Giornalismo
Trump-Xi, prove di disgelo: partner non rivali, ma Taiwan resta la linea rossa
Come ogni settimana ecco i fatti più importanti dei giorni passati
L’Iran ha formalmente risposto alla proposta americana per porre fine alla guerra che da oltre due mesi destabilizza il Golfo Persico, ma la replica iraniana è stata giudicata “totalmente inaccettabile” dal presidente Donald Trump. Il nodo centrale resta invariato: gli Stati Uniti vogliono che l’Iran accetti limiti stringenti al proprio programma nucleare e contribuisca alla riapertura stabile dello Stretto di Hormuz; Teheran, invece, insiste sul fatto che l’attuale negoziato debba riguardare esclusivamente la cessazione delle ostilità e la revoca delle sanzioni economiche.
(IlFoglio)
Hantavirus: dopo 40 giorni di navigazione nei mari antartici, tra paura per il focolaio infettivo a bordo — che ha provocato tre morti su otto casi — e una tardiva quarantena nell’Atlantico, finisce alle Canarie l’odissea della nave Hondius. Oms: “Rischio basso, ma permangono criticità legate alle norme Usa sulle quarantene più flessibili”. Risultati positivi all’hantavirus anche un francese e un americano.
(Huffpost)
Toni accesi durante il confronto tra il ministro della cultura Giuli e la Premier Meloni. Al termine, però, Palazzo Chigi diffonde una nota conciliatoria: la richiesta del faccia a faccia viene attribuita a Giuli, lo scopo diventa «confermare e ribadire la piena sintonia all’interno dell’azione di governo», dopo le «voci e ricostruzioni giornalistiche» sulle «presunte divergenze di opinione» tra il titolare della Cultura, la premier e gli altri ministri. L’oggetto del colloquio è il licenziamento di due figure apicali dello staff del ministro: il capo della segreteria tecnica Emanuele Merlino, uomo di fiducia del colonnello di FdI Giovanbattista Fazzolari; e la segretaria personale Elena Proietti.
Nel Regno Unito la leadership di Keir Starmer è sempre più precaria, decine di deputati e anche alcuni ministri gli hanno chiesto di farsi da parte, dopo il discorso con cui ha cercato di salvare il suo governo. Non tutta l’opposizione interna chiede a Starmer di dimettersi immediatamente, ma vuole che presenti un piano per cambiare leader entro tempi certi: un’ipotesi è entro settembre. La proposta è una transizione ordinata, sul modello di quella tra Tony Blair e Gordon Brown nel 2007.
(IlPost)
I due ministri della Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani, hanno spiegato in Parlamento quali sono le condizioni per attivare la missione navale italiana nello Stretto di Hormuz: “Siamo pronti a contribuire allo sminamento dello Stretto e a garantire la libertà di navigazione, nell’ambito della missione multilaterale che verrà lanciata. Ma solo con tregua stabile e ok del Parlamento”.
(Fanpage)
Legge elettorale: le opposizioni non raccolgono l’invito della maggioranza a sedersi insieme per rivedere insieme la legge elettorale. Dal Partito democratico al Movimento 5 stelle, passando per Avs, Italia viva e +Europa la linea è comune. “Prima ritiri lo Stabilicum, il premierato e la norma che elimina i ballottaggi”
Donald Trump ha detto di essere pronto ad andare anche in Russia e non ha escluso che un viaggio verso Mosca potrebbe davvero avvenire, soprattutto se necessario a mettere fine alla guerra in Ucraina. Dal 15 agosto scorso i negoziati sono rimasti immobili, frustrati dalle pretese del Cremlino, che continua a volere la cessione dell’intera regione del Donbas, anche del territorio che non è riuscito a conquistare. Per Putin Trump non è più una risorsa da usare contro Kyiv. Il capo del Cremlino si prepara ad andare in Cina, dopo la visita del presidente americano. Va per curare i suoi affari economici e finanziare la guerra.
(IlFoglio)
Stati Uniti e Cina partner, non rivali. Si è chiuso all’insegna delle buone intenzioni il bilaterale fra Donald Trump e Xi Jinping. Ma restano paletti da non superare, e il primo si chiama Taiwan. Xi ha detto chiaramente a Trump che, se la questione Taiwan fosse “gestita in modo errato”, i due Paesi potrebbero “scontrarsi o addirittura entrare in conflitto”, spingendo l’intero rapporto sino-americano in una situazione molto pericolosa.
Cinque italiani sono morti durante un’immersione alle Maldive. A confermarlo sono state prima la polizia maldiviana, poi il consolato italiano e quindi la Farnesina. «La richiesta di soccorso è arrivata alle 13.45 al centro di coordinamento marittimo della Guardia costiera maldiviana», ha spiegato la Maldives national defence force (Mndf) che ha avviato subito le ricerche via mare e via aerea, con il supporto della safari boat, della polizia dell’atollo di Vaavu e del resort Alimathà.
L’ex premier e presidente della Bce Mario Draghi durante la cerimonia del premio Carlo Magno torna a sferzare l’Europa: “In un mondo in cui le alleanze sono in continua evoluzione, ogni dipendenza strategica deve ora essere riesaminata. Per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme. L’Europa sta reagendo a questa nuova realtà. Ma lo sta facendo all’interno di un sistema che non è mai stato concepito per affrontare sfide di questa portata, c’è “la possibilità che gli Usa non possano più garantire la nostra sicurezza alle condizioni che un tempo davamo per scontate.
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