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Consumi

Ma la famiglia non esiste più. Siamo poveri

di Biagio Riccio
30 Settembre 2023

Secondo Hegel, come noto, la famiglia è il primo momento dell’eticità, cioè della condivisione oggettiva di valori morali.

“L’eticità nel suo momento immediato e naturale”; è la prima forma della negazione dell’individuo in quanto tale: ciò che era “due” diventa oggettivamente “uno”; è la sintesi che trasforma – senza perderli – l’uomo e la donna in un legame indiviso e indivisibile in “un’unica persona”.
È la pietra su cui si edifica lo Stato.
Allo stesso modo per la religione cattolica la famiglia è la protezione principe per la crescita dell’individuo che deve comprendere il senso solidaristico dell’agire, il nucleo fondante di una società civile.

Ma è possibile oggi una famiglia? Sono in grado i giovani della nostra epoca di crearsi un futuro condiviso per la nascita di figli?
Lo spot di Esselunga sulla pesca che la bimba non mangia per donarla al suo papà, facendo credere che sia un regalo della mamma, descrive la famiglia spezzata.
Ma trattasi di una conseguenza, non di una causa efficiente.
Non esiste la famiglia felice del “Mulino bianco “di Barilla, ma neppure quella spezzata di Esselunga.
C’è una verità dietro non disvelata.
In questo contesto sociale che ha eliminato la tutela del contratto a tempo indeterminato, una famiglia non potrà mai nascere.
In un’economia che non pone lo Stato sociale come risorsa possibile per promuovere una politica per l’acquisto di una casa, una famiglia non potrà mai costituirsi.
Nel secondo dopoguerra i partiti di massa fondavano la loro politica su due pilastri: la casa di proprietà ed il lavoro sicuro.

La famiglia non è spezzata, non c’è più e non ci sarà mai più.

1-Nessuna banca concede un mutuo, se alla base della richiesta vi sia un contratto a tempo determinato;
2-una coppia di giovani ha paura di mettere su famiglia, perché hanno l’incubo del pagamento dei canoni locatizi o delle bollette.

Forse la famiglia si spezza anche per questo.
Le forze politiche popolari avevano nei loro programmi la tutela del lavoro.
In un sistema globalizzato la Fiat cercherà manodopera estero, perché il costo del lavoro non è alto come in Italia.
E la disoccupazione endogena aumenta.
Queste banali verità non si vogliono dire, ma rappresentano la durissima realtà; molte separazioni tra coniugi o anche nelle famiglie di fatto affondano le radici proprio in questioni di mera gestione economica: non ci sono soldi, perché si perde il lavoro, perché lo Stato distrugge l’impresa con un fisco esoso, perché le libere professioni con Casse previdenziali sanguisughe e tasse da pagare sono insostenibili di primo acchito.
Gli avvocati si cancellano dagli albi.
Siamo poveri, indebitati, pieni di rate.
Altro che famiglia spezzata.
Ma i pubblicitari dovrebbero chiamare Checco Zalone ed il suo posto fisso.

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