D’Antuono

Partiti e politici

D’Antuono e Druetti: i volti della nuova generazione riformatrice

D’Antuono (Volt) traccia la rotta del centrosinistra verso le politiche del 2027: il movimento paneuropeo punta su casa, fisco e integrazione UE. Druetti (Possibile) si batte per la patrimoniale “1%equo”. Sono i volti della nuova generazione progressista e riformatrice.

8 Novembre 2026

In questi giorni il panorama della sinistra progressista italiana vede emergere con forza due figure chiave: Francesca Romana D’Antuono, lead candidate di Volt Italia, e Francesca Druetti, segretaria di Possibile.

Entrambe incarnano una nuova generazione politica capace di rimettere al centro del dibattito contemporaneo temi cruciali come la giustizia sociale, l’equità fiscale e la transizione ecologica, offrendo risposte concrete alla crisi dei servizi pubblici e alla necessità di un’Europa più integrata e coesa.

D’Antuono candidata di punta di Volt Italia

D'Antuono

Francesca Romana D’Antuono, già co-presidente di Volt Europa, traccia la rotta del movimento paneuropeo in vista delle elezioni politiche del 2027.
Eletta ufficialmente candidata di punta durante l’Assemblea Generale di Genova del 7 e 8 novembre 2026, D’Antuono ha l’obiettivo preciso di portare per la prima volta Volt nel Parlamento italiano, contribuendo alla costruzione di un’alternativa progressista, europeista e riformatrice.
Attivamente impegnata nella battaglia per il diritto all’abitare (impegno evidente anche nel discorso fatto successivamente alla proclamazione, in cui ha raccontato la situazione di Ferrara), punta a portare i diritti civili e sociali e una decisa integrazione europea direttamente nelle istituzioni.
Sotto la sua guida, Volt ha approvato a Genova tre importanti proposte programmatiche che ne definiscono l’identità fiscale e sociale:
  • una tassazione progressiva sui patrimoni netti individuali superiori a 5 milioni di euro (con aliquote dall’1,2% al 2,5%) per finanziare salari, casa, ricerca e giovani;
  • una riforma della fiscalità fondiaria per contrastare lo sfitto e incentivare il recupero edilizio riducendo le tasse sul lavoro;
  • un modello di regolamentazione legale della cannabis per uso adulto, basato su coltivazione domestica e mercato controllato.
La strategia mira a inserire Volt come tassello centrale nel campo progressista — il cui ruolo come parte del “temporale” politico necessario all’alternativa è stato riconosciuto dalla sindaca di Genova Silvia Salis, e che ha visto il confronto diretto con la segretaria del PD Elly Schlein — garantendo una rappresentanza istituzionale a chi vede nel futuro dell’Europa la chiave per risolvere le sfide globali.

Druetti: «La tassa sui super ricchi è un punto di forza del centrosinistra»

D'Antuono

Francesca Druetti sta portando avanti con determinazione la campagna “1%equo”, una proposta di legge di iniziativa popolare per l’introduzione di una patrimoniale progressiva sui beni superiori ai 2 milioni di euro.
Forte di oltre 80mila firme raccolte (la raccolta firme online resta aperta fino al 13 novembre), Druetti difende la misura dagli attacchi degli avversari politici, chiarendo come essa non intacchi il ceto medio ma colpisca esclusivamente i super ricchi.
L’obiettivo è redistribuire la ricchezza per finanziare pilastri sociali essenziali e definanziati come la sanità, la scuola pubblica e la tutela dell’ambiente, trasformando la giustizia fiscale nel punto di forza dell’intera coalizione di centrosinistra.
Intervenendo all’Arco della Pace di Milano al Tax The Rich Party, evento conclusivo della Milano Tax The Rich Week e della campagna per 1%equo, Druetti ha dichiarato:
«Questa campagna è riuscita in un’impresa che sembrava impossibile: ha riportato la patrimoniale al centro del dibattito politico.
Che siamo sulla strada giusta lo si capisce anche da come reagiscono gli altri: ogni giorno c’è chi si impegna a spiegare che la patrimoniale è sbagliata e non funziona. Vuol dire che hanno paura, perché sanno che questa proposta colpisce i super ricchi, di cui la destra continua a difendere gli interessi. Non colpisce il ceto medio, la prima casa o i piccoli risparmi: riguarda chi possiede milioni di euro. Chi sostiene il contrario lo fa per spaventare chi non la pagherebbe e ne avrebbe solo benefici.
Per il centrosinistra la tassa sui grandi patrimoni non è una debolezza, ma un punto di forza e la condizione per finanziare tutte le altre priorità: conversione energetica, scuola, ricerca e sanità pubblica, emergenza abitativa. Le risorse si trovano tassando i pochi super ricchi, non i tanti che già pagano. Non serve essere radicali, basta la Costituzione.
Con le elezioni tra un anno, Possibile assume un impegno: se saremo nella maggioranza, insisteremo ogni giorno perché quella maggioranza discuta la legge di iniziativa popolare, cercando convergenze e intese con le altre forze.».
Insieme, D’Antuono e Druetti, ridefiniscono le priorità dell’agenda progressista.
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