Piccola Città
Sul Corriere Milano ho scoperto che noi milanesi siamo “in semilibertà”
“E ai cittadini non è rimasto altro che suguitare a sentirsi, uscendo di casa, in condizione di semilibertà”. Confesso, non avevo mai letto gli articoli di Gustavo (Adolfo) Cioppa: l’editoriale di oggi, sulle pagine del Corriere Milano, è stato il primo. Dopo uno svolgimento dedicato tutto alla pericolosità di Milano, alle baby gang che mettono a ferro e fuoco la città, dopo una general-generica accusa alla politica incapace di mostrarsi unita, verso il finale l’ex-magistrato ed ex sottosegretario alla Regione Lombardia con Roberto Maroni, scrive la frase che ho messo all’inizio di questo scritto. E, confesso, sono sobbalzato. Sarà che a Milano ci vivo, e in un quartiere di periferia. Sarà che la cammino in lungo e in largo a tutte le ore. Sarà che sto sviluppando una certa fatica a sopportare l’idea che il “percepito” possa essere difeso da qualunque elemento di razionalità misurabile. Ma insomma, davvero si può scrivere con questa tranquillità sul quotidiano di Milano per eccellenza, sulle pagine milanesi per antonomasia, che noi milanesi, fuori di casa, siamo “in semilibertà”?
Non si tratta di negare, ovviamente, che ci siano momenti, contesti, situazioni nei quali il tema dell’insicurezza e del pericolo non è solo percepito, ma realistico e materiale. Non si tratta di negare che certi contesti di aggregazione giovanile siano criminogeni e spesso pericolosi per chi passa di là. Non mi sfugge, naturalmente, che un conto è essere un maschio adulto di circa un metro e novanta, e altro è essere una donna sola in una strada deserta, un uomo anziano che deve attraversare una tonnara di “maranza”, e così via. Però, ecco: davvero si possono accusare le istituzioni di ogni livello – a cominciare dal Ministero dell’Interno, giù giù fino alla Polizia Locale – di lasciare i milanesi a vivere “in semilibertà” appena varcano la porta di casa? E davvero il primo quotidiano italiano, la voce del baricentro equilibrato di Milano, può trasformare la sua colonna più nobile in una Rete4 qualsiasi?
Con queste amichevoli e per nulla polemiche righe, ho voluto inaugurare una nuova rubrica: Piccola Città. Il titolo è naturalmente un omaggio a Francesco Guccini, ma invece di parlare della “sua” Modena parlerò della “mia” Milano, per provare a raccontarla con l’occhio e la voce di chi la vede al livello del marciapiede, entra ed esce dai negozi e dai parcheggi, si ferma sulla soglia dei capannelli, intercetta le voci dei giovani fighetti o aggressivi, in carriera o perdigiorno, o registra le lamenteli degli anziani arrabbiati che, magari, si dicono terrorizzati dall’uscire di casa, e poi però passano la giornata al bar.
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