Teatro

Sansepolcro, Kilowatt nel segno di Eugenio Barba

Il popolare festival di teatro e danza, dal 17 al 25 luglio nel borgo che diede i natali a Pier Della Francesca rende omaggio al Maestro fondatore dell’Odin Teatret con mostre e incontri. Più di cinquanta gli eventi programmati in rassegna di cui la metà sono prime o anteprime.

12 Luglio 2026

SANSEPOLCRO _ Il Teatro contemporaneo abbraccia uno dei suoi Maestri. Kilowatt, festival in Sansepolcro dal 17 al 25 luglio, rende omaggio a Eugenio Barba, teatrante e intellettuale che ha segnato la storia recente della scena internazionale. Regista e fondatore, nel 1964 a Oslo, dell‘Odin Teatret, poi trasferitosi in Danimarca, a Holtsebro, Barba è il padre del Terzo teatro, celebre per l’approccio antropologico, inventore della pratica del “baratto” e per aver formato decine e decine di attrici e attori in diverse parti del mondo: dall’Europa al Sud America. Sansepolcro, borgo medioevale che diede i natali a Pier della Francesca e che da ventiquattro anni ospita Kilowatt, uno dei festival più effervescenti e attenti ai cambiamenti, tributerà un omaggio non convenzionale a questo importante Maestro mettendolo a confronto con alcuni dei teatranti italiani delle ultime generazioni: attrici e attori, drammaturghi e registi. Con Eugenio Barba è presente anche Julia Varley, una delle colonne storiche dell’Odin: dal 1976 è una delle figure più rappresentative del gruppo. Attrice, regista, pedagoga e autrice. Lavora nell’Ista e in The Magdalena Project, la rete internazionale dedicata al lavoro nel teatro delle donne. Si ricorda che nel dicembre del 2022 Eugenio Barba decise di lasciare, con una parte della compagnia, il centro del Nordisk Teatret Laboratorium -luogo in cui tutto iniziò – ma non Holtesbro, dove tutta ha una sua sede. E da dove Barba, assieme ai suoi piu fedeli ha lanciato una sfida al futuro in un messaggio pieno di energia e voglia di ricominciare. “La nuova casa dei vecchi sogni” così si intitolava e lanciava un prologo che era un paradigma verso il futuro. Esordiva così: “Adesso che abbiamo vinto la scommessa di restare insieme quasi tutta una vita, abbiamo bruciato la nostra casa e ci accingiamo a costruirne un’altra sempre con lo stesso nome, sempre con gli stessi sogni”. E più avanti: “Non sappiamo se alla nostra età e nella nostra epoca valga la pena di continuare. Un’ossessione ci spinge ad appartenere alla TRADIZIONE DELL’IMPOSSIBILE, la cui origine risale a Isadora Duncan e Stanislavski e di cui fanno parte Meyerhold, Vakhtangov, Brecht e Helene Weigel, Artaud, Julian Beck e Judith Malina, Atahualpa del Cioppo, Santiago Garcia e Patricia Ariza, il nostro fratello maggiore Jerzy Grotowski e le centomila tribù del Terzo Teatro”.

Il teatrante fondatore della compagnia Odin Teatret, Eugenio Barba compie novanta anni e il festival Kilowatt di Sansepolcro gli rende tributo con mostre e diversi incontri (Fotografia di Annalisa Gonnella)

