Giornalismo

Marco Rubio in Italia, prove di pace

Come ogni settimana ecco i fatti più importanti dei giorni passati

8 Maggio 2026

Medio oriente, la nuova proposta iraniana per porre fine al conflitto prevede un primo periodo di un mese dedicato ai negoziati per raggiungere un accordo che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la cessazione definitiva delle ostilità in Iran e in Libano. Trump: «Nuova proposta di Teheran è inaccettabile» Il Ministero degli esteri iraniano ha affermato che la “proposta in 14 punti” dell’Iran non include la questione nucleare.

(IlSole24Ore)

Dopo l’addio degli Emirati Arabi Uniti al cartello dei produttori di petrolio, sette Paesi dell’Opec si riuniscono in videoconferenza e decidono di aggiungere 188mila barili al giorno alla produzione totale di giugno. Un aumento modesto, in linea con quelli annunciati a marzo e aprile (206mila barili), che comprendevano anche la quota di Abu Dhabi, oggi fuori dall’organizzazione e quindi anche dall’accordo. Gli Emirati si impegnano a investire 55 miliardi di dollari in nuovi progetti, con l’obiettivo di espandere la propria capacità produttiva fino a 5 milioni di barili al giorno. Dato che non saranno più soggetti al sistema delle quote previste dal cartello.

(Repubblica)

Il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin in visita in Italia e nella capitale. Prima ancora di incontrare il presidente Sergio Mattarella al Quirinale ha informato di persona la premier Giorgia Meloni durante il vertice di Yerevan che «al fine di evitare qualsiasi malinteso, la Svizzera non invierà più copie delle fatture». Meloni ha incassato quella che ha definito una «garanzia», ma «poi ha aggiunto vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale”Allo studio del Consiglio federale ci sarebbe la rinuncia alla richiesta del rimborso delle spese mediche al servizio sanitario italiano visto che l’Italia si è detta disposta a fare la stessa cosa verso quello svizzero per i due connazionali in cura al Niguarda.

(Corriere della Sera)

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando con i cronisti prima di lasciare il summit della Cpe, risponde a una domanda sull’annuncio del presidente americano Donald Trump sul ritiro di militari americani dalle basi europee, Italia inclusa. “L’Italia ha mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, lo ha sempre fatto, in ambito Nato, anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti, lo ha fatto in Afghanistan, lo ha fatto in Iraq. E quindi alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché a livello di patto atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”.

(Libero)

Oltre duemila persone presenti, al funerale di Alex Zanardi, morto l’1 maggio. Ad accompagnare il feretro con la bara bianca la moglie Daniela e il figlio Niccolò. Sull’altare anche la sua handbike. Tra i presenti Gianni Morandi, Bebe Vio, Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. “Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex, che non mi ha aiutato a diventare un prete migliore, ma non mi importava: mi ha aiutato a diventare un uomo migliore, questo mi importa”. Lo ha detto don Marco Pozza, il parroco del carcere Due Palazzi di Padova, prima di celebrare il rito funebre per Alex Zanardi alla Basilica di Santa Giustina.

(Ilfattoquotidiano)

Secondo il Fondo monetario internazionale con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo. «L’impatto varia notevolmente, da 620 euro in Slovacchia a 134 euro in Svezia. Secondo lo scenario ”grave”esposto da Oya Celasun, vicedirettore per l’Europa del Fondo monetario, la perdita media salirebbe a 1.750 euro». Il grafico dell’intervento include anche le stime sull’Italia: dal Fondo si apprende nel dettaglio che l’impatto stimato per l’Italia è di 450 euro nello scenario base e 2.270 euro in quello grave.

(Il Sole24Ore)

L’Iran ha ricevuto una proposta di pace dagli Stati Uniti: si tratta di un documento molto preliminare che prevede la fine immediata della guerra ma posticipa il grosso dei negoziati ai successivi 30 giorni, periodo durante il quale sia l’Iran che gli Usa si impegnerebbero a togliere progressivamente i rispettivi blocchi nello stretto di Hormuz. La proposta, prevede che i colloqui successivi all’accettazione del documento si terranno a Islamabad, in Pakistan, o a Ginevra, oppure  in Svizzera, dove si discuterà di temi specifici come la riapertura definitiva dello stretto di Hormuz, la rimozione delle sanzioni statunitensi sull’Iran e lo sviluppo del programma nucleare iraniano.

(IlPost)

Proteste alla Biennale di Venezia contro la Russia. La manifestazione ha aperto le porte a media e addetti ai lavori prima dell’inaugurazione del 9 maggio. La saga del Padiglione russo ha attirato così la prima protesta delle famose dissidenti anti-Putin. L’Ue invia una seconda lettera alla Biennale, l’ambasciatore di Mosca la accusa di “ossessione”. Bruxelles dichiara che “non esiterà a sospendere e revocare” il finanziamento di 2 milioni di euro stanziato per la manifestazione nel 2025-2008, poiché é “denaro dei contribuenti europei”. Per non perdere la sovvenzione europea, la Biennale avrà 30 giorni per produrre la propria difesa, a partire dalla seconda lettera del 30 aprile, in merito all’accusa di avere violato il Regolamento Sanzioni.

(Euronews)

Incontro tra il Papa e il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Primo passo per ricucire lo strappo, dopo i ripetuti attacchi a Leone da parte del presidente Donald Trump. Ma resta molta cautela da parte dei sacri palazzi che in controluce si evince anche dalle ore di attesa per un commento, quando invece l’amministrazione americana aveva diffuso reazioni a caldo sottolineando “la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede, nonché il loro impegno comune a favore della pace e della dignità umana”. Oltre a Iran e Libano affrontata la delicata questione di Cuba.

(Ansa)

Caso Garlasco, dopo un anno abbondante di accertamenti, consulenze e una perizia disposta con un incidente probatorio, la Procura ha tirato le somme e ha chiuso l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi che ipotizza una ricostruzione ben lontana da quella messa nero su bianco nella sentenza con cui Alberto Stasi, l’ex fidanzato della vittima, sta finendo di scontare 16 anni di carcere. La mattina del 13 agosto 2007, sarebbe stato lui, e non Stasi, ad uccidere Chiara con odio e crudeltà, come raccontano le due aggravanti contestate. Si profila la richiesta di revisione del processo da parte di Stasi.

(Rainews)

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