianni preziosi

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