Tecnologia
Data center sostenibili e interconnessi, la strategia di Sparkle nell’era dell’intelligenza artificiale
Nel cuore della trasformazione digitale globale, i data center stanno vivendo una seconda vita: da semplici infrastrutture tecniche a pilastri strategici dell’economia dei dati. Cloud computing, Internet of Things e soprattutto intelligenza artificiale stanno spingendo la domanda di capacità elaborativa e connettività verso livelli senza precedenti. Ma questa crescita porta con sé una sfida cruciale: la sostenibilità.
Oggi i data center consumano circa l’1,5% dell’elettricità globale, una quota che potrebbe avvicinarsi al 3% entro il 2030, trainata soprattutto dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, il settore ICT contribuisce per circa il 2–3% alle emissioni globali di CO₂. Numeri che impongono un cambio di paradigma: non basta crescere, bisogna farlo in modo efficiente e responsabile. È in questo scenario che si inserisce la strategia di Sparkle, primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i principali nel mondo, che punta a trasformare i data center in nodi sostenibili e interconnessi di un ecosistema digitale globale.
Da infrastrutture energivore a motori della transizione
La visione di Sparkle ribalta una narrativa diffusa: i data center non sono solo parte del problema ambientale, ma anche parte della soluzione. Abilitano infatti servizi digitali – dallo smart working alle smart cities – che contribuiscono a ridurre le emissioni in altri settori.
“La sostenibilità non è un vincolo, ma un fattore abilitante”, osserva Antonio Tuccillo, responsabile degli Open Hub di Sparkle. “I data center devono ridurre il proprio impatto, ma soprattutto amplificare i benefici che generano sull’intero ecosistema digitale”. Questo approccio si traduce in un modello basato su energia rinnovabile, efficienza operativa, tecnologie di raffreddamento avanzate e integrazione tra infrastrutture. Il miglioramento del PUE (Power Usage Effectiveness) – oggi fino a 1,2 nei siti più avanzati – e l’uso dell’AI per ottimizzare consumi e carichi rappresentano leve fondamentali, soprattutto con la crescita esponenziale delle applicazioni di intelligenza artificiale.
Sparkle: hub di interconnessione globale
Il vero elemento distintivo della strategia Sparkle è però l’interconnessione. I suoi data center sono progettati come hub aperti e neutrali, integrati con la rete in fibra ottica proprietaria e con la dorsale IP Tier-1 Seabone. Complessivamente, Sparkle gestisce dieci data center: tre in Italia, quattro in Grecia, uno in Turchia, uno in Israele e uno a Panama. Qui il valore non deriva solo dalla potenza computazionale, ma dalla possibilità di accedere direttamente a reti globali, cloud provider e piattaforme digitali. “I nostri data center sono punti di incontro”, spiega Tuccillo. “È l’interconnessione che genera valore: più ecosistemi si collegano, più aumenta l’efficienza complessiva”.
Metamorfosis II: efficienza ai massimi livelli
Tra i casi più emblematici c’è Metamorfosis II, ad Atene: il primo data center “green” in Grecia e uno dei più avanzati in Europa. Grazie a tecnologie come l’evaporative cooling e a infrastrutture ad alta efficienza, raggiunge un PUE di 1,2, contro una media nazionale di circa 1,8. Il sito consente una riduzione stimata di circa 28.000 tonnellate di CO₂ all’anno ed è certificato secondo i più elevati standard internazionali. Un esempio concreto di come innovazione tecnologica e sostenibilità possano procedere insieme.
Genova: il cuore del Mediterraneo digitale
È però in Italia, e in particolare a Genova, che la strategia di Sparkle assume una dimensione sistemica. Il data center di Genova Lagaccio è parte della Genoa Landing Platform, un’infrastruttura progettata per concentrare gli approdi dei cavi sottomarini in un unico hub aperto, neutrale e scalabile. Qui convergono già sistemi come BlueMed, Blue & Raman, Unitirreno e Barracuda, e la piattaforma è progettata per accogliere ulteriori quattro cavi sottomarini in futuro. Questo modello consente di evitare duplicazioni infrastrutturali, ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare la gestione del traffico dati su scala regionale.
“Genova dimostra che la sostenibilità non riguarda solo il singolo data center, ma l’intero sistema”, sottolinea Tuccillo. “Condividere le infrastrutture e integrare rete e approdi significa essere più efficienti, più resilienti e anche più sostenibili”. La città si sta così affermando come uno dei principali hub digitali del Mediterraneo, rafforzando il ruolo dell’Italia come snodo tra Europa, Africa e Medio Oriente.
Italia: una rete di gateway strategici
Accanto a Genova, anche Palermo e Milano completano il disegno infrastrutturale. Il Sicily Hub rappresenta un punto chiave per la connettività tra Europa, Africa e Medio Oriente grazie alla convergenza di diciotto cavi sottomarini, mentre Milano funge da hub di aggregazione della connettività internazionale e degli ecosistemi cloud. È qui che arriverà anche il sistema GreenMed, rafforzando ulteriormente il ruolo della città nella rete globale. Nel loro insieme, questi data center non sono semplici siti di colocation, ma veri gateway digitali che abilitano flussi di dati globali e aumentano la resilienza delle reti.
Panama: il ponte tra le Americhe
La visione globale di Sparkle si estende fino alle Americhe con il Panama Digital Gateway, un hub strategico per la connettività regionale. Il data center è già interconnesso con il sistema Curie, che collega la California al Cile, e si prepara a diventare un nodo chiave anche per il cavo Manta, destinato a rafforzare ulteriormente i collegamenti tra Stati Uniti, Messico, America Centrale e Sud America.
Grazie alla sua posizione geografica, Panama si configura come un crocevia naturale tra Atlantico e Pacifico, diventando una piattaforma essenziale per la distribuzione di contenuti e servizi digitali su scala continentale.
L’AI ridefinisce l’infrastruttura
L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui i data center vengono progettati, richiedendo infrastrutture sempre più potenti ed efficienti. Sparkle risponde con infrastrutture modulari ad alta densità e con soluzioni di automazione avanzata (AIOps), che permettono di ottimizzare dinamicamente prestazioni e consumi.
Il futuro: costruire un ecosistema, non solo infrastrutture
Dalle dorsali mediterranee fino alle rotte transamericane, sta emergendo una nuova architettura globale in cui data center, reti terrestri e cavi sottomarini sono sempre più integrati. “La vera sfida è far lavorare insieme tutte queste componenti”, conclude Tuccillo. “Non costruiamo solo data center. Costruiamo nodi di un ecosistema digitale globale”. In un mondo guidato dall’intelligenza artificiale, il vantaggio competitivo non sarà di chi avrà più capacità, ma di chi saprà orchestrarla meglio: in modo sostenibile, interconnesso e intelligente.


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