Teatro
Teatro, “Opera aperta” da Theodoros Terzopoulos a Pascal Rambert
L’Ert dà il via alle stagioni di Modena, Cesena, Castelfranco Emilia, Vignola e Bologna. Un programma fitto di prime, produzioni, riprese della scena contemporanea, da Deflorian a Kepler-452, da Latella a Popolizio, Una rassegna di danza “Infinita”. E c’è anche Carolyn Carlson
MODENA _ Cinque città per un’ ”Opera Aperta”. Come è tradizione ormai, l‘Ert, la Fondazione Emilia Romagna teatro mostra in apertura di stagione i suoi “gioielli”, cioè gli spettacoli prodotti dall’Ert stesso attualmente sotto la guida di Natalia Di Iorio, direttrice generale ed Elena Di Gioia alla direzione artistica in tre luoghi abitati da tempo dalla Fondazione e centri nevralgici di una delle migliori programmazioni della scena contemporanea in Italia. Sono appunto Modena, Bologna e Cesena, mentre gli altri due luoghi gestiti direttamente sono Vignola e Castelfranco Emilia, anche questi titolari di stagioni di tutto rispetto. Stavolta si è scelto, nel titolo, di omaggiare la memoria di Umberto Eco, maitre a penser indimenticabile, nonché fine studioso e scrittore straordinario. “Opera aperta” quindi come omaggio all’intellettuale, a dieci anni dalla sua scomparsa che è anche “una dichiarazione di poetica ispirata al suo saggio pionieristico del 1962: l’idea di un’opera capace di accogliere sguardi e possibilità differenti in dialogo con il proprio tempo”. E questo avverrà appunto in modo contemporaneo a Modena, Bologna e Cesena in quattro diversi teatri con altrettante produzioni sceniche differenti in nome e conto di “una progettualità sempre più aperta al confronto tra linguaggi, generazioni e territori”. E a proprio a Modena questa scelta vale doppio perchè viene finalmente inaugurata la sala grande del Teatro delle Passioni chiudendo di fatto il percorso di restauro e riqualificazione dello spazio ex Enel intrapreso tre anni fa dal Comune modenese. Un nuovo teatro per la città che nel suo nome porta il ricordo del compianto teatrante belga Thierry Salmon e del suo spettacolo, “Des Passions”, che ha segnato in modo profondo proprio la storia di Emilia Romagna Teatro. Qui il 23 ottobre si terrà la prima assoluta di “Viaggio a Hong Kong” di Pascal Rambert, protagonista il grande attore Sandro Lombardi (repliche sino al 1 novembre). Sempre a Modena, nello storico Teatro Storti, al centro della città, il giorno prima si alzerà il sipario per “Le Baccanti” di Euripide con la regia del maestro greco Theodoros Terzopoulos, per la prima volta allestito al chiuso dopo le rappresentazioni a Pompei e Ostia antica (fino al 25 ottobre). Daria Deflorian debutta il 22 ottobre all’Arena del Sole di Bologna con il suo nuovo spettacolo “Che dolore terribile è l’amore” -tratto dal romanzo del Premio Nobel Han Kang ,“Non dico addio”– dopo la prima al festival di Avignone (si replica fino al 25). Infine Cesena. Nella città romagnola, al Teatro Bonci va in scena “Gone” nuovo lavoro della compagnia bolognese Kepler-452, in collaborazione con nove attrici e attori del Teatro di Tbilisi in Georgia, dove è stato presentato per la prima volta la scorsa primavera.

Pensato appositamente per un attore come Sandro Lombardi, teatrante di forte sensibilità che ha attraversato il contemporaneo sempre a livelli alti è “Viaggio a Hong Kong” che il 23 ottobre inaugura la Sala Grande del Teatro delle Passioni di Modena. L’allestimento è a cura del regista e autore francese Pascal Rambert ed è “un intenso monologo sull’amore, sull’assenza e sulla solitudine che intreccia dimensione intima e riflessione universale, confermando la cifra poetica e profondamente umana della scrittura di Rambert, costruita intorno alla centralità dell’attore e della parola scenica”.
