Cinema
Il silenzio perduto e l’ossessione di apparire: “La banda muta”
Alla Camera la prima di “La banda muta” di Alessia Bottone. Tratto da un racconto di G. Savatteri, il corto mette in contrasto il silenzio dei riti funebri siciliani con il caos social dei selfie ai funerali dei vip. Una riflessione sull’ossessione contemporanea di apparire.
30 Ottobre 2026
“La banda muta” è il nuovo cortometraggio di Alessia Bottone, regista già insignita della Menzione Speciale ai Nastri d’Argento 2021. Ispirata all’omonimo racconto dello scrittore siciliano Gaetano Savatteri, l’opera affronta con forza i temi del presenzialismo funebre e dell’ossessione contemporanea di apparire.
La trama
Al centro della storia c’è Manfredi (interpretato da Piero Nicosia), un anziano costretto a dare l’addio al suo fraterno amico Elio. Durante la funzione, l’uomo si ritrova circondato da persone distratte da futilità, che trasformano il momento del lutto in un evento mondano dove domina solo l’ego dei partecipanti. Per riportare l’ordine e il rispetto nelle coscienze dei presenti, Manfredi evocherà l’antica tradizione siciliana della “banda muta”.
Il racconto si sviluppa in due tempi, alternando scene girate con la macchina da presa a preziose immagini d’archivio dell’Istituto Luce, dell’Archivio audiovisivo movimento operaio e democratico e di Home Movies di Bologna. Nonostante l’ambientazione siciliana, il corto è stato interamente girato a Roma.
Accanto al protagonista Piero Nicosia, completano il cast Adele Abballe, Nadia Perciabosco, Giovanni Galati, Chiara Barbagallo e Gaetano Lizzio. L’opera è prodotta da Stefania Balduini per Pistacchio Film e distribuita da Norah.
Il contrasto tra due epoche: “La banda muta”
C’è stato un tempo in cui il lutto esigeva il rispetto del silenzio.
In Sicilia, ad esempio, esisteva la tradizione della “banda muta”: musicisti che accompagnavano i funerali camminando in corteo, senza però suonare una sola nota, per non disturbare il dolore dei cari.
Oggi, di quel silenzio non è rimasta traccia. Al suo posto c’è il baccano dei social network, il caos visivo di chi si scatta un selfie davanti alla salma del Papa, ai funerali dei vip come Maurizio Costanzo o persino sui luoghi delle grandi tragedie nazionali, da Rigopiano a Cogne.
Si partecipa al dolore collettivo non per spirito di cordoglio, ma per poter dire, con un post: «Io c’ero».
Parte da questo cortocircuito generazionale e culturale “La banda muta”.
La presentazione de “La banda muta” alla Camera dei Deputati
La presentazione del film si terrà nella prestigiosa cornice istituzionale della Sala Giacomo Matteotti alla Camera dei Deputati, a Roma. L’appuntamento è fissato per mercoledì 18 novembre 2026 alle ore 10:30. Non si tratterà di una semplice proiezione cinematografica, ma di un vero e proprio momento di analisi sociologica e culturale incentrato sulle nevrosi e sulle derive del nostro tempo.
L’evento sarà introdotto dall’Onorevole Toni Ricciardi, Vice Presidente del Gruppo PD alla Camera, che ha promosso con forza questa iniziativa sia per l’alto valore culturale del cortometraggio, sia per l’importanza di riscoprire una tradizione rituale oggi quasi del tutto dimenticata.
A guidare e moderare il dibattito su “La banda muta” sarà il giornalista Pedro Armocida, Presidente dell’Associazione Festival Italiani di Cinema e Vice Presidente del SNCCI, il quale coordinerà i diversi interventi in programma prima della proiezione:
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- Il cinema come resistenza: Il giornalista cinematografico Fabio Falzone e la Professoressa Ivelise Perniola, Ordinaria all’Università Roma Tre, dialogheranno sulla forza del documentario come atto di resistenza contro l’alterazione contemporanea della realtà e delle immagini.
- La genesi dell’opera: La regista e sceneggiatrice Alessia Bottone prenderà la parola per svelare i retroscena, la lavorazione e l’ispirazione che hanno dato vita alla pellicola.
- Lo sguardo della psicoterapia: Il Dottor Domenico Barrilà offrirà un’analisi psicologica e sociale sul profondo bisogno dell’uomo moderno di lasciare una traccia di sé a ogni costo, un’ossessione che finisce purtroppo per intaccare persino la sacralità del lutto.
L’incontro si concluderà con la proiezione ufficiale in sala del cortometraggio.

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