Barry Keoghan Roma Alice Città

Cinema

Barry Keoghan a Roma: l’attore irlandese si racconta

Barry Keoghan, uno degli attori emergenti più importanti al mondo, già candidato all’Oscar, si è raccontato al cinema 4 Fontane di Roma, nell’incontro con il pubblico del festival Alice nella Città, dove ha presentato il suo ultimo film, Butterfly Jam.

18 Ottobre 2026

Barry Keoghan è uno degli attori emergenti più importanti al mondo. Con una versatilità che lo ha portato dai film di nicchia alle grandi produzioni, è stato candidato all’Oscar per Gli spiriti dell’isola. Si è raccontato sabato 17 ottobre al cinema 4 Fontane, nell’incontro con il pubblico di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato il suo ultimo film, Butterfly Jam.

Barry Keoghan Roma Quattro fontane

L’incontro

La presentatrice ha osservato giustamente che Keoghan incarna lo spirito di Alice nella Città, festival che mette al centro il talento dei giovani. La giornalista Chiara Nicoletti ha poi condotto una lunga intervista all’attore, che, affiancato da una traduttrice, si è mostrato gigione e ha ripetuto più volte che Roma è la sua città preferita.

Il formato dell’evento mi ha lasciato un po’ perplesso. Prenotando, avevo letto «incontro» e mi aspettavo una breve conversazione seguita dalla proiezione del film. Solo in seguito ho scoperto che un’altra sezione del sito parlava di Masterclass, mentre l’incontro con la proiezione si è tenuto qualche ora dopo al Teatro Sistina, annunciato solo negli ultimi giorni.

Per quanto apprezzi Keoghan, immaginavo che non avesse molto da dire, soprattutto dopo la splendida Masterclass del regista polacco Pawel Pawlikowski all’Auditorium. . Ma la confusione è difficilmente evitabile con le star internazionali, e la simpatia dell’attore e l’abilità della giornalista hanno trasformato la serata in un divertente incontro con i suoi fan.

Keoghan Nicoletti Roma Alice città

Butterfly Jam

La conversazione è partita da Butterfly Jam, primo film in lingua inglese del regista russo Kantemir Balagov. Keoghan interpreta il giovane padre di un adolescente. Il film racconta il rapporto padre-figlio nell’età in cui i bambini smettono di vedere i genitori come supereroi e scoprono che sono semplici esseri umani. Balagov lo descrive come una mascolinità «tinta di rosa», in cui la brutalità si accompagna alla tenerezza.

Keoghan era in contatto con il regista da molto tempo prima di lavorare con lui, fino a diventare uno dei produttori del film con la sua società, la Wolfcub Productions. Il tema della mascolinità tossica è stato uno dei primi affrontati insieme. Per l’attore era importante lavorare con un regista abile nel raccontare le piccole comunità e l’ambiente che circonda i personaggi, e ha potuto portare nel film parte della propria esperienza di padre: suo figlio Brando ha 4 anni, qualcuno in meno del ragazzo del film.

Nicoletti gli ha chiesto come vede la differenza tra generazioni che sembrano avere un’idea diversa di vulnerabilità e mascolinità. Keoghan ha risposto che la paura è tipica delle piccole comunità, dove si teme di non sposarsi o di non riuscire a guadagnare un salario. Ritiene le nuove generazioni più audaci, perché grazie a internet hanno più opzioni; la sua lo è già, ma spera che le cose migliorino ancora, e considera i giovani fortunati per avere maggiori possibilità rispetto ai predecessori.

Lui stesso, del resto, ha dovuto pensare fuori dagli schemi: inventava i propri provini e inviava direttamente ai registi dei self-tape, brevi video in cui mostrava le sue capacità, a volte con un sottofondo musicale.

Barry Keoghan Roma festival Alice

Il sogno, il Nokia e il preside

È forse il tema più interessante della serata, su cui l’attore è tornato più volte. Il momento decisivo della sua vita, racconta, fu quando salvò il contatto per il primo provino: prese un foglietto di carta e registrò il numero sul suo Nokia. Era solo un ragazzino con la voglia di fare l’attore. Il regista gli parlava di budget e logistica e gli promise 120 euro, ma lui non lo ascoltava nemmeno: stava rincorrendo il suo sogno, e quando iniziò a recitare si sbloccò un amore viscerale.

