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In Italia, importazioni di armi da Israele superano (e di molto) le importazioni

Geopolitica

Per l’Italia Israele è il secondo fornitore di armi dopo gli USA

di redazione
28 Settembre 2025

Le piazze e le opposizioni hanno chiesto spesso di interrompere la vendita di armi a Israele da parte dell’Italia. Una presa di posizione politica giusta, visto l’infinito massacro al quale è sottoposta la popolazione di Gaza. Tuttavia, un’analisi dei dati di questi anni, e il trend consolidati di quelli precedenti, mostra la scarsa rilevanza delle esportazioni di armamenti italiani verso Israele ed evidenzia, invece l’importanza delle armi israeliane per gli approvvigionamenti bellici del nostro paese. Infatti, Israele risulta il secondo paese, dopo gli USA, nella classifica dei fornitori di armi all’Italia. Insomma, la dipendenza dalle armi dell’altro è tutta nostra, e il tema va tenuto ben presente adesso che, in un contesto di paura e di varie spinti sia europee sia americane, si cammina sulla strada del riarmo.

Importazioni vs esportazioni: numeri che parlano chiaro

Secondo la relazione governativa italiana sull’export di armamenti approvata a marzo 2025 e dati dell’ISTAT, nel 2024, l’Italia ha importato armamenti per circa 744 milioni di euro, valore in calo rispetto ai quasi 1,3 miliardi del 2023.

I numeri, analizzati da Pagella Politica, mostrano come di queste importazioni, circa il 20,8% del totale proviene da Israele. Ciò significa che solo le importazioni da Israele valgono quasi 155 milioni di euro tramite 42 autorizzazioni.

Guardando le esportazioni, la prospettiva è completamente diversa. L’Italia non ha rilasciato nuove autorizzazioni per esportare armamenti verso Israele dopo il 7 ottobre 2023, a seguito dell’inizio delle operazioni militari di Israele a Gaza.  Le vecchie licenze autorizzate prima del 7 ottobre hanno continuato a produrre esportazioni. E sebbene il valore complessivo sia modesto rispetto agli acquisti, queste spedizioni non sono irrilevanti: nel 2024, le esportazioni italiane verso Israele nella categoria “armi, munizioni e loro parti ed accessori” sono state pari a circa 5,8 milioni di euro. Nei primi mesi del 2025 il trend continua a calare: tra gennaio e maggio, esportazioni verso Israele per 200 mila euro, sempre nella categoria “armi, munizioni e loro parti e accessori”.  Nella classifica dei paesi verso i quali l’Italia esporta armi il Paese che comprato più armi dall’Italia, nel 2024, è stato l’Indonesia (1,25 miliardi di euro), seguita da Francia (591 milioni), Nigeria (481 milioni), Regno Unito (360 milioni) e Germania (357 milioni). Anche a fronte di questi dati si vede come i 6 milioni spesi da Israele rappresentino effettivamente una cifra marginale.

Il grande divario tra import e export sulle armi tra Italia e Israele

Sintentizzando dunque i dati i dati:

  • Importazioni da Israele nel 2024: ~155 milioni di euro.

  • Esportazioni italiane verso Israele nello stesso anno: ~5,8 milioni di euro.

Il rapporto tra quanto l’Italia compra da Israele e quanto gli vende è quindi considerevolmente sbilanciato: l’import è circa 25–30 volte superiore all’export, solo contando la categoria specifica “armi, munizioni e loro parti”.

La fotografia del presente, una domanda sul futuro

I dati recenti danno un’immagine piuttosto chiara: il commercio di armi fra Italia e Israele è fortemente sbilanciato a favore delle importazioni da Israele. Anche dopo il 7 ottobre 2023, quando sono state sospese le nuove autorizzazioni per esportare verso Israele, i vecchi contratti hanno continuato a generare esportazioni, seppure su scala molto minore rispetto agli acquisti. L’attenzione delle polemiche politiche si concentra dunque sulle nostre esportazioni, che sono sempre meno rilevanti, mentre nessuno sembra prestare attenzione a quanto siamo dipendenti, dal punto di vista bellico e militare, dalla produzione israeliana.

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