Criminalità
Il business dell’Euro falso: così il “Naples Group” inonda l’Europa
L’operazione Europol dell’11 settembre 2026 ha smantellato una rete transnazionale legata al “Naples Group”. Tra Italia, Germania e Spagna, il blitz rivela l’evoluzione della contraffazione monetaria: una filiera ad alta tecnologia che finanzia il crimine organizzato
L’operazione coordinata da Europol e resa nota l’11 settembre 2026 rappresenta un fondamentale caso di studio sull’evoluzione della criminalità organizzata transnazionale e sulle nuove geometrie della contraffazione monetaria nell’Unione Europea.
Un’analisi dettagliata della vicenda permette di evidenziare tre direttrici principali: la filiera criminale e la geografia dell’illecito, il ruolo di Napoli come polo produttivo d’eccellenza, e l’efficacia del modello di cooperazione giudiziaria e di polizia coordinato da Europol.
Dinamica operativa e ramificazione geografica
L’inchiesta nasce da un coordinamento interforze che ha visto protagoniste la Direzione Investigativa Antimafia e le forze di polizia di Italia, Germania e Spagna. Le perquisizioni e i provvedimenti cautelari sono stati eseguiti in modo simultaneo a Napoli, nel distretto di Stoccarda e Rems-Murr (Germania) e a Gran Canaria (Spagna).
La dispersione territoriale dei blitz riflette la struttura modulare dell’organizzazione: il centro di produzione e regia finanziaria localizzato nell’area metropolitana partenope; i canali logistici e di smistamento radicati in Germania, utilizzati come hub di penetrazione per il mercato centro-europeo e infine i terminali di riciclaggio e smercio al dettaglio, ben insediati in aree a forte vocazione turistica e ad alta circolazione di contante come le Isole Canarie.
Nel corso dei sequestri sono state rinvenute non solo banconote contraffatte di altissima fattura, ma anche armi da fuoco, munizioni, sostanze stupefacenti e beni di valore acquistati con i proventi delle attività illecite. Ciò dimostra come i network dediti al falso nummario non operino più in settori isolati, ma utilizzino la contraffazione come capitale d’innesco per finanziare il narcotraffico e l’acquisto di armamento pesante.
Il fattore “Naples Group” e l’evoluzione tecnologica del falso
Uno degli elementi chiave emersi dall’indagine è la riconducibilità dei biglietti di banca sequestrati alla filiera tecnica del cosiddetto “Naples Group”. Questo termine individua, nel gergo analitico di Europol e della Banca Centrale Europea, un insieme di cartelli criminali dell’area campana dotati di un know-how tipografico e chimico unico al mondo.
Le banconote prodotte da questa filiera presentano caratteristiche tecniche sofisticate: stampa offset e calcografica di precisione, in grado di replicare il rilievo percepibile al tatto; simulazione avanzata degli elementi di sicurezza, quali ologrammi tridimensionali, filigrane reattive ai raggi UV e inchiostri a variabilità ottica (OVI) oltre ad una incredibile idoneità al superamento dei controlli automatici: questi tagli riescono frequentemente a bypassare i sensori di prima linea dei distributori automatici e delle macchine conta-banconote degli esercizi commerciali.
L’inserimento sul mercato di queste banconote minaccia direttamente la fiducia nel contante e danneggia l’economia reale, scaricando le perdite economiche sui piccoli commercianti e sugli istituti di credito prima che il falso venga intercettato dalle banche centrali.
La risposta istituzionale: il modello di contrasto di Europol
L’esito dell’operazione sottolinea la centralità del supporto fornito da Europol, il cui intervento si è articolato su tre livelli strategici:
Intelligence Analysis & Matching: L’agenzia ha incrociato le informazioni operative raccolte dai singoli Paesi con la banca dati della BCE e il sistema EAC (European Analysis Centre), permettendo di mappare i flussi di distribuzione e di associare i sequestri sparsi per l’Europa a un’unica matrice produttiva.
Coordinamento Operativo Transfrontaliero: La sincronizzazione dei blitz è risultata determinante per impedire la fuga dei latitanti e la distruzione delle prove materiali (matrici, inchiostri, macchinari da stampa).
Task Force Multidisciplinare: L’integrazione tra le unità specializzate dell’Arma dei Carabinieri (Comando Antifalsificazione Monetaria), della BKA tedesca e della Brigada de Investigación del Banco de España ha dimostrato come la cooperazione di polizia dell’UE stia progressivamente colmando il divario operativo nei confronti delle mafie transnazionali.
Prospettiva e scenari futuri
L’operazione dell’11 settembre ribadisce una realtà consolidata: la contraffazione monetaria non è un reato bagatellare o episodico, ma una delle colonne portanti della provvista finanziaria della criminalità organizzata italiana all’estero. La combinazione tra produzione tradizionale d’eccellenza e canali di distribuzione digitali o logistici internazionali impone agli organi di contrasto un costante aggiornamento delle tecniche d’indagine finanziaria e informatica.
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