«Tutto è cominciato – scrive Pascal Rambert – con un viaggio di lavoro a Hong Kong: soggiornavo al trentesimo piano di un hotel e ho immaginato questo scrittore anziano, appena premiato, che dopo la morte dell’amata moglie decide di riordinare le sue cose e sparire silenziosamente. È una di quelle storie d’amore in cui le coppie sono legate incondizionatamente, dormono insieme per cinquant’anni fino a non essere più in grado di farlo da sole, cercano nel letto tracce dell’altro quando non c’è più, ripercorrono il filo dei ricordi per ritrovarsi…”
Proprio a Modena, al Teatro Storchi, così racconta Sandro Lombardi “ho visto per la prima volta un bellissimo spettacolo di Pascal Rambert: “Sorelle”. Non immaginavo che poco dopo Pascal mi avrebbe coinvolto in due altri suoi lavori: “Prima e Durante”, che sono stati l’occasione per entrare in contatto con un artista assolutamente speciale, che riesce a versare nei suoi testi la vita, il pensiero, i sentimenti -il tutto attraverso una conoscenza quasi medianica dell’attore- professionista e essere umano – su cui riversa una grande intelligenza scenica e un atteggiamento amoroso e protettivo”.
Sempre a Modena il maestro del teatro contemporaneo, al Teatro Storchi TheodorosTerzopoulos. Torna al testo di Euripide, “Le Baccanti”, nella traduzione di Edoardo Sanguineti proponendo nello spettacolo prodotto da Ert, Teatro di Roma e Attis Theatre Company “una rilettura contemporanea della tragedia euripidea, sorgente inesauribile da cui continuano a emergere nuove domande sul corpo, sul potere e sulla crisi della città”. In scena un cast di alto livello formato da: Roberto Latini (Dioniso), Alvia Reale (Agave), Enzo Vetrano (Cadmo), Stefano Randisi (Tiresia), Marco Cacciola (Penteo), Paolo Musio (Corifeo), Gemma Carbone (Corifea), Giulio Germano Cervi (Primo Messaggero), Rocco Ancarola (Secondo Messaggero) e un coro di dodici giovani interpreti. Martedì 20 alle ore 18 nel Ridotto del Teatro Storchi il regista greco sarà protagonista di una lectio magistralis introdotto dalla direttrice artistica Elena Di Gioia.

«Baccanti è una tragedia emblematica per la mia visione teatrale – scrive Terzopoulos nelle sue note – è di estrema importanza proporre Baccanti in questo momento, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato, partito da Tmolos tremila anni fa, ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente, per finire, oggi, nel mar Mediterraneo, sulle coste di Creta o Lampedusa. Il suo tragitto ci ricorda che l’arte del teatro è un viaggio infinito, percorso da persone in fuga, in continua trasformazione, che il Male si può mascherare da Merito e viceversa, e che l’enigma della morte racchiude una prospettiva di vita; ci ricorda che la Parola è Terra, che la Conoscenza è Consapevolezza, la Passione è Negazione e l’Armonia è la sua Contraddizione. Dioniso sale sul palco e ci invita a rompere, insieme, lo specchio del narcisismo, lasciando che i suoi frammenti diano vita a una nuova immagine…”
All’Arena del Sole di Bologna è quindi di scena dal 22 al 25 ottobre “Che dolore terribile è l’amore” di Daria Deflorian, una coproduzione di Ert, Teatro di Roma, Piccolo Teatro di Milano, Festival d’Avignone e Theatre Garonne di Tolosa. Dopo “La vegetariana” che debuttò dieci anni fa proprio all’Arena del Sole, Deflorian torna a confrontarsi con la scrittrice sudcoreana Premio Nobel Han Kang che affronta una delle pagine più terribili della storia del suo Paese: la sanguinosa repressione della rivolta di Jeju del 1948. In scena Monica Piseddu e Maria Grazia Mandruzzato. Attraverso la ricerca di una persona cara durata tutta una vita, la vicenda “esplora i modi in cui la natura brutale e totalizzante della violenza appiattisce ogni individualità, ma anche come una tenace speranza riesca a salvare una singola persona caduta nel dimenticatoio, toccando e illuminando le vite di altre vittime. Un “archivio d’amore”, come avrebbe detto il filosofo Didi-Huberman, in cui la sopravvivenza passa attraverso immagini fragili, interrotte, prossime alla scomparsa. E tuttavia, ostinatamente presenti. Dentro e fuori dal romanzo, in scena, attraverso tre figure, i due rapporti essenziali di questa resistenza affettiva: l’amicizia tra le due protagoniste e l’amore travagliato e non scontato tra madre e figlia”.