Per conoscere e (ri)vedere le tappe di una formazione gloriosa che continua ancora la sua strada, dal 17 luglio e per tutta la durata del festival, si potranno visitare tra il Teatro della Misericordia e Palazzo Alberti alcune mostre. La prima è curata da Francesco Galli, “Un fotografo alla scuola dello sguardo” e racconta le ultime quattro sessioni dell’Ista- International School of Theatre Anthropology ideata da Eugenio Barba. La fotografa Annalisa Gonnella invece documenta con le foto gli allestimenti “Compassione” e “Le nuvole di Amleto”. Infine una mostra dei Manifesti dell’Odin Teatret dal 1964 ai nostri giorni.  L’omaggio a Barba e Julia Varley – che sono anche padrino e madrina di questa edizione del festival- continua con una serie di incontri e uno spettacolo. Due incontri pubblici sono previsti il 17 e il 18 luglio alle ore 16,30. Aperti a tutti e incentrati sul rapporto tra spettatori e teatro: condivisione e “baratto” di esperienze con il gruppo deiVisionari, il nucleo di cittadinanza attiva che questa edizione compie venti anni in coincidenza con i novanta di Eugenio Barba!

Sempre venerdì 17 alle 22,45, nel Chiostro di Santa Chiara “Teatro, Solitudine, Mestiere, Rivolta”. Barba e Varley qui si confrontano con tre teatranti italiani: Liv Ferracchiati, Nicola Borghesi e Licia LaneraL’eredità pesca da sola i suoi eredi” è invece l’altro rendez vous coordinato da Marco De Marinisl’indomani dalle 10 alle 13 a Palazzo Alberti con Piergiorgio Giacchè e Armando Punzo. Verrà proiettato anche il film “L’arte dell’impossibile” di Elsa Kvamme.

Domenica 19 nello stesso luogo e alla stessa ora altro appuntamento sempre coordinato da De Marinis che vede assieme, oltre a Barba e Varley anche Marco Martinelli, Ermanna Montanari e Davide Iodice.Verrà proiettato il film di Stefano Di Buduo “Zona Limite”.

Sabato 18 alle 20,10 al Teatro della Misericordia la compagnia dell’Odin Teatret mette in scena “Compassione”, regia di Eugenio Barba. Testo dello stesso Eugenio Barba e Julia Varley, protagonista del solo che porta in scena “tre storie grottesche, dolenti ed emblematiche che provengono dalla quotidianità del presente e dalle tenebre del mito, con forti connessioni con le guerre che nel presente infiammano il Medio Oriente”.

L’attrice, autrice e pedagoga dell’Odin Teatret, Julia Varley, nell’ambito dell’omaggio reso al teatrante Eugenio Barba presenterà al festival di Kilowatt lo spettacolo “Compassione”

Nuovo respiro del mondo”, questo lo slogan lanciato dai due direttori artistici Lucia Franchi e Luca Ricci che, preoccupati per lo stato attuale in cui versa il pianeta ( “…idee inquinanti, parole insostenibili… barbarie civili ed etniche…) non solo dal punto di vista climatico ma anche sociale (…”disuguaglianze in aumento: stiamo tornando pericolosamente indietro”) lanciano l’invito a cercare “un nuovo respiro” perchè il mondo è di chi vuole renderlo migliore e non è di “chi urla,di chi separa, di chi aggredisce”.

Ed ecco il programma, come solito ricco di spunti e novità da scoprire, popolato da teatranti noti e altri in crescita. Teatro, danza, musica, persino le onnipresenti performance, Kilowatt non si fa mancare nulla. C’è insomma l’imbarazzo della scelta ma è proprio questo il bello che spinge a fare lo slalom da una sala all’altra, da una compagnia all’altra. Un invito a inventarsi un itinerario. Cinquantuno spettacoli di cui la metà sono prime, anteprime e prime assolute.

17 Luglio. Si parte con una prima assoluta: “Lisa. Rapsodia di una Mente Spezzata” di Fabio Pisano con Mariangela Granelli (21.30 Chiostro di San Francesco), ispirato dalla storia di Lisa Montgomery: dagli abusi subiti da bambina all’omicidio “che ne ha segnato il destino” è “un flusso rapsodico di ricordi e visioni, sospeso nell’ultimo silenzio prima dell’addio”.

