L'architettura e noi

Come si può fare un Piano Casa senza i Comuni?

di Cristoforo Bono 16 Maggio 2026

Ma cosa si intende per Piano Casa?

Per ora sappiamo un dato quantitativo e un dato temporale: diecimila alloggi in dieci anni. Questa l’offerta, ma la domanda?

Sappiamo che solo nel milanese mancano sessantamila alloggi e sappiamo anche che questa mancanza è in gran parte dovuta al degrado che impedisce l’assegnazione degli alloggi stessi, in realtà esistenti.

Quindi il Piano Casa si concentra soprattutto sui criteri di assegnazione, senza investire la responsabilità delle amministrazioni comunali.

E’ quindi un piano mancante di una sua parte importante, il municipalismo.

Coinvolgere le amministrazioni comunali sarebbe stato l’avvio di una grande ricognizione territoriale che manca da anni, da quando cioè l’edilizia popolare contribuiva all’assetto della città. Oggi non c’è massa critica per una operazione di questo tipo, per cui si rischia di avere una quantità che non si trasforma in qualità. Inoltre manca una indicazione di efficienza energetica.

Insomma: un vero Piano Casa è qualcosa dio più complesso di quello prodotto dal Governo. Ad esempio in Olanda il piano si compone di un mix tra la costruzione di edilizia sociale, di rigenerazione urbana e di innovazione.

In Francia si basa su una pianificazione territoriale strutturata, spesso a livello intercomunale e su una efficienza energetica comprovata.

Viene il sospetto che il Piano Casa italiano sia stato improvvisato, come esito di una dimenticanza, e come tale poco risolutivo e incisivo.

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