Altra prima nazionale è quella in programma al Teatro Bonci di Cesena dove il 23 e 24 ottobre va in scena “Gone” a cura del bolognese Kepler -452, coprodotto da Ert e Lepi Mikheil Tumanishvili Film Actors Professional State Theatre. Lo spettacolo è nato dall’incontro di Enrico Baraldi e Nicola Borghesi con un gruppo di teatranti di Tiblisi, in un momento particolare determinato dal numero altissimo di giovani che stanno lasciando il Paese insieme all’autore Riccardo Tabilio, ha costruito “uno spettacolo documentario basato sulle biografie degli interpreti e su interviste a chi è partito, a chi è rimasto, a chi è stato costretto a tornare, mettendo a nudo le contraddizioni, i paradossi, i desideri e i legami che si spezzano quando qualcuno parte. Lo spettacolo è in lingua georgiana con sovratitoli in italiano”.
“Gone” è “Una raccolta di storie vere, un album di istantanee, di assenze e di resistenze, in cui risuonano le domande: perché andarsene? Come accettare di essere per tutta la vita degli stranieri? Con che cuore invece restare quando tutto intorno a sé dice che andrà sempre peggio? Evocando un immaginario e spettrale aeroporto, artiste e artisti portano in scena le proprie storie, i dubbi, la fatica e la lotta. “Gone” mette a nudo le contraddizioni e i paradossi di chi va e di chi resta, le aspettative, i desideri, i rancori, i legami che si spezzano quando qualcuno parte”.
A Vignola l’apertura di stagione è programmata per l’8 novembre con gli Oblivion. Al Teatro Fabbri in prima assoluta è infatti atteso “Win for Life” nuovo musical di Giorgio Gallione, con al centro la storia di una collaboratrice domestica dell’Europa dell’Est, Mila, che vede improvvisamente la sua vita cambiare il giorno che uno sconosciuto le offre ottomila euro al giorno e per sempre. Il Teatro Fabbri oltre agli Oblivion accoglierà come luogo di residenza “Bancal” diretto da Federico Tiezzi con Virginia Raffaele. Lo spettacolo “mette in scena il circo sgangherato e poetico dell’artista che diventa metafora comica e tenera del nostro tentativo di restare in equilibrio”. In arrivo anche Lella Costa con “Se non posso ballare…non è la mia rivoluzione”, i Babilonia Teatri con “Abracadabra”, Muta Imago con Iaia Forte e Massimo Verdastro in “Viale del tramonto”. E poi “Stato contro Nolan” di Stefano Massini, regia di Alessandro Gassmann con Daniele Russo. L’Ert organizza anche un servizio navette per due spettacoli in abbonamento a Modena (“Il delirio del particolare” di Vitaliano Trevisan con Maria Paiato, regia di Giorgio Sangati) e Bologna (“Titizè-A Venetian dream” della compagnia Finzi Pasca). Domenica speciale anche a Cesena il 31 marzo per assistere a “Il berretto a sonagli” di Pirandello con in scena Silvio Orlandi al Teatro Bonci).

“Opera aperta” a Castelfranco Emilia, nel Teatro Dadà propone 10 spettacoli, due coproduzioni e otto ospitalità. Il via il 6 novembre con “Mbira”ideato e diretto da Roberto Castello per Aldes. Il lavoro intreccia danza e musica dal vivo, “uno spettacolo festoso e travolgente in cui le sonorità africane eseguite dal vivo danno vita a un lavoro tra ritmo, oralità e festa condivisa”. Enzo Decaro e Ánema omaggeranno Renato Carosone in “Renatissimo”, mentre Tindaro Granata metterà in scena il bellissimo “Vorrei una voce” costruito sulle canzoni di Mina. I Sotterraneo presenteranno il loro “Il fuoco era la cura” ispirato al “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, Gabriele Russo affronta “Finale di partita” di Beckett mentre Giampiero Borgia dirige “Medea, 10 anni di strada” di Fabrizio Sinisi ed Elena Cotugno.Chiude Alessandro Bergonzoni con “Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)”.
Anche a Castelfranco Emilia come a Vignola l’Ert organizza delle speciali navette per assistere in abbonamento a due spettacoli programmati a Modena (“La pazzia di Re Giorgio”di Alan Bennett con la regia di Massimo Popolizio) e Bologna (“Titizè-A Venetian dream” della compagnia Finzi Pasca).
