Letteratura

Un piccolo refuso

Piccola storia vera: parte la ristrutturazione di una grande azienda e devono uscire gli ordini di servizio che assegnano i ruoli nella nuova organizzazione. Tutto procede come previsto, ma c’è un piccolo incidente di percorso…

19 Giugno 2026

L’amministratore delegato finì di firmare la montagna di ordini di servizio.
Alla sua destra, pronte per essere pubblicate, c’erano più di 1300 disposizioni organizzative che davano un nuovo volto ad un’azienda di 100.000 persone.
Tutto era filato per il verso giusto. Gli ultimi giorni erano stati febbrili e negli ultimi tre giorni ero tornato a casa solo alle due del mattino.
L’amministratore delegato, però, era soddisfatto e ci stava facendo i complimenti. Uscendo dalla sua stanza, non pensavo ad altro che al mio bisogno di tornare a casa per recuperare.
Tornato in ufficio, trovai uno dei miei collaboratori.
Entrò nella mia stanza con aria imbarazzata.
Che c’è? ” gli chiesi, intuendo subito che qualcosa non andava.
Dottore, su uno di quegli ordini di servizio c’era un refuso… .”
Che refuso?
“Abbiamo sbagliato il nome di battesimo del dottor Mazzola
“Cioè? ”
“Abbiamo scritto SANDRO invece che RENZO
“Come è stato possibile? ”
“Sa, con tutte quelle variazioni fatte nell’ultima notte, abbiamo fatto un copia e incolla con il cognome ed è rimasto il nome di battesimo della persona scelta in un momento precedente…”
“Ho capito. Però che sfiga…”
“E adesso che facciamo?” sussurrò il mio collaboratore.
Pensai che gli ordini di servizio andavano pubblicati immediatamente e che non ero certo di beccare l’amministratore delegato per fargli firmare una rettifica (senza contare la brutta figura..).
Poi pensai a Renzo Mazzola.
Lo conoscevo bene. Anche lui di Venezia, anche lui “deportato” come me da anni nella megadirezione generale.
Anche lui ansioso di tornare in laguna.
Mi telefonava o mi veniva a trovare ogni settimana.
Il suo esordio era sempre lo stesso: “Stai pensando a me?”
Voleva essere sicuro che in occasione della grande ristrutturazione ci fosse per lui una opportunità di rientro nella sede di Venezia.
Gli rispondevo invariabilmente: “Renzo, ci stiamo lavorando, penso di farcela, ma non sono il solo a decidere”. Oppure : “Abbi fede“. Le volte che mi sembrava che stesse esagerando con la sua insistenza la buttavo anche sullo scherzo: “Chiamami un’altra volta e dimentico il tuo nome” .
Mi rivolsi al mio collaboratore e dissi: “Sa che facciamo? Pubblichiamo tutto”.
E fu così che un grande giocatore dell’Inter ( SANDRO Mazzola) divenne responsabile del Controllo di Gestione in una struttura divisionale della sede di Venezia.
A metà della mattina successiva (gli ordini di servizio erano usciti la sera prima) mi telefonò Renzo Mazzola.
“Avete sbagliato il mio nome? ” esordì senza salutare.
Gli spiegai l’errore.
E adesso cosa pensate di fare? disse lui.
“Niente, tu vai a Venezia”
“Senza un nuovo ordine di servizio?”
“Fidati, la posizione è tua”
“Ma c’è scritto Sandro! Non puoi fare uscire un nuovo ordine di servizio?”
“Certo, magari cambiando il cognome…Ti ricordi Sandro Testa? Anche lui voleva tornare a Venezia”
“Ok, ok, me lo tengo così, con il nome sbagliato…”
Un piccolo refuso su 1300 ordini di servizio….

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