Calcio
Urbanistica e pianificazione a Como
L’articolo mostra i rischi che il comune di Como può incontrare affidando l’urbanistica ai privati
1. Dovremo attendere ancora per conoscere il cd nuovo progetto per lo Stadio di Como, dopo la bocciatura del primo da parte della Sovrintendenza. Non sono chiari i motivi per i quali il progetto non sia stato reso pubblico e non sia oggetto di dibattito. Si tratta, in ogni caso, di un errore politico, perché l’interesse collettivo si definisce sempre con la discussione. E dall’errore politico a quello amministrativo il passo è breve.
2. In un precedente articolo ho spiegato i motivi per cui il Comune deve essere particolarmente cauto nel valutare il progetto della squadra di calcio: non mi ripeto. Ora, invece, alla luce della notizia che l’amministrazione ha affidato la valutazione finanziaria del primo progetto ad un soggetto esterno, si può proporre qualche ulteriore osservazione.
3. Primo: il fatto che esista una valutazione del primo progetto, significa che un confronto è già iniziato e non si capisce il motivo per cui, invece, la cittadinanza ne è stata esclusa.
Secondo: la società coinvolta nella valutazione è estremamente piccola e giovane e non sembra avere l’esperienza necessaria in materia, né vanta curriculum personali d’eccezione.
Terzo: pare che la consulenza sia costata poco meno di 20mila euro: una cifra che potrebbe tranquillamente corrispondere a capacità lavorative interne al Comune. Poiché queste sembrano non esserci, o si è preferito o si è stati costretti avvalersi di una consulenza esterna, non si capisce il motivo per cui non ci si sia rivolti all’Università, che dovrebbe essere il primo interlocutore dell’amministrazione pubblica e che vanta in materia esperienze notevolissime.
4. Quarto: colpisce l’esiguità della cifra della consulenza se paragonata all’entità economica e urbanistica del progetto.
Concludo: chi mai l’avrebbe detto che in un mondo impazzito, dove fare previsioni economiche è diventato impossibile, dove l’incertezza regna sovrana, dove eminenti studiosi e istituzioni pubbliche e private annaspano e continuano a rimanere spiazzati dagli accadimenti, chi mai l’avrebbe detto che con poco meno di 20mila euro una città come Como poteva programmare e prevedere il suo futuro, affidando l’urbanistica al proprietario milionario di una squadra di calcio?
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