Mia zia detta Dada per andare a ballare la notte indossava zeppe tacco 25” è invece un monologo “per rivendicare identità e genealogie queer”, regia, interpretazione e drammaturgia a cura di Riccardo Iellen (primo dei nove spettacoli selezionati dai Visionari). Auditorium di Santa Chiara alle 18.

Prende il via, per un massimo di dodici spettatori per volta al Palazzo Aloigi Luzzi (da venerdì a lunedì 20) “La casa misteriosa lassù nella nebbia” a cura della coppia teatrale Cuocolo/Bosetti. “Come in una seduta spiritica, buio e silenzio accentuano l’ascolto, presenza e immaginazione”. E’ “una esperienza intima, tra luce e oscurità realtà e invisibile”. Regia di Renato Cuocolo con Roberta Bosetti (venerdì e domenica alle 19,10 e 21,30; Sabato e Lunedì alle 18,10, 19,10 e 21,30).

“La casa misteriosa lassù nella foresta” è il titolo dello spettacolo che il duo formato da Renato Cuocolo e Roberta Bosetti presenta per quattro giorni di segiuito a Sansepolcro per dodici spettatori alla volta

Portrait” è lo spettacolo di danza de La Pieuvre e Rebecca Journo (Francia) al Teatro della Misericordia, ore 20,10. Quattro figure giocano con la propria immagine come davanti a uno specchio. “Ispirato alle opere di Cindy Sherman, Francesca Woodman e Amedeo Modigliani, questa serie di ritratti in movimento invita a viaggiare tra istante ed eternità, tra bellezza e inquietudine”.

18 Luglio. “Un po’ meno fantasma” è lo spettacolo di Kronoteatro scritto da Francesca Sarteanesi con Tommaso Bianco. E’ la storia di “una sensibilità fuori scala che abita il mondo con forza e delicatezza” (Auditorium di Santa Chiaram ore 17. Selezionato dai Visionari).

Primo spettacolo di danza urbana nella piazza di Torre di Berta alle 18,15. La propongono Laura Beschi e Alessio Scandale, un duo coreografico italiano con base a Berlino; “Room with a view” , “Tra un divano e uno schermo acceso, immagini, notizie e risate si sovrappongono. Due corpi attraversano questo flusso oscillando tra ironia e vulnerabilità, evocando il ritmo scatenato dei varietà anni Novanta e la frenesia dell’informazione contemporanea”. Ancora danza nel Chiostro di San Francesco (21,30). Di scena i francesi Simon Le Borgne e Ulysse Zangs in “Ad Libitum”, Tra danza e musica dal vivo costruiscono “un dialogo fisico fatto di sintonie, scarti ed energia condivisa, in un ciclo che rinnova il desiderio di creare e di esporsi”.

Nel Chiostro di Santa Chiara (ore 22,45) spettacolo di circo con la compagnia Blucinque in “Heroes” . Tra danza, teatro fisico e arti circensi, corpi sospesi tra terra e aria attraversano visioni poetiche accompagnate dalla musica dal vivo.

Una scena dallo spettacolo “Heroes” proposto a Kilowatt dalla compagnia Blucinque che dal vivo usano teatro fisico, danza e arti circensi accompagnati dalla musica dal vivo (Fotografia di Andrea Macchia)

19 Luglio. “Lettere all’aldilà. Qualcosa di vivo” di e con Yuri Casagrande Conti e con Salvatore Aronica e Francesca Zigiotti, un “lavoro che attraversa lutto, religiosità emotiva per riscoprire il desiderio di vivere”. Auditorium di Santa Chiara, ore 17. Dramaturg è Daniele Turconi. Scene di Valeria Desa. Testo e regia di Yuri Casagrande.

Piazza Torre di Berta (ore 18,30) appuntamento con la danza urbana di Elia Pangaro e Alexander de Vries (Olanda) in “Amoebas”. Slanci, collisioni e mutazioni continue “punteggiano un dialogo fisico fatto di equilibrio precario e intimità: l’identità dei due protagonisti si costruisce e si dissolve davanti agli occhi dello spettatore, come un organismo in costante metamorfosi”.

