Letteratura
La bella calligrafia
Anni 50. Storia di una vecchia maestra e della sua mania per pennini.
Era la fine degli anni 50 e la nostra vecchia maestra
era vicinissima alla pensione. Ci teneva moltissimo alla calligrafia e ci costringeva
ad adoperare il pennino ad inchiostro. Allora avevamo i calamai incorporati nel banco e il bidello passava con un bottiglione di inchiostro nero
ed un imbuto per “rabboccare” il livello del liquido. Poi, allo scadere della quarta elementare, la vecchia
insegnante ( aveva “solo” 65 anni, ma a noi sembrava quasi centenaria) andò in pensione e il giovane maestro di quinta, senza fare una piega, ci disse che
potevamo tranquillamente usare le biro. E sì che la vecchia insegnante ci diceva sempre che la biro ci avrebbe rovinato la calligrafia! ( parola di suo marito, che se ne intendeva, essendo professore
di calligrafia presso un istituto commerciale !). La cosa mi sembrò sconvolgente. Per alcuni secondi. Poi il mio compagno di banco disse : “Era ora! Non ne potevo più di quei maledetti pennini!!!”
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