Calcio
Calcio e politica a Como
L’articolo prevede che gli attori che sociali che gravitano attorno al calcio, a Como avrenno un peso determinante nelle elezioni politiche del 2027
1. In un precedente articolo ho proposto un’analisi dell’intreccio tra politica urbanistica e calcio nella città di Como. Ora vorrei proporre alcune considerazioni di carattere politologico.
2. Non disponiamo di dati precisi riguardanti la tipologia della tifoseria comasca, cioè di chi fruisce dello spettacolo calcistico. A fronte di 6.500/7000 abbonamenti, non mi pare che sia pubblico il dato riguardante la residenza degli stessi. Possiamo forse presumere che siano elettori del comune di Como circa 1000 abbonati. Considerando che circa il 20 per cento della tifoseria esprime orientamenti politici e che il Lombardia prevale, secondo gli studi esistenti, la tifoseria di orientamento di centro destra, possiamo affermare che la forza elettorale della tifoseria si aggira intorno a 200/300 abbonati.
3. Se questi dati fossero reali, e solo la società calcistica potrebbe confermarli o smentirli in termini assoluti, avremmo una lobbies relativamente ristretta. Tuttavia, poiché compatta, di notevole incidenza e numericamente ben maggiore di quella dei partiti organizzati localmente.
4. Inoltre, la capacità comunicativa e di orientamento della pubblica opinione di una società di calcio supera di gran lunga la cerchia degli appassionati, soprattutto se arrivano i risultati sportivi. L’Italia è maestra in questo campo.
La proprietà, del resto, mobilita l’interesse di testate come “Forbes” e “La Gazzetta dello Sport”, “Il Foglio”, anche testate internazionali di assoluto prestigio, cioè ha capacità egemoniche che oltrepassano le forze della pubblica opinione locale (tv e giornali).
5. Molto spesso le decisioni urbanistico-immobiliari più rilevanti calano dal di fuori delle realtà locali, che hanno più limitate risorse economiche e mediatiche. A livello locale i capitali sono più personalizzati e le inimicizie politico-clientelari e personali stratificatesi nel tempo, contano.
L’effetto sul mercato immobiliare, poi, si può presumere che attirerà le simpatie dei ceti sociali che già godono di una posizione di vantaggio dall’aumento del turismo. Al momento irritati perché esclusi dal tavolo delle decisioni, staranno valutando la realizzabilità del progetto, che deve passare una serie di passaggi burocratici incardinati, a differenza di altre esperienze (Udine e Bergamo) sul valore storico-monumentale dello stadio.
6. Non è azzardato presumere che l’imprenditorialità turistica votata al lusso, che è già scesa in campo sul piano politico, potrebbe ri-orientare i propri intendimenti politici.
Ad ostare ad un possibile rimescolamento politico è l’impermeabilità dell’attuale giunta a qualsivoglia compromesso e discussione e a scrollarsi dalla ruggine accumulata in anni di scontri politici, per lo più subiti, ma al momento talmente stratificati da non consentire alcun aplomb istituzionale. Ma la potenza del calcio potrebbe sorprenderci.
7. Esiste, inoltre, un numero considerevole di proprietari di seconde case: su poco meno di 17mila contribuenti IMU si possono annoverare circa 2000 attività turistiche, che potrebbero aumentare in modo notevole, per l’effetto richiamo del progetto.
8. E ancora: l’aumento dell’offerta di lavoro nel turismo, dato specifico di Como, probabilmente potrebbe tradursi in un bacino politico simpatizzante, soprattutto se ancorato a catene di lavoro con cittadinanza e specializzate nella ristorazione; ma si tratterà di effetti politici di incerta destinazione, fino all’ultimo momento.
9. Infine: le firme raccolte, pare circa 5000 verificate, favorevoli, nonché “il sentimento” dei social, confermerebbero un bacino non indifferente di approvazione nei confronti del progetto, anche se non è possibile quantificare quanti siano i votanti nel comune.
10. Conclusione? C’è da aspettarsi che le nelle prossime elezioni comunali gli attori che gravitano attorno al fenomeno calcistico potrebbero avere un ruolo determinate. Il giornale locale ha addirittura aperto una prima pagina con il titolo roboante “un nuovo modello di sviluppo”.
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