Kamikaze- Spero vada meglio dell’ultima volta” è il titolo dello spettacolo di e con Giulio Santolini in scena con Daniele Boccardi, dramaturg Lorenza Guerrini. “Tra gioco e tensione, il confine si incrina, le certezze vacillano. Ci si scopre complici, giudici, forse persino responsabili”. Teatro alla Misericordia alle 20,10. (Spettacolo selezionato dai Visionari)

La compagnia internazionale CocoonDance Company (Usa/Germania e Svizzera) al Chiostro di San Francesco (ore 21,40) è la protagonista di “Momentum #2”, dove “danzatori e pubblico condividono “uno spazio di energia ipnotica, dove piccoli gesti diventano vortici di movimento”.

Si chiude al Chiostro di Santa Chiara (ore 22,35) con “La futura Classe dirigente” di Caterina Marino con la presenza in scena di Federico Brugnone, Sara Mafodda e Daniele Paoloni. Una “riflessione che nasce dalla raccolta di pensieri di un gruppo di bambini su potere, crisi climatica e futuro incerto”.

20 Luglio. “L’essenziale è invisibile agli occhi” è lo studio proposto alle 17 nell’Auditorium di Santa Chiara dalla coreografa e interprete Claudia Catarzi che propone un percorso tra danza, ceramica e video in cui “Piccole figure antropomorfe guidano lo sguardo e attivano l’immaginazione, aprendo uno spazio in cui il movimento è trasformazione. Ne emerge una riflessione sensibile sul nostro modo di stare al mondo: ogni posizione è una scelta, ogni gesto un atto di consapevolezza”.

Caterina Marino in “La futura Classe dirigente” di scena a Sansepolcro (Fotografia di Manuela Giusto). In apertura di pagina la fotografia di Cocoon Dance Company nella performance “Momentum #2”

Geometria del chiasso” , alle 18,10 in piazza Torre di Berta, è la performance di danza urbana della coreografa Camilla Montesi con Noemi Piva prodotta da Scenario Pubblico e Zappalà Dance, in cui  “elastici e suono delimitano lo spazio tra ordine e caos” (Selezione dei Visionari).

All’Oratorio di Santa Maria delle Grazie (ore 18,40) va in scena “Per Favore non Riccardo III” con Giammarco Pignatiello, autore anche della regia, Benedetta Pigoni insieme al performer e attivista digitale affetto da atrofia muscolare spinale Cristian Viscione. “Tra ironia, linguaggi digitali e oggetti di cura che si fanno azione scenica, la performance riscrive le regole della rappresentazione e mette in crisi l’idea stessa di forza, comando e normalità”.

Cento anni dopo la sua vittoria sul ring, il pugile italo-congolese Leone Jacovacci torna a parlare alle nuove generazioni di italiani nello studio di Cubo Teatro “Leo. L’unica arte è un pugno”. Una vita “segnata da guerre, abbandoni e razzismo, diventa simbolo di identità, ricordo e resistenza”. Teatro alla Misericordia, ore 20,15.

Il coreografo Michele Rizzo è l’autore e interprete dello studio “Allegro” interpretato da Emiel Vandenberghe, Shih Ping Lin, Samuel Pereira e dove “tre danzatori di formazione classica si muovono dentro un ritmo che non appartiene loro: preciso, martellante, irresistibile. La disciplina incontra l’energia della techno, il controllo si misura con l’abbandono…” Chiostro di San Francesco ore 21,50.

La compagnia Parini Secondo associata del Piccolo Teatro di Milano nel Chiostro di Santa Chiara (ore 22,40) presenta “Malia, studio sull’incanto” di e con Sissj Bassani, Camilla Neri, Martina Piazzi, Francesca Pizzagalli. “Trance, black metal e corpi in movimento. Un incantesimo corporeo avvolge interpreti e spettatori. Una danza ipnotica trasforma il tempo, la presenza e la percezione in pura fascinazione”.

