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Partiti e politici

Voucher : gli irriducibili che giocano a perdere

di Filippo Cusumano
18 Marzo 2017

L’abolizione totale dei voucher era una scelta considerata alternativa rispetto alla riforma dello strumento, soluzione questa, tra l’altro, auspicata da quasi tutti.
Se non si è riusciti a trovare un accordo su questo punto, preferendo, come dicono in tanti, “buttare il bambino insieme con l’acqua sporca” è stato per una scelta “politica”.
Politica in senso deteriore, cioè lontana dai problemi delle persone e contigua invece agli interessi elettorali ( era evidente il timore di un nuovo smacco referendario).
Ma perchè non dire che a questa concezione della politica si è ispirato, irrigidendosi oltre necessità e misura, anche chi ha promosso il referendum?
Cosa altrettanto grave della prima perchè chi gestisce un sindacato dovrebbe, al pari di chi governa, puntare alla soluzione dei problemi, non al marcamento dei confini e alle dimostrazioni di forza inutili.
A Gentiloni (e a Renzi)  è mancato il coraggio di procedere in una direzione ragionevole – quella della rimodulazione dell’istituto- ma è mancata anche la fiducia nel sindacato.
Li capisco. Anch’io, avessi dovuto fare una scommessa, non avrei puntato una somma importante sulla eventualità che, anche in presenza di una soluzione ragionevole e razionale del problema, la Cgil si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione di mandare a monte, anche senza motivazioni valide, la trattativa con il governo

La possibilità di dare una seconda spallata a Renzi, sia pure per interposto Gentiloni, era troppo ghiotta.
Purtroppo siamo a questi livelli : un governo poco coraggioso e un sindacato che pensa più alle spallate.
Entrambi lontani dal contesto.
In democrazia la maggioranza ha ragione per definizione.
Nel senso che si fa quello che poi si è deciso, sia pure solo a maggioranza, di fare.
Ma non è detto che abbia ragione in assoluto.
Mi permetto di rilevare che, con il referendum abbiamo perso una occasione di snellimento perseguita da anni, che tutti sembravano volere a parole.
Con la soppressione totale dei voucher facciamo un altro passo indietro, questa volta nella direzione del contrasto al lavoro nero.
In entrambi i casi sbagliando. Nel primo caso, soggiacendo, giustamente, al volere della maggioranza, nel secondo caso non avendo neanche il coraggio di andarlo a verificare.
Ma sempre di passi indietro si tratta.
L’altra sera qualcuno diceva in un talk show ad un politico “irriducibile” (non ricordo più quale)  : “Ma perchè, invece di inondarci di proclami contrapposti, non vi riunite in una stanza con i vostri avversari e, almeno sui temi più scottanti, non trovate una soluzione condivisa?”
Ecco, a me sembra che tutto il personale politico e sindacale sia diventato una massa di irriducibili, non importano le soluzioni, si va avanti a forza di proclami.
Poi, chiaramente, ognuno attribuisce ad altri la patente dell’irriducibile.
Io no, trovo che gli irriducibili siano ormai molto vicini al 100% : renziani, antirenziani, pentastellati, leghisti, forzisti, transfughi di sinistra ecc.

Matteo Renzi paolo gentiloni referendum
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