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Piccola Città

Caldo e solitudine, l’isola del ragazzo cinese che vende smartphone

di Jacopo Tondelli 11 Settembre 2026

Una tarda mattina, nel pieno della canicola di inizio agosto che appena tornati a temperature umane stiamo rapidamente cancellando dal ricordo, sono andato a cambiare lo schermo malconcio del mio smartphone. Il negozio in fondo a un viale che porta alla periferia Nord della città è gestito in solitudine da un ventenne cinese, arrivato in italia a due anni, insieme alla famiglia. Si è diplomato in una scuola tecnica a indirizzo informatico e poi, poco dopo, ha aperto quel negozio. Una volta, molti anni fa, nelle stesse vetrine c’era un proprietario italiano: anche lui vendeva smartphone, ricordo che aveva un pittbull e un tatuaggio con una croce celtica sul braccio. Oggi, nella versione italo-cinese, non è il classico “buchino” che si vede spesso verso la periferia, con le pareti pieni in ogni centimetro e magari un microtavolino da lavoro circondato da cavi e invaso da viti. È invece un ambiente molto ordinato, quasi asettico, con l’aria condizionata. Lui lavora davanti agli occhi dei clienti e ha fama (e recensioni) di un bravo tecnico. Entrando vedo una signora che gli parla animatamente, e riconosco una mia anziana vicina di casa che gli indica col dito lo schermo del suo smartphone. Capisco che ha un “problema” con Facebook, con le autorizzazioni, i cookies, cose così. “A me non interessano ste cose, voglio solo Facebook, e continuano a chidermi di autorizzarli, ma io non voglio!”. Lui con grande gentilezza le indica come fare, e io le dico che se ha bisogno qualche volta può citofonare a me, senza venire a prendersi tutto sto caldo per niente. (Lo farà, qualche giorno dopo, per lo stesso “problema”).

Mentre arriva il mio turno, e gli consegno il telefono, entra un’anzianissima coppia di cinesi, che gli parlano subito nella lingua madre. Mi chiede se può dedicarsi a loro, ci vorrà un minuto. Il “problema” del loro smartphone è legato invece ai suoni. La signora fa ripartire molte volte una suoneria pacchiana e ad altissimo volume, lui spiega qualcosa e ridono, mentre armeggia sul suo schermo. La signora non sembra convinta che “basti” la ricetta spiegatale dal suo giovane connazionale. Alla fine interviene anche il marito, e la tecnica sembra acquisita anche dalla coppia. Che, uscendo, insiste per lasciargli due euro.
Mentre riparava il mio smartphone, gli ho chiesto quante volte succede che lo cerchino per chidergli cose come queste le persone anziane. Tanto, mi risponde, e se non le aiuto io non le aiuta nessuno. In una città nella quale gli over 70 che vivono soli sono 104 mila, e tra questi gli over 80 quasi 60 mila, mentre tutto accelera, gli succederà sempre più spesso.

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