Partiti e politici
D’Antuono e Druetti: i volti della nuova generazione riformatrice
D’Antuono (Volt) traccia la rotta del centrosinistra verso le politiche del 2027: il movimento paneuropeo punta su casa, fisco e integrazione UE. Druetti (Possibile) si batte per la patrimoniale “1%equo”. Sono i volti della nuova generazione progressista e riformatrice.
In questi giorni il panorama della sinistra progressista italiana vede emergere con forza due figure chiave: Francesca Romana D’Antuono, lead candidate di Volt Italia, e Francesca Druetti, segretaria di Possibile.
Entrambe incarnano una nuova generazione politica capace di rimettere al centro del dibattito contemporaneo temi cruciali come la giustizia sociale, l’equità fiscale e la transizione ecologica, offrendo risposte concrete alla crisi dei servizi pubblici e alla necessità di un’Europa più integrata e coesa.
D’Antuono candidata di punta di Volt Italia
- una tassazione progressiva sui patrimoni netti individuali superiori a 5 milioni di euro (con aliquote dall’1,2% al 2,5%) per finanziare salari, casa, ricerca e giovani;
- una riforma della fiscalità fondiaria per contrastare lo sfitto e incentivare il recupero edilizio riducendo le tasse sul lavoro;
- un modello di regolamentazione legale della cannabis per uso adulto, basato su coltivazione domestica e mercato controllato.
Druetti: «La tassa sui super ricchi è un punto di forza del centrosinistra»
«Questa campagna è riuscita in un’impresa che sembrava impossibile: ha riportato la patrimoniale al centro del dibattito politico.Che siamo sulla strada giusta lo si capisce anche da come reagiscono gli altri: ogni giorno c’è chi si impegna a spiegare che la patrimoniale è sbagliata e non funziona. Vuol dire che hanno paura, perché sanno che questa proposta colpisce i super ricchi, di cui la destra continua a difendere gli interessi. Non colpisce il ceto medio, la prima casa o i piccoli risparmi: riguarda chi possiede milioni di euro. Chi sostiene il contrario lo fa per spaventare chi non la pagherebbe e ne avrebbe solo benefici.Per il centrosinistra la tassa sui grandi patrimoni non è una debolezza, ma un punto di forza e la condizione per finanziare tutte le altre priorità: conversione energetica, scuola, ricerca e sanità pubblica, emergenza abitativa. Le risorse si trovano tassando i pochi super ricchi, non i tanti che già pagano. Non serve essere radicali, basta la Costituzione.Con le elezioni tra un anno, Possibile assume un impegno: se saremo nella maggioranza, insisteremo ogni giorno perché quella maggioranza discuta la legge di iniziativa popolare, cercando convergenze e intese con le altre forze.».


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