Napoli
Papa Leone XIV a Napoli: “Qui il caffé ha il sapore della fratellanza
9 Maggio 2026
Ha un volto dal quale traspare sicurezza ed al contempo è sempre sorridente, perché predica gioia ed amore.
Non teme i potenti: è un devoto di Sant’Agostino, un suo cultore e con lui condivide questo pensiero: “la Chiesa consta di tutti coloro che sono in concordia con i fratelli e che amano il prossimo”.
Ma Papa Leone XIV aveva promesso di venire dalla Madonna di Pompei, perché ne ha un’adorazione peculiare e doveva perciò recarsi alla casa del “culto mariano”.
Ha anche voluto benedire la statua dell’Immacolata della Basilica del Gesù Vecchio, culto pregiato del Venerabile Don Placido Baccher, del suo “sabato privilegiato”, perché in quella Chiesa dell’antica Napoli alla via Giovanni Paladino nei pressi della piazzetta Nilo in San Biagio dei Librai, si compiono straordinari miracoli.
Questo Papa, dopo un anno esatto dal suo pontificato, ha scelto Pompei e Napoli, perché ai piedi del Vesuvio c’è la Madonna, quella Vergine di Bartolo Longo che accoglie, nell’universalità della fede, i poveri e gli umili ed anche Giovanni Paolo II, Ratzinger e Papa Francesco lì sono andati, per comprendere il messaggio di carità e misericordia da diffondere in tutte le terre martoriate.
Ha detto che si rifiuta di “vedere le immagini di morte” che gli propinano i potenti che non teme ed affronta a viso aperto.
Ha ammonito le istituzioni, perché Napoli non può essere la città delle diseguaglianze sociali non colmate, di periferie non curate, di un popolo che non può essere in alcune sacche plebe e fucina per organizzazioni criminose e di camorra.
Ma ha anche citato Pino Daniele, perché la città di Napoli è quella dei “mille culure” i mille colori dei “corpi celesti” di cui parlava Anna Maria Ortese; è il paradiso abitato da diavoli”,come sosteneva in un prezioso libro Benedetto Croce.
Resta nei nostri cuori una bellissima affermazione, lirica, piena di poesia di Papa Leone: “ qui il caffè ha il sapore della fratellanza”.
Ha rivelato che si sente contagiato dal sorriso di questa città, dei suoi eroi silenziosi, i volontari che spargono e diffondono carità ed amore, come quel medico dei poveri, Giuseppe Moscati, che si lasciava derubare le scarpe dai giovani dei quartieri spagnoli e tornava a casa scalzo e contento perché aveva fatto un dono.
Siamo protetti dalla anelito di pace di questo Papa: oggi è afflato dello Spirito.
Per Lui si è sciolto il sangue di San.Gennaro, anzitempo.
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