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Teatro

Grottaglie, il teatro come rito collettivo: Alfredo Traversa presenta “La Voce del Teatro”

di Chiara Perrucci

Sabato 18 luglio alle ore 18, nella suggestiva Cava di Fantiano a Grottaglie, il nuovo progetto di Alfredo Traversa: un’esperienza immersiva tra natura, arte e partecipazione collettiva, con un cast di interpreti che invita il pubblico a riscoprire il valore della comunità

12 Luglio 2026

Ci sono spettacoli che iniziano quando si spengono le luci. E ce ne sono altri che cominciano molto prima, nel momento stesso in cui si sceglie di mettersi in cammino.

La Voce del Teatro, la nuova messa in scena di Alfredo Traversa, appartiene a questa seconda categoria. Non è soltanto un appuntamento con il teatro, ma un attraversamento. Un invito a lasciare alle spalle il rumore della quotidianità per entrare in uno spazio dove il tempo sembra rallentare e la parola torna a essere ascolto.

Sabato 18 luglio, alle ore 18, la Cava di Fantiano, a Grottaglie, si trasformerà in un autentico Tempio del Teatro. Non un palcoscenico tradizionale, ma un luogo in cui la natura dialoga con gli attori e con il pubblico, restituendo al gesto teatrale la sua dimensione più antica: quella dell’incontro.

È questa la cifra artistica che accompagna da anni il lavoro di Alfredo Traversa. Un teatro che non cerca effetti spettacolari, ma relazioni. Che non rincorre il consenso, ma la partecipazione. Che considera ogni spettatore parte di una comunità temporanea chiamata a condividere emozioni, domande e silenzi.

Lo scrittore Raffaele Nigro, osservatore attento del teatro di Traversa, ne coglie l’essenza con parole che risuonano come un manifesto:

«Un teatro che coinvolge l’intera comunità è ciò che mi ha sempre appassionato nella filosofia creativa di Alfredo Traversa. Credere che la creatività e la recitazione possano migliorare la società e risvegliare in qualche modo l’uomo sepolto nei consumi e nella superficialità moderni è una scommessa donchisciottesca.»

Eppure è proprio questa apparente utopia a rendere necessario il teatro oggi. In un tempo dominato dalla velocità, dalla connessione continua e dall’individualismo, scegliere di sedersi insieme, condividere uno spazio e lasciarsi interrogare da una storia assume il valore di un gesto quasi rivoluzionario. Nigro prosegue la sua riflessione con un’immagine che sembra appartenere alla terra pugliese e, insieme, a ogni luogo in cui la cultura continua a resistere:

«Ma che fortuna se la Puglia, terra di mercanti, riesce a produrre illusioni e speranze di questo tenore… capaci di farci credere che alla fine della notte c’è ancora l’alba e dunque la possibilità di ricominciare.»

È forse proprio questo il cuore de La Voce del Teatro: ricordare che ogni comunità può rinascere quando ritrova una voce comune.

Non è casuale che Traversa abbia scelto Fantiano. La cava, con la sua pietra scavata dal lavoro dell’uomo e riconquistata dal verde, diventa metafora di una memoria collettiva che aspetta soltanto di essere ascoltata. Qui il paesaggio non è uno sfondo scenografico, ma un protagonista silenzioso che accompagna gli interpreti e accoglie il pubblico. Per questo gli spettatori sono invitati a vivere l’evento con uno spirito diverso dal consueto. Portare una sedia o un semplice cuscino significa accettare di abitare quel luogo, non soltanto di attraversarlo. Entrare in silenzio, ascoltare il vento, osservare la luce del tardo pomeriggio filtrare tra le pareti della cava, condividere un panino e una bottiglia d’acqua al termine dello spettacolo: piccoli gesti che diventano parte della drammaturgia invisibile dell’incontro. Il teatro, sembra suggerire Traversa, non finisce con l’ultimo applauso. Comincia quando le persone tornano a parlarsi.

A dare corpo a questa esperienza sarà un ensemble di interpreti formato da Antonella Fanigliulo, Alessandro Stasolla, Mirjana Cardetti, Andrea Ayroldi, Nicoletta Marangione, Giusi d’Amone e Antonella Margheriti, guidati dalla regia dello stesso Alfredo Traversa, con l’organizzazione di Nestor Saied.

Non è soltanto uno spettacolo. È un invito. A fermarsi. Ad ascoltare. A riconoscersi negli altri. Perché, come insegna il teatro migliore, una comunità nasce ogni volta che qualcuno prende la parola e qualcun altro decide di ascoltare.

Alfredo Traversa è un attore, regista teatrale e autore italiano, diplomatosi alla prestigiosa Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico.
Originario di Grottaglie (Taranto), è una figura cardine del teatro civile contemporaneo. Ha collaborato stabilmente con la RAI e firmato importanti progetti artistici insieme a intellettuali del calibro di Marco Politi, Giancarlo De Cataldo e Tito Schipa jr. È stato il primo in Italia a inserire stabilmente rifugiati ed extracomunitari in progetti teatrali istituzionali, traducendosi nella storica messinscena multilingue della Divina Commedia a Siena. È l’ideatore del celebre Teatro di Fantiano, sorto dal recupero di antiche cave di tufo in Puglia. Autore e interprete di monologhi acclamati dalla critica come 1939 – Una vita a domino (incentrato sul confino degli omosessuali durante il fascismo) e di studi biografici dedicati a Pier Paolo Pasolini. Ha ideato e diretto la monumentale rappresentazione collettiva Costituzione Viva, portando in scena i dodici principi fondamentali della Costituzione italiana.

 

 

Informazioni sullo spettacolo

La Voce del Teatro

Messa in scena: Alfredo Traversa

Cast: Antonella Fanigliulo, Alessandro Stasolla, Mirjana Cardetti, Andrea Ayroldi, Nicoletta Marangione, Giusi d’Amone,  Antonella Margheriti

Organizzazione: Nestor Saied

Sabato 18 luglio, ore 18.00, Cava di Fantiano, Grottaglie (Taranto)

 

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