Teatro
Salvarsi insieme accogliendo il canto sacro
A Noto in Sicilia, nella sontuosa Chiesa barocca del San Salvatore, il magma sacro, sonoro e narrativo di Faber Teater.
Noto. Stabat Mater, della compagnia torinese Faber Teater, è uno spettacolo interessante e complesso: uno spettacolo/concerto che chiede al pubblico – con un salto logico e creativo di grande intensità – una collaborazione attiva nel costruire o ricostruire non tanto una drammaturgia, ma la possibilità interiore di accogliere una vicenda umana a cui aderire. Una vicenda antica quanto il mondo, un archetipo vivo di dolore e di sangue. Antonella Talamonti, musicologa, compositrice, formatrice, allieva e storica collaboratrice di Giovanna Marini, apre lo spettacolo e prende per mano il pubblico: «Sedetevi. Sedetevi ed ascoltate. Ascoltate le voci del lutto e del dolore, le voci dello scandalo della morte, le voci dell’ingiustizia contro l’innocente, le voci della perdita incolmabile, le voci della ricerca di consolazione. Ascoltate i suoni portati da lingue e da mondi diversi. Ascoltate i suoni che alterano il tempo, le voci che riportano nel presente, accanto al dolore di oggi, il dolore di tutti quelli che ci hanno preceduto». Stabat Mater è la rappresentazione sonora, sacerrima e meditativa del dolore straziante di Maria durante la passione di suo figlio Gesù Cristo sulla croce, il dolore di una madre per e durante il massacro violento del figlio. Come si affronta, come si cura e come si supera un dolore del genere? Forse non si può superare, forse non si può evitare che se ne possa restare schiacciati. Forse per affrontarlo, anche solo per provare ad affrontarlo, occorre porlo al centro di una dinamica di elaborazione corale, comunitaria e feconda. Ed è quanto ci insegnano molte tradizioni popolari: nel canto sicuramente, ma anche in diverse altre manifestazioni espressive e di cura. 
Noto, Chiesa del San Salvatore 29 marzo 2026.
Stabat Mater con Lucia Giordano, Marco Andorno, Francesco Micca, Paola Bordignon, Sebastiano Amadio, Lodovico Bordignon. Musiche originali e drammaturgia musicale di
Antonella Talamonti. Produzione di Faber Teater. Crediti fotografici di Diego Diaz.
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