Una immagine insolita della compagnia Parini Secondo, compagnia associata al Piccolo di Milano di scena a Kilowatt con lo spettacolo teatrale “Malìa, studio sull’incanto” (Fotografia di PierPaolo Zimmermman)

21 Luglio.

La giornata si apre con una performance digitale alle 17,15 nell’Auditoriun di Santa Chiara. E’ “Dynamism of a dog on a leash” degli spagnoli Irene Molina, autrice della regia e Paco Ladròn de Guevara interprete, che mettono in scena l’incontro tra un uomo e un cane robot. Performance digitale anche alla Caserma Archeologica (ingresso ogni 30 minuti a partire dalle 17 e fino alle 20,30). Liv Vesterskov, Sara Topsoe-Jensen e Sarah John in “The Garden says” dissolvono i confini tra naturale e digitale in un giardino digitale.

Una installazione digitale è allestita al Palazzo Pretorio (ingresso ogni 30 minuti dalle 17 alle 20,30). E’ “Sky without space” curata da Jasna Hribernik, Zaia Lia Lenardic e Tomaz Simnovec. In questo caso è “un’esperienza immersiva che invita a interrogarsi su ciò che perdiamo quando il progresso sfugge allo sguardo e sulle responsabilità verso un cielo che non appartiene più solo alle stelle”.

Ancora una performance digitale alle 18,15 e 19,15 (in replica anche l’indomani) : è “Spooky Internet Storie-per non dormire.Buonanotte” a cura di Mara Oscar Cassiani dedicato al “folklore antico e paure contemporanee nell’era dell’iperconnessione”.

Alle 21 in piazza Torre di Berta (ore 18,10) appuntamento con la danza urbana dello spagnolo Alberto Velasco in “Mover Montañas”.

Al teatro alla Misericordia (ore 20,10) Les Moustaches.compagnia teatrale under 30 di Bergamo mette in scena lo spettacolo “La Fame- la parabola dell’uomo che fece tutto per amore”. Testo, regia e interpretazione di Alberto Fumagalli, regia di Ludovica D’Auria con Chiara Liotta (Selezione dei Visionari)

Nel Chiostro di San Francesco (21,35) il gruppo di Ravenna, Nanou, presenta la performance digitale“Camera 404. Overlook Hotel”. Coreografia di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci.

Performance digitale per un massimo di otto spettatori per volta (Giardino del Teatro alla Misericordia (21,30, 22 e 22,40) è “Reawakening the dark” del belga Kevin Trappeniers (in replica anche l’indomani). Chiudono la giornata Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri in “Scemi del villaggio” al Chiostro di Santa Chiara alle 22,25.

Il 21 luglio è giornata ad alta intensità di performance digitali. Liv Vesterskov, Sara Topsoe-Jensen e Sarah John in “The Garden says” dissolvono i confini tra naturale e digitale in un giardino digitale.

22 Luglio.

Si apre con una performance digitale di Noemi Vasileiadou, “Spin” all’Auditorium Santa Chiara (ore 17). Gaetano Palermo e Michele Petrosino portano in scena la loro danza urbana di “Fuga BWV 565” alle 18,10 in Piazza Torre di Berta.

Dalla Francia arriva il Collectif Melted Milk guidato dal coreografo Andrea Givanoviych con “Untitled (Some Faggy Gestures)”: “il corpo come resistenza, il gesto come affermazione”. (Teatro alla Misericordia ore 20,15). Delos. birthplace of light” è una performance digitale a cura di Christina Chatzmichalidou (Chiostro di San Francesco, ore 21,20).

