Partiti e politici
Quel gigante di nome Marco Pannella
19 Maggio 2026
Nella “Prima e Seconda Repubblica“ aveva un riconoscimento ecumenico, generale.
Da tutti era considerato un gigante per la sua profonda capacità di propugnare battaglie, per le quali metteva a repentaglio il suo corpo, con scioperi della fame e della sete ed incitava il popolo a seguirlo, con indubbie iniziative referendarie, strumento che adoperava con maestria e padronanza.
Marco Pannella e’ morto dieci anni fa e ne avvertiamo l’ineludibile mancanza, in uno scenario particolarmente fatiscente, quello dell’ attuale Parlamento,ove non si rinviene nessuno che abbia la sua statura: ammaliava per una capacità oratoria raffinatissima,per la sua resistenza: si racconta che con Boato ed il gruppo dei deputati radicali tenne in aula- a Montecitorio- nel febbraio del 1980 in più sedute- per quello che era definito “l’ostruzionismo parlamentare”-discorsi che accumularono oltre 95 ore( fonte Corriere della Sera del 20 maggio 2016).
Pannella sulla scena italiana era diverso da tutti gli altri. La sua irruenza ha “demolito- come scrisse in un bel ricordo Pier Luigi Battista- muri di diffidenza e imposto i diritti degli individui a DC e PCI che li ignoravano “.
Ed è così: per l’aborto, per il divorzio, ma soprattutto per la giustizia: Lui combatteva contro la “repubblica giudiziaria” lo strapotere dei magistrati e dei Pubblici Ministeri , perché vedeva periclitante l’equilibrio tra i poteri, in quanto i Giudici non rispondevano e non rispondono dei loro errori.
E perciò abbracciò la sorte di Enzo Tortora, per il quale ne sostenne, con Leonardo Sciascia, la sua indubbia innocenza, definendo come “crimine giudiziario”il dolore che subì il noto presentatore.
Marco Pannella era affascinante: i capelli bianchi, un corpo massiccio, robusto, ma soprattutto occhi celesti, azzurri, vividi, sempre alla ricerca della verità: si ricorda anche la sua nobilissima battaglia per la condizione invivibile dei carcerati.
Eugenio Montale diceva di Lui: “dove il potere nega, in forme palesi,ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati come Marco Pannella”.
E’ stato il guerriero, infatti, della libertà e dei diritti, e con La Rosa- simbolo del Partito Radicale-ha voluto che nel nostro paese aleggiasse il profumo dell’eresia, nello stare fuori dal coro, nel porsi a difendere anche con un’informazione alternativa: inventò “Radio Radicale”per fornire notizie e dibattiti senza mistificazioni, imbrogli e per far arrivare la purezza dei fatti. Ricordo le lunghe notti ove parlava per ore, con ascoltatori e rispondeva ai quesiti ed interrogativi, con una preparazione e conoscenza inesauribile.
Quando morì ne fui colpito ed oggi si rinverdisce questo dolore, perché Marco ci ha insegnato il valore della cultura, che i voti ed il consenso non è assolutamente vero che non pesano e si contano solo.
Camminava nei paraggi di Montecitorio con un cartello appeso al collo ove era scritto: “beato chi ha fame e sete di giustizia”.
Questo era Giacinto Pannella detto Marco.
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