Modena
Tra il Teatro Storchi e Teatro delle Passioni sono programmati 39 spettacoli di cui 17 fra produzioni e coproduzioni (6 prime assolute e 1 prima italiana) e 22 ospitalità, in scena da ottobre a maggio. Oltre Terzopoulos e Rambert sono previste le produzioni de “La pazzia di Re Giorgio” di Alan Bennett, diretto e interpretato da Massimo Popolizio; “Il cappotto di Gogol” diretto e interpretato da Fausto Rossi Alesi; “Il delirio del particolare” di Vitaliano Trevisan con Maria Paiato, regia di Giorgio Sangati, “John e Joe” di Agota Kristòf, interprete e regia di Manuela Mandracchia e Alvia Reale; “Cinema Cielo” riallestito da Danio Manfredini. Debutti e coproduzioni: “Homo Sapiens” di Mariano Dannacco e Serena Balivo, “Nuda preghiera” di Emilio Rentocchini con Angela Malfitano e Paolo Musio diretti da Michelangelo Campanale; “Notturno264” dell’esordiente Anita Pomario; “Abisso e Potere. Macbeth in forma di Danza Tragica” del Teatro dei Venti, nato da un percorso condiviso tra attori detenuti, professionisti e allievi della Compagnia, e “Sette Opere – Primo quadro” di Davide Iodice, il progetto ispirato dalle Sette opere di misericordia di Caravaggio. Niccolò Fettarappa presenta “Orgasmo, Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso”, mentre per i 25 anni di attività gli attori di Arte e Salute vanno in scena con “Lazin’on a sunny afternoon”, regia di Nicola Berti.

Ospitalità. Sonia Bergamasco interpreta “Oscar” di Antonio Latella; “Orlando Forioso” nell’adattamento di Davide Livermore con, tra gli altri, Anna Della Rosa e Laura Marinoni; ”Una delle ultime sere di Carnovale” con Natalino Balasso e Milva Marigliano, regia di Valerio Binasco; l’ultima opera di Pirandello”Non si sa come” vedePaolo Valerio dirigere Franco Branciaroli; Luca De Fusco affronta la regia del capolavoro eduardiano “Sabato, domenica, lunedì”; Andrea Renzi dirige invece “La vasca” diFranco Marcoaldi con Anna Bonaiuto; il dittico “L’ultimo nastro di Krapp”di Beckett e“Press conference” di Pinter vedono in scena Renato Carpentieri diretto da Roberto Andò; Stefano Massini è interprete e regista de “Lo Zar” e “Donna non rieducabile”sull’assassino di Anna Politkovskaja con Ottavia Piccolo; Massimiliano Civica presenta“Quinto: non uccidere” e lacasadargilla allestisce “Escaped Alone” di Caryl Churchill.A maggio è attesa la prima di “Alaska. Uno spettacolo teatrale sulla ricerca della felicità in un mondo violento” , spettacolo-manifesto del Mariupol Theatre of Ukraine in Exile e “Reminiscencia” del drammaturgo, regista e performer cileno Malicho Vaca Valenzuela. C’è anche il teatro musicale: quello di Peppe Servillo e il Solis String Quartet in “Caronosamente” e la Compagnia Corrado Abbati in “Il Pippistrello. Operetta di Johan Strauss”; Alessandro Serra presenta “Il principe Mezzanotte”.
Danza. Da ottobre a maggio è in programma la nuova rassegna “Infìnita – paesaggi della danza”, che a novembre ospita il focus “Istantedanza – Corpi, trasmissioni, visioni del presente” in un intenso weekend dal 27 al 29 novembre: in calendario CollettivO CineticO, che porta in scena lo storico spettacolo “<age> celebre performance ideata da Francesca Pennini, Gruppo Ibrido / Artemis Danza in “AiAiAi Pinocchio!” rilettura di Collodi nell’era dell’intelligenza artificiale. Per i 30 anni di attività Michele Abbondanza eAntonella Bertoni si affidano alla regia del duo Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi in “Replica”. Due anteprime: “L’albero dei corvi [solo version]” di Fabrizio Favale e “27 (Opera postuma)”, presentato insieme a “Superstella”di Vittorio Pagani. La programmazione di “Infìnita” riprende a marzo con Virgilio Sieni in “Ma a che serve la luce? / Le ceneri di Gramsci” e il dittico di Marco D’Agostin che presenta “First Love” e“Best Regards”. Infine due esiti dei corsi della scuola di teatro “Iolanda Gazzerro”: la mise en espace “La luce che taglia” curata da Davide Iodice e “House of Play Triage- Emergenze drammaturgiche” de lacasadargilla.