Evoè Teatro, selezionato dai Visionari, presenta “Flyover Country”, uno sguardo critico sull’America di J.D.Vance e sulle sue fratture. Il testo è di Riccardo Tabilio, la regia di Silvio Peroni. Con Alice Conti, Gabriele Matté, Emanuele Cerra. (Chiostro Santa Chiara ore 22,10).

23 Luglio.

Chiara Arrigoni e Ivonne Capece presentano “Seg men tar si. Disintegrazione dell’umano”. Una giovane donna vende “parti di sé, sostituendole con protesi clandestine, per pagarsi gli studi. Tutto avviene con calma, precisione, quasi con dolcezza: la parola diventa bisturi e la mutazione sembra inevitabile”. In scena Stefano Carenza, Silvia Di Cesare, Ion Donà, Pasquale Montemurro. Regia di Ivonne Capece, drammaturgia di Chiara Arrigoni. Auditorium Santa Chiara ore 17. Bombox Squad mette in scena lo spettacolo di danza urbana “Loop Box”. Coreografia di Mattia Quintavalle Sly. Danzano: Giacomo Turati, Pietro Fiorenza, Aurora Fregoni(Piazza Torre di Berta, ore 18,15). Danza anche al Teatro alla Misericordia (ore 20,15). Protagonista il coreografo Angelo Petracca con Verdiana Gelao in “Kittens”.

Les Moustaches, compagnia teatrale under 30 di Bergamo mette in scena al festival di Sansepolcro lo spettacolo “La Fame”, regia di Ludovica D’Auria e Chiara Liotta (Fotografia di Serena Pea)

Ultimi Fuochi Teatro, tutti i giorni dal 23 al 25 luglio (ore 20,15, 21,30 e 23) a partire da Palazzo Pretorio per un massimo di quattro spettatori per volta mettono in scena “Non una voce, spettacolo in auto e a piedi”. ideazione Alessandra Crocco, Alessandro Miele; drammaturgia Alessandra Crocco, Roberto Magnani, Alessandro Miele autore anche della regia. Con Roberto Magnani. “In un contesto post-apocalittico, la desolazione umana lascia spazio solo a oggetti, piante e animali. Gli spettatori, a bordo di un’auto, sono chiamati a un gioco di immaginazione: pensarsi testimoni della sparizione del genere umano”.

Chiostro San Francesco. Alle 21,30 va in scena “Tacet”, drammaturgia di Jacopo Giacomoni, regia di Silvia Costa. Con Silvia Costa, Jacopo Giacomoni, Gaia Ginevra Giorgi, Dylan Guzowski, Elena Rivoltini, Matto Zoppi. “…Non esistono scene, costumi o quinte, solo strumenti e metronomi che sondano il tempo come esperienza condivisa).

Si chiude con la danza del Gruppo Voluptas alle 22,45 nel Chiostro di Santa Chiara con “Sex.Exe” coreografia di Pablo Ezequiel Rizzo. Con Alessandra Cozzi, Elena Della Manna, Eleonora Gambini.

Dal 23 al 25 luglio a Sansepolcro va in scena “Non Una voce” spettacolo in auto e a piedi”. ideazione Alessandra Crocco, Alessandro Miele autore anche della regia. Con Roberto Magnani (Fotografia di Gabriele Albergo)

24 Luglio

Due sorellastre crescono tra Milano e Napoli in ambienti segnati da violenza e silenzi: una bulimica, l’altra affamata d’amore. Come unico compagno, un frigorifero parlante, custode di un segreto indicibile.. E’ il cuore di “Rigetto” regia, drammaturgia, scene e luci a cura di Dino Lopardo. Con Angela Ciaburri e Claudia A. Marsicano (Auditorium Santa Chiara, ore 17).

Danza urbana in Piazza Torre di Berta (ore 18,20). Di scena Riccardo Simone autore e Laura Chieffo in “Everybody has a fate/out”.

