Operazione Eredità

Criminalità

Operazione Eredità: sgominata la rotta della cocaina tra Brasile ed Europa

L’operazione congiunta “Eredità”, supportata da Europol e coordinata tra Italia e Brasile, ha smantellato un importante network di narcotraffico e riciclaggio legato alla ‘Ndrangheta, arrestando sette persone

18 Settembre 2026

L’oceano Atlantico non è soltanto una distesa d’acqua che separa due continenti, ma una silenziosa autostrada invisibile percorsa ogni giorno da tonnellate di morte bianca. Nei porti affollati del Brasile, tra container di legname e casse di prodotti ceramici destinati alle metropoli europee, i cartelli del narcotraffico e i tentacoli della ‘Ndrangheta cucivano da anni trame invisibili, fatte di silenzi complici, codici crittografati e miliardi di euro da ripulire. Fino a quando il tempo della fuga è scaduto, trasformando le rotte dorate del crimine transnazionale in una trappola senza uscita.

L’operazione Eredità e il colpo al narcotraffico transatlantico

La cooperazione internazionale di polizia ha segnato un nuovo punto di svolta nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale. Sotto l’egida e con il supporto strategico di Europol, le forze dell’ordine italiane e brasiliane hanno inferto un duro colpo a un imponente cartello dedito al traffico internazionale di stupefacenti e al riciclaggio di denaro. L’operazione, battezzata con il nome in codice “Eredità”, rappresenta l’epilogo di un’indagine complessa e pluriennale mirata a smantellare un canale di approvvigionamento di cocaina su scala industriale, capace di collegare direttamente i produttori sudamericani con i mercati di sbocco europei. L’intervento coordinato si inserisce in una più ampia strategia di contrasto ai traffici illeciti che vede la ‘Ndrangheta tra i protagonisti occulti ma strutturalmente radicati nelle rotte oceaniche della droga.

La giornata operativa e i blitz in Brasile

Il momento culminante dell’inchiesta si è concretizzato in un’azione simultanea condotta dalle autorità del Brasile, supportate operativamente dagli investigatori italiani e da un esperto di Europol. Nel corso del blitz, scattato a metà settembre nello Stato di San Paolo, sono state tratte in arresto sette persone di nazionalità italiana e brasiliana, ritenute a vario titolo responsabili di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e al riciclaggio di capitali illeciti. L’operazione sul campo ha visto l’esecuzione di perquisizioni mirate all’interno di cinque residenze e due sedi commerciali ritenute nella disponibilità della rete criminale. Gli inquirenti hanno inoltre proceduto al sequestro preventivo di nove beni immobili, due società commerciali e svariati conti correnti bancari, congelando ingenti flussi finanziari accumulati illecitamente per erodere la capacità economica del sodalizio.

La rotta dei container e la logistica commerciale

Il cartello criminale scoperto dall’operazione Eredità si distingueva per la spiccata capacità di movimentare enormi quantità di cocaina sfruttando i normali canali del commercio marittimo internazionale. La droga veniva occultata abilmente all’interno di carichi di merci legali e beni di consumo, come ceramiche, legname, prodotti alimentari e articoli sanitari, pronti per essere imbarcati nei terminal portuali strategici del Brasile. Una volta attraversato l’Atlantico, il carico illecito raggiungeva i principali hub logistici del continente europeo. Questa modalità operativa dimostra come le organizzazioni criminali sappiano mimetizzare i propri traffici all’interno dell’economia legale, abusando delle infrastrutture commerciali globali per eludere i controlli doganali e di frontiera.

Il legame indissolubile tra la ‘Ndrangheta e i cartelli brasiliani

La struttura dell’organizzazione smantellata rifletteva una perfetta compenetrazione tra le cellule della ‘Ndrangheta calabrese e i partner operativi locali basati in Brasile. Il legame non era soltanto di natura economica o commerciale, ma si fondava su solide relazioni familiari e sodalizi di lungo corso tra i diversi affiliati presenti nei due continenti. Questa sinergia permanente ha permesso al cartello di resistere nel tempo, rigenerandosi nonostante i precedenti durissimi colpi inferti dagli organi inquirenti negli anni passati, come le celebri operazioni “Samba” e “Mafiusi”, che avevano già portato a decine di arresti tra l’Italia e il Sud America. La continuità criminale è stata garantita da una rigida catena di successione in cui familiari e sodali hanno ereditato ruoli e contatti chiave.

La successione di famiglia e il ruolo chiave degli “eredi”

Le successive risultanze investigative emerse tra Italia e Brasile hanno permesso di delineare con precisione i contorni della struttura criminale. L’operazione “Eredità” si focalizza infatti sulla presunta continuazione degli affari illeciti precedentemente gestiti dai boss Nicola e Patrick Assisi, figure di spicco nei rapporti tra le cosche della ‘Ndrangheta e i cartelli sudamericani, tratti in arresto in Brasile già nel 2019. Secondo le indagini condotte dal ROS dei Carabinieri e dalla Polícia Federal, l’imperitura capacità operativa del cartello non si è dissolta con la cattura dei capi: al contrario, il testimone e le redini del narcotraffico transatlantico sarebbero passati direttamente nelle mani di stretti familiari e collaboratori di fiducia. Tra le figure emerse al centro del network spicca quella di Paula Simões Assisi (nota nelle chat criptate con i alias di “Chanel” o “Maria”), moglie di Patrick e nuora di Nicola, la quale, nonostante una facciata pubblica legata alla propria attività di content creator sui social, avrebbe assunto un ruolo decisionale nevralgico nella gestione dei contatti con i fornitori, nella logistica delle spedizioni oceaniche e nel coordinamento economico della rete. Questo passaggio generazionale e familiare dimostra come la struttura criminale abbia saputo sfruttare legami di sangue e collaudate complicità territoriali per mantenere inalterata la rotta della cocaina tra il Sud America e l’Europa.

Controspionaggio digitale e tecniche di riciclaggio finanziario

Gli investigatori hanno evidenziato l’elevato livello di sofisticazione tecnologica e finanziaria adottato dalla rete criminale per proteggere i propri affari. I membri del sodalizio utilizzavano regolarmente piattaforme di messaggistica criptata dotate di avanzate funzionalità di controspionaggio per eludere le intercettazioni delle forze dell’ordine. Sul fronte economico, l’organizzazione si affidava a professionisti del riciclaggio e a facilitatori finanziari specializzati in trasferimenti di valore transnazionali clandestini. Una fetta consistente dei proventi illeciti accumulati in Europa veniva regolarmente reinvestita per finanziare le successive spedizioni di cocaina dal Sud America, alimentando un circolo vizioso che garantiva la continua sopravvivenza e l’espansione del network criminale.

Il supporto tecnologico e analitico di Europol e del network @ON

Il successo dell’operazione Eredità è stato reso possibile grazie a una stretta e costante condivisione di informazioni di intelligence tra i Paesi coinvolti, con Europol in prima linea nel fornire supporto analitico, report finanziari e pacchetti di intelligence mirati. Durante il giorno dell’azione, l’agenzia europea ha dispiegato un ufficio mobile con esperti finanziari sul campo per consentire il cross-checking in tempo reale dei dati con i database centralizzati. L’inchiesta ha beneficiato inoltre del supporto fondamentale del network @ON, un progetto finanziato dall’Unione Europea e guidato dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) italiana, che unisce le forze di polizia di diversi Stati nella lotta ai gruppi criminali di stampo mafioso più pericolosi a livello globale.

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