Salute mentale
Un’Italia che chiede ascolto: centomila richieste di aiuto e la sfida del servizio h24 di Telefono Amico
Telefono Amico Italia registra oltre 102mila richieste di aiuto nel 2025: cresce il disagio psicologico in Italia, soprattutto tra giovani e adulti. L’obiettivo è attivare il servizio 24 ore su 24
Nel corso del 2025 Telefono Amico Italia ha registrato oltre 102.000 richieste di aiuto, confermando il ruolo sempre più centrale dei servizi di ascolto nel supporto al disagio psicologico e relazionale. Il dato equivale a una media di 280 contatti al giorno e circa 18 ogni ora di attività, numeri che restituiscono la dimensione di un bisogno diffuso e costante.
Attualmente il servizio è attivo per 15 ore al giorno, dalle 9 del mattino a mezzanotte. Tuttavia, secondo l’organizzazione, il fabbisogno reale è ancora più ampio. Per questo, tra gli obiettivi prioritari per il 2026 emerge l’estensione del servizio alle 24 ore, con l’intento di garantire un presidio continuo anche nelle fasce orarie più critiche. A sottolineare l’urgenza è Cristina Rigon, presidente dell’organizzazione, che evidenzia come le ore notturne rappresentino spesso il momento di maggiore vulnerabilità: durante la notte, infatti, il senso di solitudine e il disagio emotivo tendono ad acuirsi, rendendo ancora più necessario un punto di riferimento accessibile e immediato. Secondo le stime, l’attivazione del servizio notturno su base annuale potrebbe intercettare circa 10.000 chiamate aggiuntive, ampliando in modo significativo la capacità di risposta.
Un’indicazione concreta di questo bisogno arriva dalle iniziative straordinarie già sperimentate negli anni. In occasione delle festività natalizie e pasquali, Telefono Amico Italia attiva infatti maratone di ascolto notturno. Durante le notti tra il 24 e il 26 dicembre 2025 sono state registrate 113 chiamate, mentre nel weekend di Pasqua 2026 le richieste sono state 54. Dati che confermano come, anche in momenti tradizionalmente associati alla convivialità, molte persone vivano situazioni di isolamento o difficoltà.
Chi chiama Telefono Amico e perché
L’analisi dei contatti evidenzia inoltre alcune differenze significative. Durante il periodo natalizio hanno chiamato prevalentemente uomini adulti, spinti soprattutto da solitudine, disagio psicologico e riflessioni di carattere esistenziale. A Pasqua, invece, si è registrata una maggiore presenza femminile, con motivazioni legate principalmente al bisogno di compagnia, al malessere interiore e alle difficoltà relazionali.
Nel complesso, il profilo di chi si rivolge al servizio nel corso dell’anno mostra una prevalenza di donne (57%) rispetto agli uomini (43%). Anche l’età varia in base al canale utilizzato: mentre il servizio telefonico è maggiormente utilizzato da adulti tra i 36 e i 65 anni, le modalità digitali – in particolare WhatsApp ed email – intercettano soprattutto giovani tra i 15 e i 35 anni. Questo elemento evidenzia come la diversificazione degli strumenti di ascolto consenta di raggiungere fasce di popolazione differenti, adattandosi alle abitudini comunicative delle nuove generazioni.
Dal punto di vista dei contenuti, la maggior parte delle richieste riguarda problematiche legate alla sfera personale (62%), tra cui solitudine, disagio psicologico e interrogativi esistenziali. Seguono i problemi relazionali, che rappresentano il 23% dei casi. Si tratta di tematiche che riflettono un disagio spesso silenzioso, non sempre intercettato da altri canali di supporto, e che trova nello spazio di ascolto anonimo un primo punto di emersione.
La campagna per estendere Telefono Amico anche nelle ore notturne
Per rispondere a questa domanda crescente, Telefono Amico Italia ha lanciato la campagna “Una luce nella notte”, finalizzata a raccogliere fondi per l’estensione del servizio alle 24 ore. Il progetto prevede, tra le altre cose, la formazione di circa 100 nuovi volontari e il potenziamento della struttura organizzativa necessaria a garantire la continuità del servizio. L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio, in cui il tema della salute mentale assume un rilievo crescente nel dibattito pubblico. I dati raccolti dall’organizzazione mostrano come il bisogno di ascolto non si limiti a situazioni emergenziali, ma rappresenti una necessità quotidiana per molte persone.
In questo scenario, servizi come quello offerto da Telefono Amico Italia svolgono una funzione fondamentale di supporto, prevenzione e orientamento, contribuendo a intercettare il disagio e a offrire uno spazio di parola accessibile, gratuito e anonimo. L’estensione del servizio alle ore notturne rappresenta dunque non solo un ampliamento operativo, ma un passo ulteriore verso una maggiore inclusività e capacità di risposta, in linea con un bisogno sociale che continua a crescere e a trasformarsi.
Il quadro della salute mentale in Italia: un bisogno crescente tra giovani e adulti
Il tema della salute mentale in Italia assume una rilevanza sempre più centrale, sia per la diffusione dei disturbi sia per le difficoltà di accesso ai servizi di cura. Secondo diverse analisi aggiornate, oltre 16 milioni di italiani dichiarano di soffrire di disturbi psicologici di media o grave entità, un dato in aumento rispetto agli anni precedenti e che riflette un disagio sempre più diffuso nella popolazione .
Le forme più comuni restano ansia e depressione, che negli ultimi anni hanno registrato una crescita significativa, in particolare tra i giovani. Tra il 2021 e il 2024, la prevalenza dei sintomi depressivi tra i 18 e i 34 anni è aumentata di oltre il 30%, segnalando un peggioramento del benessere psicologico nelle fasce più giovani. Anche tra gli adolescenti emergono segnali di fragilità: circa l’8% soffre di ansia e il 4% di depressione, con un trend in crescita soprattutto tra le ragazze .
Il disagio riguarda tuttavia anche la popolazione adulta e anziana. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che oltre il 6% degli adulti italiani presenta sintomi depressivi, quota che sale al 9% tra gli over 65 e può superare il 13% nelle età più avanzate . Le condizioni economiche incidono in modo significativo: tra le persone in difficoltà, la percentuale può arrivare fino al 25%, evidenziando un forte legame tra vulnerabilità sociale e benessere psicologico .
Nonostante l’ampiezza del fenomeno, permane un divario rilevante nell’accesso alle cure. Solo poco più della metà delle persone con disturbi mentali riceve un trattamento adeguato, mentre molti rinunciano o ritardano il ricorso ai servizi per motivi economici, stigma o carenza di risorse sul territorio . I dipartimenti di Salute Mentale del Servizio sanitario nazionale seguono circa 770.000 pazienti, pari a una quota limitata della popolazione complessiva .
Nel complesso, il quadro italiano si inserisce in una tendenza globale: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre una persona su sette nel mondo convive con un disturbo mentale, a conferma di una “emergenza silenziosa” che attraversa tutte le società contemporanee In questo contesto, iniziative come quelle di ascolto e supporto offerte da Telefono Amico Italia assumono un ruolo sempre più rilevante, contribuendo a intercettare il disagio e a offrire un primo livello di sostegno accessibile e immediato, in un sistema che fatica ancora a rispondere pienamente alla domanda di cura.
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