Il vantaggio dei più ricchi si poggia da sempre sullo sfruttamento dei più poveri: almeno in Mesopotamia e nell’antico Egitto ogni tanto facevano un giubileo che azzerava i debiti di ognuno. Qui, da noi, oggi, l’unico modo per farsi ascoltare sembra il sequestro della moglie di un personaggio noto e importante, e della sua governante lettone.” Questa la chiave per leggere “Bandiera”, il nuovo testo a cura di Lucia Franchi e Luca Ricci di cui va in scena per Capotrave uno studio al Teatro alla Misericordia (ore 20,10). Sul palco: Antonella Attili, Giancarlo Commare, Ania Rizzi Bogdan. Regia di Luca Ricci.

Il Collettivo Giulio e Jari presentano lo spettacolo di danza “Elysium” con Jari Boldrini, Sofia Galvan, Chiara Montalbani, Giulio Petrucci (Chiostro San Francesco, alle 21,45).

Danza anche al Chiostro Santa Chiar (22,50) con Yoyo Performing Arts, Ivona, Tyche/Michele Ifigenia in “Your Tactile Identity”.Danzano: Emma Zani, Roberto Doveri, Pablo Girolami, Guilherme Leal, Federica D’Aversa.

Le attrici Angela Ciaburri e Claudia A. Marsicano sono le due interpreti dello spettacolo teatrale “Rigetto” scritto e messo in scena da Dino Lopardo che ne ha anche curato le scene, le luci e la regia,

25 Luglio.

Perfect Days” è il titolo dell’allestimento del Teatro Da Bar che apre l’ultima giornata di Kilowatt nell’Auditorium di Santa Chiara (ore 17). Nella provincia veneta più remota, Leone, il gestore di una stazione di servizio aperta 24 ore su 24 controlla un piccolo universo fatto di solitudini, alcol e dipendenze, dove ogni notte gli stessi personaggi tornano a orbitare come pianeti senza uscita….”. Drammaturgia di Nicolò Sordo ed Enrico Ferrari, regia di Enoch Marella. Con Enrico Ferrari, Michele Lonardi, Nicolò Sordo, guest Marta Marrella, Matteo Mengon.

Danza urbana alle 18,15 nella consueta Piazza Torre di Berta (ore 18,15) Lost Movement presenta “MusicALL”. Coreografia di Nicolò Abbattista. In scena: Alessandro Bonacina, Arianna Cunsolo, Enrico Luly, Francesca Lastella, Nicoletta Bellazzi.

Danza anche al Teatro alla Misericordia (ore 20,15) con il solo del coreografo e danzatore Vittorio Porcelli, “Violetto Bellosguardo”. Ispirato a “La fabbrica di cioccolato”, il lavoro rilegge “al maschile la figura iconica di Violet Beauregarde, trascinandola in una traiettoria di eccesso e caduta. Attraverso gesto, voce e movimento, il corpo si deforma in un universo tragicomico e spietato”.

Il duo svizzero formato da Igor Cardellini e Tomas Gonzalez mettono in scena “2100”, un “viaggio fisico e visivo dentro un mondo che si costruisce mentre crolla”, (Chiostro San Francesco, ore 21,10).

Ultimo spettacolo del festival è la danza di “Echo Chambers – un amore senza fine” di Vittorio Pagani interpretata da Francesca Santamaria e Rafael Candela. Attraverso danza, parola, proiezioni e campionamenti, eventi storici e iconici vengono trasformati in “un dispositivo scenico che mette in luce le tensioni tra successo, rovina e finzione, mostrando come l’applaudire possa incoronare, distruggere o sovvertire il senso stesso della performance”. (Chiostro di Santa Chiara, 22,35).

Una scena da “Perfect Days” del Teatro da Bar, Lo spettacolo fotografa un piccolo universo fatt di alcol, solitudini e dipendenze. La regia è di Enoch Marella. L’allestimento apre l’ultima giornata del festival Kilowatt.
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