Bologna
Nel capoluogo regionale dell’Emilia Romagna, nei teatri dell’Arena del Sole e il Teatro delle Moline sono previsti in questa stagione 51 titoli che comprendono 9 produzioni, 9coproduzioni, 33 ospitalità; 8 debutti, 3 prime nazionali, 3 anteprime, in scena da ottobre a maggio. A seguire l’apertura nel segno di Daria Deflorian sono in programma: Lino Guanciale con “Il Mago di Redonda – Alle origini dell’anima giocosa di Umberto Eco”, un viaggio narrativo su “Eco prima di diventare Eco”, e il regista e drammaturgo francese Pascal Rambert con “Viaggio a Hong Kong” scritto per Sandro Lombardi. Tra i grandi maestri spicca il nome di Theodoros Terzopoulos che presenta “Le Baccanti” ; Romeo Castellucci con “Faust. Fatto, non detto”; Armando Punzo con l’ultimo spettacolo della Compagnia della Fortezza del carcere di Volterra, “Cenerentola”. E ancora alcuni dei nomi più noti tra teatro e cinema come Silvio Orlando, Concita De Gregorio, Luca Zingaretti, Valerio Aprea, Ascanio Celestini.
La Stagione ospita importanti anniversari artistici: i 50 anni di carriera della compagnia Vetrano/Randisi con “Woyzek -Uno studio”; i 40 del duo Rezza/Mastrella con due storici spettacoli; i 30 anni di Teatrino Giullare con due significativi lavori e una serata di festa dedicata alle poesie di Vittorio Franceschi, che compie 90 anni a ottobre 2026.
Altri teatranti in programma sono Alessandro Serra con “Il Principe Mezzanotte”; Fanny & Alexander al debutto con “April”; Pietro Babina con Federica Rosellini in “4:48 Psychosis” di Sarah Kane e Ateliersi con “Taci, anzi parla. Diario di una femminista 1972-1977” dalle pagine di Carla Lonzi. Le riprese delle produzioni ERT “Lemnos” diGiorgina Pi e “Bestemmia” di Teatro Valdoca; e poi Leonardo Manzan con “La Festa”; Arte e Salute con il ritorno in scena di Vito nel debutto di “Così è se vi pare”, diretto da Nanni Garella. Per l’appuntamento di Capodanno, lo spettacolo “Titizé – A Venetian Dream” della compagnia Finzi Pasca, all’Arena del Sole per tre sere dal 29 al 31 dicembre.

Omaggi: Il primo è ad Enzo Moscato scomparso due anni fa con allestimento di tre titoli:“Non posso narrare la mia vita”, regia di Roberto Andò, protagonista Lino Musella;“Scannasurice” diretto da Carlo Cerciello con Imma Villa; e “S-ENZ” di Giovanni Ludeno con le musiche di Paolo Polcari/Almanegretta.
Nella primavera del 2027 è dedicato un focus a Giuliano Scabia, con l’obiettivo di restituire la vitalità e l’attualità della sua eredità artistica. Tra le iniziative prevista anche una lettura teatrale dell’inedito “Commedia di matti assassini”. Inoltre prenderà corpo un progetto dedicato a Leo de Berardinis, in dialogo con Carola de Berardinis.
Danza. Anche a Bologna come a Modena prende avvio, da ottobre a maggio la rassegna “Infìnita-paesaggi della danza”, che a novembre ospita il focus “Istantedanza – Corpi, trasmissioni, visioni del presente” quest’anno sinergia culturale con la Catalogna con quattro lavori: la pluripremiata coreografa e danzatrice Núria Guiu Sagarra e il duo formato da Aurora Bauzà e Pere Jou. In calendario, tra i nomi internazionali, spiccano i nomi di Carolyn Carlson con “Poteri event”, accompagnata dal musicista Paki Zennaro e le letture di Sara Simeoni il 27 novembre al Mast auditorium e il coreografo inglese Ben Duke e la sua compagnia Lost Dog in “Juliet&Romeo” il 19 e 20 marzo.
Tra le produzioni, “Catalogo”, su idea di Marta Ciappina, Marco D’Agostin e Damien Modolo, coinvolge Silvia Gribaudi, Francesca Pennini di CollettivO CineticO, Sotterraneo, Emio Greco | Pieter C. Scholten e lo stesso D’Agostin per una partitura di assoli. La rassegna si arricchisce di presenze come Simona Bertozzi, Annamaria Ajmone e Veza Maria Fernandez, Stefania Tansini, Giorgia Lolli, Gaetano Palermo e Michele Petrosino, Elisa Sbaragli, Francesca Siracusa.

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