Non ricorda se alla fine sia stato pagato, ma capì che per lui non sarebbe mai stato un lavoro e che non sarebbe mai andato in pensione. Nello stesso periodo fu espulso da scuola e non se ne curò, perché credeva davvero di farcela, mentre il preside gli aveva detto che non sarebbe mai diventato attore. Ironia della sorte, quel primo film fu girato proprio nel giardino della scuola.

Da allora ha continuato a inviare self-tape in modo creativo. Per Eternals, dato che il suo personaggio vive in Amazzonia, girò il video in un bosco di Los Angeles e ottenne la parte inizialmente pensata per Keanu Reeves. Per il ruolo di Ringo Starr nei quattro film sui Beatles in uscita nel 2028, ha chiesto a un passante di filmarlo alle 6 del mattino a New York, nel caotico giorno del Met Gala, in bianco e nero, come in una vecchia intervista al mitico batterista.

Chiara Nicoletti Roma Alice città

Le radici irlandesi

Il prossimo film in cui lo vedremo è Lemonade, in uscita nel 2027, di cui è produttore esecutivo. La regia è dell’irlandese Kim Bartley, anche documentarista. Keoghan ha voluto partecipare perché racconta una storia per lui personale, quella dei bambini cresciuti nelle case-famiglia gestite dagli assistenti sociali. Lui stesso è stato un ragazzo in affido e ha percepito le forti emozioni che coinvolgevano sia le famiglie affidatarie sia gli assistenti sociali. Interpreta un assistente sociale e spera di mostrare come queste figure abbiano rappresentato un riferimento paterno nella sua adolescenza.

Non è mancato il tempo per i due film che hanno segnato una svolta nella sua carriera. Il primo è Gli spiriti dell’isola, perla del regista irlandese Martin McDonagh, che gli ha dato visibilità nei festival e la candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista. Si dice emozionato di aver lavorato nella sua terra natale al fianco di due grandissimi attori come Colin Farrell e Brendan Gleeson. Girare in Irlanda, sottolinea, è bellissimo: la gente è magnifica e l’ambiente culturale, fatto di musica e poesia, è ricchissimo.

Quando il pubblico gli ha chiesto del suo rapporto con la cultura irlandese, oggi di grande successo, dai Fontaines D.C. a Sally Rooney, Keoghan è apparso scettico e ha ammesso di non parlare di identità culturale con i colleghi. Incontrare un connazionale all’estero, però, è per lui la cosa più bella del mondo: ci si abbraccia, si scherza o si sta in silenzio, volendosi bene.

Barry Keoghan Roma cinema water

Saltburn e i fan

L’altro film è Saltburn, commedia nera di cui è protagonista assoluto nei panni di un ragazzo spietato. Il film è polarizzante: a qualcuno è piaciuto molto, altri lo hanno detestato (personalmente, faccio parte di questo secondo gruppo). Alla domanda di Nicoletti sull’impatto che ha avuto su di lui, Keoghan ha risposto che l’arte è anche curiosità e che, piaccia o no, è una relazione con il pubblico, che assorbe la performance. Ha adorato la reazione al film, travolgente e fonte di grande visibilità. Era appena uscito da una comunità di recupero: Saltburn era ovunque e, in quel momento di vulnerabilità, ha avuto la fortuna di avere accanto persone fantastiche che gli hanno fatto da scudo.

Dopo questa immagine sincera e aperta di sé, l’attore si è concesso alla folla di giovani fan, che lo hanno assalito per un selfie o un autografo su dvd e locandine dei suoi film, da Peaky Blinders a Il sacrificio del cervo sacro, da Eternals a Saltburn. Vestito da teenager, con cappellino e jeans strappati, giocava e si divertiva con aria sorniona, ed è stato il primo a scattare foto con il proprio cellulare. Una bella immagine di un uomo che ha avuto un’infanzia sicuramente complicata, ma che è riuscito a indirizzare la propria vita con audacia e un po’ di sana sfacciataggine.

Foto di Hua WANG

Barry Keoghan meeting fans Roma

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.